martedì 24 marzo 2009
NOI, IL PD: assemblea nazionale dei circoli
“Raccontate quello che avete visto”. Cosi Dario Franceschini ha concluso l’assemblea nazionale dei circoli PD. Il segretario si è detto soddisfatto e orgoglioso dell’incontro con la base democratica, che "nella riunione di oggi ha mostrato qualità e impegno”. “La politica deve iniziare dal basso, dalla base” ha ribadito più volte Franceschini, anche perché l’assemblea ha visto protagonisti “molti giovani e molte donne”. “Molte donne brave!” - ha sottolineato – “che non sono qui grazie alle quote rosa, ma grazie alle loro doti. Meno male che il nostro statuto prevede la parità dei generi perché fra un po’ noi uomini ne avremo bisogno”.“Siamo un grande partito” - rivendica orgogliosamente Franceschini – “Che ci sia il dibattito, anche quello duro, ma che si faccia al chiuso e si esca con una voce sola”. E proprio i passati dissapori interni spingono il leader democratico ad un gesto insolito per un politico: “Mi scuso – dice ai rappresentanti dei circoli – perché, mentre voi lavoravate a stretto contatto con i problemi veri, anche con la delusione dei nostri elettori, i dirigenti non facevano altro che litigare. Ma oggi è successo qualcosa di importante: nessuno di noi si è chiesto se chi parlava provenisse da questo o da quel partito. Siamo un unico popolo”. Il legame con la base rimane una priorità perciò “ogni regione dovrebbe fare assemblee regionali dei circoli”. Nel 2009 ci si augura di toccare quota 10.000 circoli, “cui garantire una sede, magari con un fondo perequativo, perché la militanza è essenziale, "è volontariato civile”. Spetta a tutti, ai dirigenti quanto ai circoli locali, tenere aperti i temi che ci stanno a cuore (ad esempio l’assegno di disoccupazione). Non basta un titolo al telegiornale, bisogna parlare con la gente”. Non tralascia nessun tema Dario Franceschini. Le sue parole corrono dalla imminente Scuola Politica organizzata dal PD ad Amalfi, al “Mezzogiorno che ha voglia di riscattarsi dalla stretta della criminalità organizzata”, passando per la stesura delle liste per le prossime elezioni europee, che dovranno essere “forti e pulite, come richiede il nostro codice etico”. Le ultime battute riguardano l’attuale situazione politica. “Dobbiamo far capire agli italiani – insiste Franceschini - che, alle europee, c’è in ballo qualcosa di più profondo di una semplice vittoria politica. L’ho detto e lo ripeto: Berlusconi pensa di stravincere, a quel punto farebbe cose inimmaginabili. Non vincerà, perché troverà sulla sua strada noi!”Il segretario chiude con un proverbio africano, letto su uno dei tanti biglietti arrivatigli durante l’assemblea: “Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai insieme agli altri. Noi vogliamo andare lontano”.Già in mattinata il leader democratico aveva parlato ai rappresentanti locali. “È bello vedere tutti voi e devo dirlo a chi ha raccontato il pd sui giornali”. E' la prima frase del discorso di Dario Franceschini all’assemblea dei circoli del PD. Migliaia di segretari di circolo con i quali ribadire che “ Siamo un partito vero, un partito di popolo, che ha una gran voglia di cambiare tutto. Abbiamo un compito straordinario: disputare un partito dentro una crisi enorme, inaspettata, all’inizio di un secolo nuovo, mentre cambiano i punti di riferimento. Aiutare gli italiani in difficoltà anche stando all’opposizione. La sfida di un partito riformista è unire protesta e proposta. Un partito che denuncia con onestà la durezza della crisi, e delle sue straordinarie occasioni”. È l’occasione per ricordare i dati dei disoccupati forniti dall’ISTAT, che sono di prima che esplodesse la crisi: 14 milioni di famiglie con meno di 1300 euro al mese, 10% senza spese mediche, 16% senza vestiti. Numeri prima della crisi di settembre, quanto sono peggiorati. Da qui l’affondo a Tremonti: “A che serve rivendicare di esser ei primi a prevederlo se poi non si agisce? Perché se sono stati così bravi poi hanno fatto tutto a rovescio buttando 5 miliardi tra Alitalia e ICI? Perché hanno detassato gli straordinari, tassato le banche e poi le hanno aiutate? Perche non iniziare dai redditi bassi? Perché nascondere la crisi, negarne l’esistenza e parlar d’altro? C’è il tentativo di nascondere tutto parlando di giustizia, intercettazioni, del caso Englaro? Sono armi di distrazione di massa, ma la gente non ci casca”.Emergenze e tempi lunghi. “Abbiamo il dovere di dire cosa fare abbinando misure d’emergenza e strutturali. Nella pianura padana quando c’è la piena si fanno le catene umane con i sacchi di sabbia sugli argini e così salvano la città. Dopo la piena ragionano sugli interventi permanenti. Questo serve. C’è chi ha perso il lavoro da anni e ha più di cinquanta anni, i precari senza ammortizzatori. Anche tra le imprese ci sono deboli e forti: eliminiamo la burocrazia. Facciamo ripartire l’edilizia: hanno detto di si e poi con un emendamento hanno stravolto la nostra mozione, ma incalzeremo perché non si possono prendere in giro i comuni. Ci sono 14 miliardi di euro possono essere pagati dai comuni, vincolati dal patto di stabilità a non spenderli!! Vorrei avere una webcam nei vertici di governo per sapere cosa si dicono…".No a questo piano casa, si a un grande piano per l’affitto. Il segretario del PD boccia il piano casa: devastazione del territorio. E riferendosi alle ultime novità si indigna: “Vogliono far costruire anche nei centri storici col silenzio assenso delle sovrintendenze!!! Probabilmente lo vogliono mettere dopo un’ora senza risposte! Abbiamo letto che basta un autocertificazione per costruire un condominio!! Il decreto legge senza le regioni è inaccettabile, va contro la Costituzione, non lo accetteremo mai.Si può fare un premio del 20% ma non così. L’economia ambientale può essere investendo su ricerca e sviluppo quel che è stato l’informatica negli anni 80. Si parla di casa ma pensiamo a chi è in affitto: dovremo lanciare un grande piano per l’affitto partendo dalla costruzione di case popolari, un meccanismo per le detrazioni, un aliquota di solo il 20% per i proprietari che affittano. Abbiamo centinaia di migliaia di case sfitte e studenti, anziani, famiglie che non sanno dove dormire.Opposizione non antiberlusconismo.“Questo è fare opposizione. Non antiberlusconismo, non parlare della persona, ma incalzare, sfidare sui contenuti, alzare la voce perché il governo è completamente inadeguato ad affrontare la crisi e il premier offende la costituzione, vive il Parlamento come un ingombro, nemmeno il ruolo di garanzia del Capo dello stato non gli va bene. Proprio perché i riformisti hanno la forza di dire di si alzano la voce quando vedono la superficiale mediocrità di chi è chiamato a un ruolo di Stato e insultano gli italiani: impiegati fannulloni e studenti guerriglieri. Lì c’è un problema di rapporti con il mondo”.Alleanze ed europee. “Non è oggi il momento di scegliere; non discutiamo di alleanze per il 2012. Ma delle cose le dobbiamo dire. Negli enti locali le alleanze si stanno costruendo sulla base di condivisione di programmi e candidati. Grande libertà agli enti locali. Per le prossime politiche io provo un brivido di fastidio quando sento leggere. Ritorneremo all’Unione; no non torneremo a 15 alleati rissosi che sfilano contro sé stessi e non l’avversario, voglio ringraziare con voi Veltroni perché ci ha portato fuori da quella situazione, ha dichiarato chiusa quella parte di storia. Certo sappiamo che difficilmente da soli vinceremo, certo costruiremo alleanze: con poche forze e chiare. Abbiamo un compito doppio rispetto agli altri partiti che perdono le elezioni dentro sistemi consolidati. Sono percorsi che richiedono anni, non mesi. Il parlamento europeo è il luogo dove si decide il nostro futuro, non un luogo per pensionati di lusso. E le nostre liste saranno fatte solo da persone che si candidano ad andare a lavorare a Bruxelles non per raccogliere preferenze sulla base di una truffa. Berlusconi ha già annunciato di essere capolista ovunque e di candidare i ministri omettendo di dire che per legge dovranno dimettersi tutti. È per questo che proporrò di candidare solo persone autorevoli e competenti che resteranno a lavorare in Europa, solo persone che non hanno mandati locali o regionali da completare.Molti amici mi hanno detto: riflettici resta capolista in tutte le circoscrizioni.Voglio dirlo direttamente a Berlusconi: il primo atto di serietà di un uomo politico è non imbrogliare gli elettori, non chiedere preferenze per un luogo dove non si metterà mai piede.Riconquistare i democratici delusi. “È nata una speranza comune. Dobbiamo anche costruire il partito che non è ancora costruito, lo stiamo costruendo. Fa bene riflettere ma smettiamola di parlare dei nostri limiti e abbiate l’orgoglio di quello che è stato fatto in pochi mesi. Diamanti parla di esuli in patria: questi sentimenti si provano verso una cosa alla quale si stente di appartenere, non a una cosa lontana. È lì che dobbiamo lavorare. Servono circoli aperti nel territorio. Dobbiamo essere mobilitati, aperti. L’assegno di disoccupazione non basta passi in tv, dal giorno dopo i circoli si aprano, distribuiscono i volantini, fermino la gente, vadano davanti alle fabbriche. Questo è il valore della militanza, con strumenti antichi e solidi. Così si chiude il dibattito su partito liquido e solido: raccogliamo il voto di opinione, parliamo all’opinione pubblica e ai media ma teniamo porte e finestre spalancate con i circoli. Facendo del rigore e della pulizia i criteri di scelta dei dirigenti ben oltre le responsabilità penali. Controllate, denunciate, alzate la voce". No alle correnti. “Non temiamo i dibattiti interni ma sui contenuti, non per avere fonti di divisione sui giornali. Avremo aree culturali di riferimento, non distorsioni di correnti individuali, dividetevi, aggregatevi ma non fatelo in base ai cognomi dei leader nazionali, neanche sul mio!fatelo sulla base delle idee in campo per il futuro. Ci siamo lasciati alle spalle i litigi, siamo democratici italiani, amate il vostro partito tornate a casa orgogliosi: il PD l’abbiamo costruito noi e lo difenderemo dagli attacchi, dalla rassegnazione e dalla delusione, i mali più difficili da curare”.Abbiamo un compito incredibile: costruire un partito nuovo in un tempo nuovo.“Quando tutto è immobile la rotta è quella dei binari di un treno, ora siamo in mare aperto: tutto è più difficile ma più affascinante. La globalizzazione ci ha portato lì e le singole nazioni sono inadeguate, per questo sui nostri manifesti elettorali ci sarà scritto: noi siamo europei. E l’opinione pubblica è più avanti: i giovani faticano a capire se parliamo di proprietà nazionale delle imprese e o della difesa. I giovani sono già europei, vanno in Europa per l’Erasmus, parlano inglese, usano la rete per costruire un percorso comune e s coprendosi una volta in piazza un unico popolo. È l’Europa dei voli low cost e non c’è differenza ad andare a Milano, Barcellona, Berlino. Sono i governi impauriti che non hanno coraggio: i popoli sono davanti ai loro governi.Globalizzazione e crisi hanno cambiato tutto: divide chi pensa che la globalizzazione debba essere trainata dai mercati che avrebbero portato benessere e democrazia. Dall’altra parte ci siamo noi che pensiamo che servano gli anticorpi di politica, diritto globale, valori. Manteniamo nelle mani della politica la lotta alle diseguaglianze: dentro i paesi e tra i paesi. Guardiamo avanti per fare la grande politica. Risposte per l’oggi indicando il futuro nel quale vogliamo portare il nostro paese.Non limitiamoci a correggere un modello, dobbiamo avere la forza di cambiare le gerarchie. La vittoria di Obama non è legata solo alla sua figura. Ha vinto non proponendo correzioni a Bush ma proponendo valori completamente diversi.Non possiamo mettere gli uni contro gli altri, il nord contro il sud. Mettiamo a disposizione il nostro talento per la comunità in cui viviamo, i forti in aiuto dei deboli. Dalla crisi possono uscire un’Italia divisa o un’Italia migliore e lavoreremo per questo. Anche quando tutto sembra buio, paura, rassegnazione serve la capacità di guardare il futuro e c’è un modo per farlo: non si vede ben col cuore perché l’essenziale è invisibile agli occhi
USCIRE DALLA CRISI!!!

E' necessario un assegno mensile di disoccupazione pari al 60% dell'ultima retribuzione per tutti coloro che non godono di altri strumenti di sostegno al reddito e hanno perso il lavoro dal 1 settembre 2008 al 31 dicembre 2009.I soldi, come il PD ha spiegato nella mozione presentata in Parlamento, si possono trovare con: lotta all'evasione, centrale unica per gli acquisti nella P.A., ricostituzione della Commissione sulla spending review per tagli di spesa pubblica selettivi e non lineari come previsto dalla manovra d'estate e "utilizzo immediato" degli 8 miliardi dell'accordo Governo-Regioni per la parte non impegnata per la Cassa integrazione.Il governo non parla della crisi e ignora chi ne subisce le conseguenze: disoccupati, precari,famiglie che stentano, imprenditori e attività che chiudono.Sono fino ad un milione i lavoratori che rischiano di passare da un reddito precario a zero euro, se non verranno rinnovati i loro contratti.Ci dicono di non avere risorse, ma hanno sprecato miliardi per eliminare l’ICI ai più ricchi e scaricare i debiti Alitalia sui contribuenti italiani, oltre a cancellare le misure anti evasione.L’Italia ha bisogno di strumenti eccezionali e urgenti che diano aiuto immediato alle famiglie.L’assegno mensile per chi perde il lavoro è uno strumento di sostegno alle famiglie e di rilancio dei consumi. Utile non solo a chi lo riceve ma all’intera economia italiana.Imprenditori e sindacati lo sostengono ma il governo continua a negarlo.Le nostre proposte:1. Assegno mensile di disoccupazione subito, per tutti i precari che hanno perso il lavoro2. Blocco dei licenziamenti per precari di scuola, sanità e pubblica amministrazione3. Cassa integrazione per tutti i lavoratori in caso di sospensione del lavoro4. Riforma degli ammortizzatori sociali per la tutela di chi resta senza lavoro.Sono proposte serie, concrete, realizzabili attraverso la battaglia all’evasione fiscale e i fondi previsti per la cassa integrazione e non ancora impegnati.
UN ANNO SENZA LICENZIAMENTI

Il Governo deve approvare subito una moratoria dei 100.000 licenziamenti di lavoratori precari nella pubblica amministrazione.Proponiamo al governo una moratoria di un anno, quindi per la durata della crisi, bloccando per tutto il 2009 i provvedimenti che porteranno, se non corretti, al licenziamento di 60.000 lavoratori del pubblico impiego e circa 40.000 della scuola. Licenziamenti che creano disagio agli utenti, alle famiglie per il taglio dei servizi e per la chiusura delle classi, oltre alla chiusura delle scuole nei piccoli paesi.
TASSIAMO GLI STIPENDI PARLAMENTARI

Contro la crisi è necessario un contributo straordinario “una tantum” sui redditi superiori ai 120.000 euro, a partire da quelli dei parlamentari.Un contributo pari a 2 punti di IRPEF valido per tutto il 2009 che serve a costituire un fondo di sostegno alla povertà di 500 milioni di euro per venire in aiuto delle persone maggiormente in difficoltà con la crisi economica. A beneficiarne sarebbero i comuni e le associazioni di volontariato che utilizzerebbero i 500 milioni a loro disposizione per contrastare la povertà estrema.
DAI VALORI AL TUO VOTO: ELEZIONI E REFERENDUM...QUESTA E' UN'EMERGENZA!!!

Perchè il governo dice no all'election day? Nel mese di giugno dovremo votare in due giorni diversi per le elezioni e per il referendum. Questo comporterà un costo in più di oltre 460 milioni di euro! Perché buttare questi soldi dello Stato e dei cittadini? Unificando le votazioni in un solo giorno si risparmierebbero quasi 1.000 miliardidi di vecchie lire e si potrebbero destinare quei soldi alla sicurezza.Il Partito Democratico propone di utilizzarli per potenziare con uomini e mezzi le Forze dell’Ordine, acquistare il carburante alle volanti, riparare quelle ferme perché rotte e pagare gli straordinari al personale.Scarica dalla colonna a destra la cartolina da inviare al Presidente del Consiglio.IL TESTO DELLA CARTOLINACaro Presidente Berlusconi, ho letto che il tuo governo, nel mese di giugno, mi farà votare in due giorni diversi per le elezioni e per il referendum e che questo comporterà un costo in più di oltre 460 milioni di euro! Perché buttare questi soldi dello Stato e dei cittadini? Il Partito Democratico propone di utilizzarli per potenziare con uomini e mezzi le Forze dell’Ordine, acquistare il carburante alle volanti, riparare quelle ferme perché rotte e pagare gli straordinari al personale.Io sono d’accordo e ti chiedo: aiuta gli italiani davvero, unifica la data del voto.
LE PROPOSTE DEL PD X AFFRONTARE LA CRISI
Le proposte del PdPer affrontare la crisi economicaL’Italia è nel pieno di una crisi economica straordinaria, il cui impatto sociale è già pesante e si preannuncia ancor più duro per i mesi futuri. Centinaia di migliaia di lavoratori precari nel pubblico impiego e nel settore privato rischiano di ritrovarsi senza salario e senza alcuna rete di protezione sociale. Le piccole e medie imprese sono sempre di più in difficoltà, soffrono la stretta creditizia e in numero crescente sono costrette a sospendere le loro attività. La società italiana è dominata da un sentimento concreto di paura, di incertezza, di crescente difficoltà economica, che spinge a rallentare i consumi e ad allontanare ogni prospettiva di ripresa.Di fronte ad uno scenario così grave, il Governo italiano dimostra di essere totalmente inadeguato e - unico tra gli esecutivi di tutti gli altri paesi occidentali - nasconde la crisi economica, la sottovaluta clamorosamente, propone soluzioni inadeguate, estemporanee, minimali. É chiara la distanza tra il Paese reale e un Governo immobile e irresponsabile, che sceglie di non scegliere, che lascia soli sia i più deboli, sia le forze migliori del mondo del lavoro e dell’impresa, vera leva su cui bisognerebbe tornare ad investire per ritrovare la strada della crescita economica.Il Partito Democratico vuole dare voce a questa realtà, quella dell’Italia che lavora e che produce, ma che, in questa tempesta, da sola non ce la fa. Siamo il Partito che si batte per davvero contro la crisi, che offre una prospettiva concreta per uscirne.Vogliamo dare un contributo serio, presentando proposte credibili, come abbiamo già fatto in queste ultime settimane: dall’assegno di disoccupazione al contributo straordinario di solidarietà da parte dei redditi sopra i 120.000 euro, dall’election day per risparmiare fondi da investire nella sicurezza delle città al blocco dei licenziamenti dei precari nel pubblico impiego, all’alleggerimento del patto di stabilità per i comuni.In questi giorni ci siamo battuti perché queste proposte venissero discusse e votate in Parlamento.Ora è il tempo di portare le nostre idee nel Paese, in ogni città, in ogni territorio, col lavoro capillare dei Circoli del Partito Democratico, aprendo un dialogo con la società, a partire dal mondo del lavoro.Per questo, troverete in allegato alcune schede tematiche sulle principali proposte a cui abbiamo lavorato in queste settimane e che possono rappresentare uno strumento utile su cui concentrare l’iniziativa politica dei Circoli in vista delle prossime elezioni amministrative ed europee.Nei prossimi giorni, troverete sul sito internet www.partitodemocratico.it aggiornamenti e altri materiali utili sulle proposte programmatiche del PD che accompagneranno il nostro lavoro, fino all’appuntamento elettorale di giugno.Ci attende un lavoro duro, che possiamo affrontare solo con l’impegno e il contributo di passione e di idee di ognuno, mettendo in moto tutte le migliori energie, a partire dai nostri Circoli, che sono la vera forza del PD
La Segreteria Nazionale del Pd
La Segreteria Nazionale del Pd
ALTRI 170 NO PER IL DECRETO SICUREZZA
Altri 170 noCon una lettera al premier i deputati del Pdl dicono "No" alla fiducia sul decreto sicurezza e danno ragione al PD. Finocchiaro: "la maggioranza ritiri quella norma barbara" Il decreto sicurezza non piace nemmeno a chi lo ha votato. Il governo si è fatto prendere la mano, e ora cento deputati del Pdl scrivono a Silvio Berlusconi: il decreto contiene “norme inaccettabili” per cui una fiducia risulterebbe irricevibile. Norme vergognose e discriminatorie come quella che obbliga i medici “ma anche gli insegnanti e chiunque eserciti incarichi pubblici" a denunciare gli immigrati clandestini.A prendere carta e penna in mano sono stati 101 esponenti del nascente Popolo delle Libertà che tramite una lettera inviata al presidente del Consiglio e diffusa da Alessandra Mussolini, presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia, hanno chiesto di non porre la fiducia sulla pacchetto in esame alla Camera.E il segretario del Pd, Dario Franceschini, fa notare che se 101 parlamentari del PdL chiedono al governo di fermarsi, non fanno altro che ribadire quello che diciamo anche noi da tempo: "Come si può immaginare di costringere i medici a denunciare gli immigrati che vanno a curarsi in un pronto soccorso? Si tratterebbe di una legge non solo immorale, ma carica di rischi per la popolazione italiana, a cominciare dalle possibili epidemie derivanti da malattie non curate.Per questo il Partito Democratico insiste: si fermino". Ma cosa dice la missiva?"Ti chiediamo - si legge nella lettera inviata a Berlusconi- di non porre la fiducia sul disegno di legge 2180. In esso sono contenute norme a nostro giudizio inaccettabili e che necessitano di indispensabili correzioni. Siamo certi che ne converrai anche tu, quando potrai renderti conto di come questo dettato legislativo vada contro i più elementari diritti umani e in particolare dell'infanzia e della maternità". "Si sostiene che questo ddl non obblighi il medico a denunciare l'immigrato clandestino che si presenti per essere curato ai posti di pronto soccorso, in ospedale, o nei centri di vaccinazione. Non è così. Anzi - scrivono i firmatari della lettera - l'obbligo di denuncia potrà riguardare anche gli insegnanti e chiunque eserciti incarichi pubblici".Già in serata, le firme dei deputati del Pdl contro la norma del ddl sicurezza che obbliga i medici a denunciare i clandestini, fa sapere Alessandra Mussolini, toccano quota 170 e la prossima settimana il gruppo guidato da Fabrizio Cicchitto si riunirà per discutere proprio di questo. Intanto però la coalizione rischia lo scontro. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni non vuole replicare direttamente all'iniziativa guidata dalla Mussolini e preferisce affidarsi alle parole del capogruppo leghista Roberto Cota, che aveva definito la lettera dei deputati del Popolo della Libertà, "figlia di manovre interne in vista del congresso del Pdl"."Anche nella maggioranza, purtroppo non nella Lega, ci si rende conto – dice la capogruppo dei democratici al Senato, Anna Finocchiaro - che la norma che prevede la denuncia degli immigrati da parte dei medici, è una norma sbagliata e incivile. Berlusconi e la maggioranza non continuino ad essere sordi di fronte alle richieste che vengono dal mondo medico e dall'opposizione. La lettera dei 100 parlamentari dimostra che le nostre osservazioni e i nostri no avevano senso. Ora è ancora più necessario e doveroso - conclude la Presidente dei deputati del Pd - che governo e maggioranza ritirino quella barbara norma".D’altronde, come sottolinea il deputato PD Jean Leonard Touadì, "L'ammutinamento dei cento deputati del Pdl contro il ddl sicurezza è il segno di come questa non sia una semplice questione politica ma una vera e propria battaglia di civiltà che attraversa le coscienze di tutti a prescindere dall'appartenenza". "Il presidente del Consiglio dovrebbe ascoltare i suoi deputati, - continua l’esponente PD - senza cedere al ricatto della Lega volto a creare un clima di odio e di intolleranza, nei confronti del diverso e a mettere in discussione i più elementari diritti umani".
lunedì 26 gennaio 2009
27 GENNAIO GIORNO DELLA MEMORIA:L'OLOCAUSTO

GIOVANI DEL PARTITO DEMOCRATICO
di Ragusa
GIORNO DELLA MEMORIA: PER NON DIMENTICARE!!!!
La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »
Il termine olocausto viene principalmente utilizzato per indicare lo sterminio sistematico di circa dei 7,5 milioni di ebrei che vivevano in Europa prima della seconda guerra mondiale. Il numero delle vittime è confermato dalla vasta documentazione lasciata dai nazisti stessi (scritta e fotografica) e dalle testimonianze dirette (di vittime, carnefici e spettatori) e dalle registrazioni statistiche delle varie nazioni occupate.Ma il termine olocausto viene usato, anche, per descrivere l'omicidio sistematico di altri gruppi che vennero colpiti nelle stesse circostanze dai Nazisti, compresi i gruppi etnici Rom e Sinti (i cosiddetti zingari), comunisti, omosessuali, malati di mente, Testimoni di Geova, russi, polacchi ed altre popolazioni slave. Aggiungendo anche questi gruppi il totale di vittime del Nazismo è stimabile tra i dieci e i quattordici milioni di civili, e fino a quattro milioni di prigionieri di guerra.
Oggi, giornata della Memoria, noi giovani del Partito Democratico, ricordiamo con la giusta e doverosa solennità e gravità, l'olocausto degli Ebrei e - insieme a questo fatto - lo sterminio di tanti "diversi" .
“A coloro che ancora oggi sostengono che l’Olocausto non sia mai esistito, o che ne sia stata amplificata la portata”, si deve rispondere ribadendo la determinazione ad “onorare la memoria di uomini, donne e bambini, innocenti, uccisi per mano dei nazisti e dei loro complici”. Questa ricorrenza cade nell’ambito delle commemorazioni del 60.mo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, il primo documento globale a sancire la dignità e l’uguaglianza di tutti gli esseri umani.
Orrori non vissuti in prima persona, drammi apparentemente lontani non devono indebolirsi, smarrirsi nella quotidianità e riproporsi in disumane tesi antisemite. Ci sono testimonianze, quelle dei sopravvissuti dell’Olocausto, che devono riflettersi in ogni tempo per divenire un monito indelebile per l’umanità. Sulla tragedia vissuta dagli ebrei negli anni della Seconda guerra mondiale, ecco la testimonianza rilasciata da un rabbino sopravvissuto :“Io per molti anni mi sono svegliato tremando, perché rivivevo quello che era successo. Quindi, ero veramente angosciato perché non avevo nessuna voglia di ricordare, ma tutte le notti, per dieci anni, me le sono riviste davanti agli occhi, quelle scene tremende cui avevo assistito”.Riapriamo la drammatica pagina dell’arrivo ad Auschwitz con il ricordo dell’ebreo italiano, “Siamo scesi giù come tanti sacchi di cemento, incolonnati. La mamma ha capito che andavamo lì a morire e ha detto: Nedo, Nedo, Nedo! Abbracciami, Non ci vedremo mai più! E così è andata”.Ma non basta ricordare, onorare e piangere le vittime dell’odio nazista: si deve infondere il rispetto per la diversità prima che si radichi l’intolleranza. Alla memoria, che lo scorrere del tempo potrebbe affievolire ma non cancellare, si deve associare la conoscenza storica per evitare che l’umanità del Terzo millennio possa conoscere ancora orrori simili a quelli avvenuti nei campi di sterminio nazisti. Allora noi giovani dobbiamo riflettere su ciò che è successo in passato perché si capisce benissimo che cosa sia successo, ma non il perché. Anche oggi in certi frangenti, in certi ambienti, l’irrazionalità ancora trionfa. Se andiamo a leggere i libri di storia di certi Paesi, dove ancora ci
sono regimi antidemocratici, possiamo notare, purtroppo, che la storia è sempre quella. Bisogna cominciare dall’infanzia a divulgare idee di amicizia, di solidarietà verso l’altro”. Ci sono state persone che hanno detto ‘no’ alla violenza, all’intolleranza e al terrore di quegli anni salvando la vita di molti che erano perseguitati. Tra queste c’è anche mons. BENIAMINO SCHIVO, che porta il titolo di “Giusto tra le genti”, che l'anno scorso ha ricevuto al Quirinale la medaglia d’oro al merito civile durante la cerimonia di celebrazione del “Giorno della Memoria”, ma c’è ne sono tanti altri “Giusti”, come GIORGIO PERLASCA e tanti altri ancora che hanno messo a rischio la propria vita per salvare tantissime vite umane innocenti.
Prendiamo esempio da queste persone “Giuste” per evitare che nella storia possa ripetersi un errore simile anche in forma più lieve, perché c'è un altro olocausto che rischia sempre ogni giorno di essere perpetuato. Un olocausto che diventa "cultura", anche questo olocausto "silenzioso" chiede di essere smascherato.
Come il 27 gennaio di molti anni fa, ad Auschwitz, l'esercito Russo ha "scoperto" l'abominio dell'orrore nazista, oggi occorre scoprire e smascherare i tanti orrori, alcuni già manifesti, altri "sotterranei" alla nostra società contemporanea. C'è un problema di memoria: verissimo. Un problema però che non coinvolge solo il lontano ricordo di quegli eventi storici, ma anche la nostra memoria "attuale", quella memoria realizzata nel nostro presente che può diventare, ancora oggi, fonte di male e di morte. Il bullismo nelle scuole, le ronde di cittadini che si fanno giustizia da soli, i discorsi e gli atteggiamenti razzisti, l'opinione in base alla quale non vi può essere altra idea con cui confrontarci, oltre la nostra....sono tutti momenti di questa "cultura", tanto comune da rischiare di essere una specie di "fiume carsico", sotterraneo e pronto a uscire dalla terra, portando con sè tutto il suo strascico di male. In questo Giorno della Memoria, allora, noi giovani democratici, non possiamo non ricordare il passato con la massima fedeltà ad esso possibile: e la fedeltà alla memoria è l'imperativo di imparare da essa a non ripetere gli errori del passato; che poi si trasforma, quotidianamente, nell'attenzione a non crearci e cullarci in una cultura oggi sotterranea, e domani capace - un domani che spero non debba mai venire - di portarci ad un nuovo olocausto.
Ragusa, lì, 27 Gennaio 2009'
LaResponsabile dei Giovani Pd
Valentina Spata
Valentina Spata
venerdì 23 gennaio 2009
RIUNIONE GIOVANI PD RAGUSA
DOMANI SABATO 24 GENNAIO ORE 15 RIUNIONE DEI GIOVANI DEL PD DI RAGUSA IN VIALE DEL FANTE, 10 A RAGUSA.
ORDINE DEL GIORNO:
ORDINE DEL GIORNO:
- PROPOSTE INIZIATIVE VARIE
- TESSERAMENTO PD
- CONGRESSO REGIONALE GIOVANI PD
La Responsabile dei Giovani Pd
Valentina Spata
Il Responsabile delle politiche Giovanili
Mario D'Asta
lunedì 19 gennaio 2009
LA RIFORMA ELETTRICA: IL GOVERNO BERLUSCONI PENALIZZA LA SICILIA COME SEMPRE
La Camera ha votato la fiducia al governo sul dl anticrisi con 327 sì e 252 voti contrari. Le astensioni sono state due. Giovedì il voto finale che licenzia il provvedimento per il Senato.Un sopruso inaccettabile. E' passato alla Camera la proposta della Lega nel decreto anti-crisi di ridefinire i costi dell'eletticità in Italia secondo tre macroaree, a tutto discapito della Sicilia, che per motivi geografici produce energia tramite impianti al metano, più costosi dell'energia idroelettrica o nuclerae, di cui è possibile usufruire a nord. Tale decreto mette in ginocchio l'economia siciliana, facendo pagare ai suoi abitanti l'energia elettrica il 25% in più che nelle altre regioni italiane. "E' assurdo che un governo che deve buona parte del suo successo ai voti raccolti in Sicilia approvi adesso un decreto che ne distrugge l'economia totalmente, in un periodo di crisi così forte come quello degli ultimi anni".I Giovani Democratici di Ragusa esprimono con queste parole la massima indignazione per la subdola manovra e pensano che è vergognoso come i senatori siciliani, che ci rappresentano al parlamento, hanno dimostrato la loro incapacità di ascoltare i problemi del Paese dando la fiducia al decreto. Per non parlare dei senatori dell’MPA che vigliaccamente hanno dato fiducia al governo ma si sono alzati e sono usciti dall’aula poiché non erano d’accordo alle misure previste per la questione energetica, invece di rimanere e contrastarlo con tutte le loro forze. Sono questi i personaggi che ci rappresentano? Sono questi i parlamentari che abbiamo votato per far si che le cause siciliane vengano risolte? E lombardo, il nostro caro presidente della Regione cosa sta facendo? Bè stanno scrivendo una lettera a Berlusconi,,,capite…. Invece di andare a Roma a prendere posizioni dure ed invece di votare la fiducia al decreto..noi in Sicilia scriviamo lettere!!!! Assurdo…Noi Giovani del PD daremo dura battaglia a questa politica incauta e irrispettosa dei principi di uguaglianza che in una democrazia dovrebbero essere alla base di tutto. Il Nord ed il Centro continuano ad essere agevolati e noi, si proprio noi i Siciliani che hanno dato la maggioranza a Berlusconi, veniamo per l’ennesima volta penalizzati. Ma poi Berlusconi dice che nel decreto anticrisi ha agevolato le famiglie, gli anziani, i giovani e addirittura ha abbassato le tariffe energetiche, bravo!!!!! Ma Berlusconi ha detto che con questo decreto in campo energetico massacrerà l’economia siciliana? No Berlusconi dice solo le cose che gli conviene dire!!! Berlusconi pur di non far cadere il governo accontenta sempre la lega..che primo o poi ci escluderà veramente dal resto dell'Italia!!!!!!! Ma adesso basta, tutti dobbiamo essere a conoscenza di ciò che accade nel nostro paese. Ormai anche i giornali scrivono ciò che vogliono scrivere, sapete di questa notizia nessuno ne parla. Siamo ancora più indignati . I siciliani non possono tollerare quest'ulteriore attentato alla loro economia. E' una vergogna".
Giovani del Pd Ragusa
Giovani del Pd Ragusa
La pedofilia invade anche i social network
La pedopornografia sbarca sui social network con gruppi ad hoc in tutto il mondo. A evidenziare il nuovo fenomeno è l'associazione Meter di Siracusa che ha presentato giovedì il Report 2008. Dei 42 social network monitorati a livello mondiale dagli esperti della onlus siciliana, cinque sono risultati positivi ovvero è stata riscontrata la presenza pedofili mentre sono stati individuati in rete 15 gruppi a cui partecipano anche navigatori italiani. Impossibile fare i nomi di queste reti visto che sono in corso delle indagini scaturite proprio dalle denunce di Meter. «Approfittando di questi sistemi di rete i pedofili si legano tra loro con divulgazione di video, foto, link e notizie di riferimento, scambiandosi collezioni private prodotte da loro stessi – afferma don Fortunato Di Noto, presidente di Meter - la rete sociale pedofila viene pubblicizzata nelle maggiori bbs dedicate alla pedopornografia, che sono costantemente monitorate». Una diffusione nei social network in continuo aumento, basti pensare che «in questi primi 15 giorni del 2009 abbiamo abbondamente superato le segnalazioni raccolte lo scorso anno» prosegue il parroco siracusano che da oltre 20 anni dà la caccia, insieme all'associazione Meter da lui fondata, agli orchi su Internet. «Ma non per questo bisogna demonizzare la rete o i social network» avverte Di Noto, il primo a scoprire nel lontano 1989 la pedofilia on line. In generale, le segnalazioni dell'associazione siracusana alla Polizia postale nel 2008 sono state 2.850, mentre negli ultimi cinque anni sono stati oltre 44mila i siti e i riferimenti pedofili segnalati a tutte la Polizie del mondo.Oggi, le basi virtuali dei pedofili si trovano principalmente in Usa (29%) e Russia (27%), ma anche in Iraq e Iran così come riportato nello studio di Meter, che evidenzia anche come gli orchi italiani preferiscano spostarsi su server stranieri. Proprio per questo motivo i server italiani dedicati alla pedofilia sono scesi nell'ultimo anno: si tratta però solo di una migrazione e non di una diminuzione del fenomeno. Continua invece l'utilizzo del file sharing per la diffusione e lo scambio di file pedopornografici visto che il 60% delle indagini della Polizia postale italiana interessano proprio questo settore. Lo scorso anno le segnalazione di Meter hanno riguardato 27 riferimenti italiani tra siti, email, dialoghi in chat e bbs. Inoltre, il 20% delle segnalazioni dell'associazione riguarda siti poi bloccati dal Centro nazionale per il contrasto alla pedofilia, ovvero 75 siti su 375. Importati anche le segnalazioni degli utenti a Meter che nell'ultimo anno sono state 440. Il report 2008, infine, segnala anche come si diffonda sempre più la pedofilia culturale, ovvero siti dedicati a una sorta di giustificazione storico-sociale della violenza sessuale sui bambini. Lo scorso anno, per esempio, è stato scoperto e bloccato un portale spagnolo di donne pedofile mentre altri dieci portali sono stati bloccati nella cosiddetta giornata dell'orgoglio pedofilo. Questi gruppi, infatti, si organizzano anche attraverso la produzione e la vendita di gioielli, bigiotteria e numismatica imprimendo sulle monete i loro loghi e i simboli.
La pedofilia è uno dei mali oscuri della nostra società e tra questi il più grave e sentito da tutta la collettività, perché i protagonisti delle tante storie tristi e agghiaccianti sono i bambini, piccole esistenze che si spezzano per il brutale impatto di adulti deviati, generando terribili effetti. Da specifici studi è risultato che, rispetto alla media della popolazione, i bambini coinvolti nella pedofilia hanno una probabilità più alta del 500% di ammalarsi in età adulta di depressione e del 400 % di ricorrere al suicidio. Il pedofilo è una persona subdola, che sa rapportarsi molto bene con i bambini, comportandosi da amico e facendo sentire loro che possono fidarsi di lui. Spesso le violenze avvengono tra le mura domestiche, proprio lì dove i bambini dovrebbero essere più al sicuro, compiute dagli stessi familiari o da persone amiche e purtroppo, non sono circoscritte solo alle famiglie degradate, ma si estendono a tutte le classi sociali e a tutte le categorie di professionisti.
Negli ultimi anni, a causa dei clamorosi casi di pedofilia sadica in Italia, sono state invocate da più fonti degli interventi terapeutici per i pedofili e tra questi, anche la castrazione chirurgica, che ha avuto in altri paesi un grande impiego nel trattamento dei crimini sessuali, ma, nel caso specifico dell’argomento trattato, non serve perché l’atto sessuale pedofilico non richiede necessariamente l’erezione né tanto meno la penetrazione, ma anche solo compiacimento a guardare, a toccare, a far compiere gli atti ad altri, a fotografare, ad annusare semplicemente la vittima, oppure ad usare violenza con corpi estranei e oggetti. In Italia la pedofilia come reato è disciplinata dalla Legge n. 66 del 15 Febbraio 1996, “Norme contro la violenza sessuale”, e dalla Legge 269/1998, che hanno introdotto degli specifici articoli nel Codice Penale e recentemente è stata aggiornata dalla legge 38/2006, “Disposizioni in materia lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedo-pornografia anche a mezzo Internet”.
Noi giovani Democratici di Ragusa pensiamo sia opportuno rendere più drastiche le pene previste dal nostro Codice Penale in materia di pedofilia e di violenza sessuale, reati considerati fortemente aberranti dal nostro ordinamento. La proposta in questione prevede il raddoppio dei termini di prescrizione per detti reati, oltre ad elevare sensibilmente le pene previste in materia di violenza sessuale, di prostituzione e pornografia minorile, stabilendo che i soggetti resisi colpevoli, saranno interdetti permanentemente dai pubblici uffici e da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, e da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori.
Giovani PD Ragusa
La pedofilia è uno dei mali oscuri della nostra società e tra questi il più grave e sentito da tutta la collettività, perché i protagonisti delle tante storie tristi e agghiaccianti sono i bambini, piccole esistenze che si spezzano per il brutale impatto di adulti deviati, generando terribili effetti. Da specifici studi è risultato che, rispetto alla media della popolazione, i bambini coinvolti nella pedofilia hanno una probabilità più alta del 500% di ammalarsi in età adulta di depressione e del 400 % di ricorrere al suicidio. Il pedofilo è una persona subdola, che sa rapportarsi molto bene con i bambini, comportandosi da amico e facendo sentire loro che possono fidarsi di lui. Spesso le violenze avvengono tra le mura domestiche, proprio lì dove i bambini dovrebbero essere più al sicuro, compiute dagli stessi familiari o da persone amiche e purtroppo, non sono circoscritte solo alle famiglie degradate, ma si estendono a tutte le classi sociali e a tutte le categorie di professionisti.
Negli ultimi anni, a causa dei clamorosi casi di pedofilia sadica in Italia, sono state invocate da più fonti degli interventi terapeutici per i pedofili e tra questi, anche la castrazione chirurgica, che ha avuto in altri paesi un grande impiego nel trattamento dei crimini sessuali, ma, nel caso specifico dell’argomento trattato, non serve perché l’atto sessuale pedofilico non richiede necessariamente l’erezione né tanto meno la penetrazione, ma anche solo compiacimento a guardare, a toccare, a far compiere gli atti ad altri, a fotografare, ad annusare semplicemente la vittima, oppure ad usare violenza con corpi estranei e oggetti. In Italia la pedofilia come reato è disciplinata dalla Legge n. 66 del 15 Febbraio 1996, “Norme contro la violenza sessuale”, e dalla Legge 269/1998, che hanno introdotto degli specifici articoli nel Codice Penale e recentemente è stata aggiornata dalla legge 38/2006, “Disposizioni in materia lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedo-pornografia anche a mezzo Internet”.
Noi giovani Democratici di Ragusa pensiamo sia opportuno rendere più drastiche le pene previste dal nostro Codice Penale in materia di pedofilia e di violenza sessuale, reati considerati fortemente aberranti dal nostro ordinamento. La proposta in questione prevede il raddoppio dei termini di prescrizione per detti reati, oltre ad elevare sensibilmente le pene previste in materia di violenza sessuale, di prostituzione e pornografia minorile, stabilendo che i soggetti resisi colpevoli, saranno interdetti permanentemente dai pubblici uffici e da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, e da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori.
Giovani PD Ragusa
sabato 17 gennaio 2009
LA CONSULTA PROVICNIALE VUOLE INCONTRARE LE CONSULTE GIOVANILI PER RACCOGLIERE PROPOSTE SULLA CONDIZIONE GIOVANILE IN PROVINCIA...
Il presidente della prima Commissione consiliare, Ignazio Nicosia, di concerto con gli altri componenti Ettore Di Paola, Pietro Barrera, Angela Barone, Giuseppe Colandonio, Giovanni Iacono e Giovanni Mallia, nell’ottica di conoscere le problematiche dei giovani in provincia ha promosso una serie di incontri con i rappresentanti delle consulte giovanili dei comuni. L’obiettivo è quello di avviare anche da parte dell’amministrazione provinciale una forte progettualità nel campo delle politiche giovanili che possa dar vita ad un confronto utile con le nuove generazioni e a raccogliere proposte su tutto ciò che possa riguardare la condizione giovanile nei comuni della provincia di Ragusa.
E' sicuramente un incontro importante ma voglio ricordare alla Commissione consiliare che oltre ad incontrare le consulte giovanili dovrebbero coinvolgere tutti i gruppi giovanili di ogni partito che si occupano, non solo di politica in generale ma soprattutto di politica Giovanile.
Inoltre, ci tengo a precisare che per quanto riguarda la Consulta Giovanile di Ragusa e in linea generale anche le altre dei restanti 11 comuni della provincia, non si riuniscono da tanto tempo e non hanno fatto delle iniziative volte ai giovani. Quindi non ritengo opportuno incontrare solamente tali consulte che ad oggi non potrebbero dare delle risposte concrete ed efficaci al fine da ottenere.
Noi giovani del partito Democratico siamo vicini ai giovani nelle scuole, nelle università, nelle associazione e pertanto crediamo di conoscere quali sono le esigenze dei giovani in provincia di Ragusa e riteniamo opportuno un incontro allargato anche a chi si spende per ricercare e capire quali sono le priorità ed i problemi dei Giovani e, direi pure dei nostri coetani.
Quindi, invito la suddetta Consulta a rivedere la loro iniziativa affinchè anche noi giovani appartenenti ad un partito politico possiamo partecipare ad un incontro di tale importanza ed utilità. Sottolineo anche che, essendo loro esponenti di partito, dovrebbero includere in queste iniziative i giovani del loro stesso partito, ove esistono naturalmente, in modo tale da promuovere la politica giovanile.
Invito, inoltre, i vari componenti delle consulte ad impegnarsi maggiormente per attuare in provincia di Ragusa una politica forte volta alle esigenze dei giovani e alle loro aspettative.
La Responsabile dei Giovani Pd Ragusa
Valentina Spata
E' sicuramente un incontro importante ma voglio ricordare alla Commissione consiliare che oltre ad incontrare le consulte giovanili dovrebbero coinvolgere tutti i gruppi giovanili di ogni partito che si occupano, non solo di politica in generale ma soprattutto di politica Giovanile.
Inoltre, ci tengo a precisare che per quanto riguarda la Consulta Giovanile di Ragusa e in linea generale anche le altre dei restanti 11 comuni della provincia, non si riuniscono da tanto tempo e non hanno fatto delle iniziative volte ai giovani. Quindi non ritengo opportuno incontrare solamente tali consulte che ad oggi non potrebbero dare delle risposte concrete ed efficaci al fine da ottenere.
Noi giovani del partito Democratico siamo vicini ai giovani nelle scuole, nelle università, nelle associazione e pertanto crediamo di conoscere quali sono le esigenze dei giovani in provincia di Ragusa e riteniamo opportuno un incontro allargato anche a chi si spende per ricercare e capire quali sono le priorità ed i problemi dei Giovani e, direi pure dei nostri coetani.
Quindi, invito la suddetta Consulta a rivedere la loro iniziativa affinchè anche noi giovani appartenenti ad un partito politico possiamo partecipare ad un incontro di tale importanza ed utilità. Sottolineo anche che, essendo loro esponenti di partito, dovrebbero includere in queste iniziative i giovani del loro stesso partito, ove esistono naturalmente, in modo tale da promuovere la politica giovanile.
Invito, inoltre, i vari componenti delle consulte ad impegnarsi maggiormente per attuare in provincia di Ragusa una politica forte volta alle esigenze dei giovani e alle loro aspettative.
La Responsabile dei Giovani Pd Ragusa
Valentina Spata
FABIO NICOSIA CAPOGRUPPO CONSIGLIERI PROVINCIALI PD DICHIARA: LA CRISI POLITICA DEL CENTRODESTRA PARALIZZA L’ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA DELLA PROVINCIA
L'ennesimo rinvio del tavolo politico del centrodestra ragusano sembra allora non doversi risolvere a breve la crisi politica in provincia, iniziata con l’”autosospensione“ degli assessori di Forza Italia. "Se da nessuna dichiarazione - dice Fabio Nicosia capogruppo del Pd alla Provincia - emerge un problema politico o la necessità di analisi sull’attuazione del programma del Presidente Antoci , sono sicuramente strumentali le posizioni denunciate ai giornali riguardo le motivazioni , ma dietro alle scaramucce si celano problemi seri di tenuta della coalizione del centro-destra riguardanti lotte intestine e di successione. La destra rischia di ingessare l’azione amministrativa e, soprattutto, politica di una provincia che, dopo due anni di lenti passi, deve cominciare a dare risposte efficaci per l’attuazione del programma elettorale e per le necessarie rivendicazioni dei cittadini iblei. Sono tanti i temi che necessitano di un confronto serio e di possibili soluzioni : l’aeroporto di Comiso ( ultimazione , società , acquisto quote, rete viaria di collegamento, start up…tutto può essere delegato unicamente al Comune di Comiso ?) - Il Centro di Ricerca Applicata in Agricoltura di Ctr.da Perciata , dopo gli ingenti investimenti e il completamento di gran parte della struttura è vittima di giochi ed equilibri politici regionali o può sperare di iniziare un’attività utilissima al territorio ?- L’Università di Ragusa , o quello che resta dopo la chiusura di diversi corsi, non merita riflessioni più approfondite e non demandate al Consiglio di Onorevoli ed ex onorevoli che la gestisce?- L’iter dei fondi ex Isicem ?-Il porto di Pozzallo da integrare al porto turistico di Marina di Ragusa e al porto peschereccio e turistico di Scoglitti per un sistema portuale provinciale di rilievo, con strutture adeguate alla ricezione dei turisti ( non fanno fare bella figura alla Provincia i miseri gazebi di Pvc impiantati dalla Provincia ad uso di “Virtus Ferries” e dove si aspetta la partenza e l’arrivo del catamarano per Malta) - Le grandi opere incompiute come il Velodromo di Vittoria ( 15 anni circa , roba da Striscia la Notizia) e gli impianti sportivi di Ispica mai consegnati -La rivendicazione di fondi per la viabilità secondaria . Questi alcuni degli impegni, a nostro avviso urgenti, dell’agenda del Consiglio e dell’Amministrazione provinciale . Però si ritarda, perché la crisi deve essere gestita dai “baroni” del centrodestra” che, nella loro ottica di lottizzazione e spartizione di qualsiasi spazio politico-amministrativo, non hanno l’urgenza di trovare l’accordo, la provincia è solo un terreno di scontro dove misurare le forze in vista della successione alla leadership, dove dare segnali su quale forza dovrà esprimere il prossimo presidente dell’Ente. In base alla logica del centrodestra i consiglieri provinciali eletti non possono creare loro un tavolo di trattative, perché alla fine dovranno essere sempre gli stessi 4/5 attori a trovare l’accordo su poltrone, elezioni e quant’altro e impartire le condizioni e gli ordini di scuderia ai vassalli. Questo è un sistema feudale della politica che deve essere denunciato e rotto, in primis dagli stessi appartenenti al Pdl che ne hanno il ruolo; chi è stato votato ed eletto al Consiglio Provinciale, chi ha avuto il mandato per amministrare la Provincia di Ragusa, faccia capire ai “big” che dobbiamo lavorare , dobbiamo andare avanti e non dietro le loro bizze! Piuttosto gli onorevoli si impegnino nelle loro istituzioni dove hanno ricevuto il mandato elettorale di trarre benefici per il nostro martoriato territorio . Noi , consiglieri di minoranza , dobbiamo denunciare questo stato di cose che è ben più grave dell’individuazione “intuito personae” di un dirigente al posto di un altro . La nostra voce di opposizione è di sollecito sui tempi della risoluzione di questo stato di cose ed è differente , anzi opposta, a quella dell’ MPA , che alimenta il fuoco del disagio per entrare in Giunta ed avere un ruolo nella spartizione degli incarichi. Il Movimento per l’Autonomia è pronto ad entrare in Giunta, per recuperare i posti persi dopo la transumanza , con gli stessi uomini : Barrera, già assessore di Forza Italia e presidente AAPIT e, dietro di lui, Riccardo Minardo, che uscito dalla porta vuole rientrare dalla finestra. Intanto hanno mantenuto utili e “disamministrati” sottogoverni come l’Ente Autonomo Case Popolari , un vero e proprio fallimento . Sarebbero queste le novità di una nuova giunta Antoci ? Appare quindi utile la convocazione del Consiglio Provinciale , fissata dal Pres del Consiglio e dalla Conferenza dei Capigruppo , per giorno 2 febbraio per sentire il Presidente Antoci e per dare chiarezza alle posizioni dei vari gruppi consiliari".
RAGUSA: ANCORA INCIDENTI STRADALI E ANCORA VITTIME!!!!!!!

Un cittadino extracomunitario è morto nel pomeriggio in un incidente stradale avvenuto sulla strada provinciale numero 13 che collega Ragusa con Santa Croce Camerina, nei pressi della località Centopozzi. Awet Tesfamichael, di 31 anni, viaggiava su uno scooter che per cause da accertare si è scontrato frontalmente con una autovettura Volvo condotta da una donna di 39 anni. Il giovane è morto sul colpo mentre la donna è rimasta illesa. Il cittadino eritreo è risultato titolare di un permesso di soggiorno scaduto il 31 dicembre scorso e si stava recando in una azienda agricola del luogo per definire un rapporto di lavoro dal quale sperava di ottenere il rinnovo del permesso.
Come vedete, anche le strade della provincia di Ragusa, che percorriamo giornalmente sono pericolose. La strada dei 100 pozzi è una strada piena di buche e priva di illuminazione.
Non possiamo ancora rimanere indifferenti ad un problema così grande che costa la vita di chiunque sfortunatamente si trova protagonista di queste spiacevoli tragedie.
Siamo dispiaciuti per quanto accaduto a questo ragazzo e rimaniamo vicini alla sua famiglia.
I Giovani PD Ragusa
L'UNICO PAESE AL MONDO...Ad approvare le misure anticrisi senza discuterle. Per poi accorgersi che un terzo delle social card sono senza soldi
Una maggioranza tra le più larghe della storia italiana approva il decreto-legge con le misure anticrisi (dl 185/08 – Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale) con la fiducia, nonostante il PD avesse presentato appena dieci emendamenti per un maggiore investimento di 2,5 miliardi. Siamo i primi e gli unici al mondo che hanno impedito al Parlamento di svolgere una discussione efficace sulle misure anticrisi, è questo l'unico nostro primato in questo momento. E intanto scoppia anche il caso Social Card: una su tre non mai stata caricata!Una cifra che sarebbe stata coperta utilizzando la metà dei risparmi che nel 2009 il governo incasserà dalla diminuzione sugli interessi sul debito. Ma la destra ha scelto di non discuterne.Non hanno voluto incrementare del 20% gli assegni familiari, aumentare le risorse per gli ammortizzatori sociali e ampliare la platea dei lavoratori che ne beneficiano, né velocizzare i pagamenti da parte della pubblica amministrazione, evitare la stretta al credito per le piccole e medie imprese o intervenire sui meccanismi del credito d'imposta per la ricerca e il sud.Accanto alla presunzione e la prepotenza del governo va segnalata anche l'ennesima bufala. la tanto sbandierata social card, la carta dei meno abbienti, la carta che dona meno di un euro al giorno e ti dichiara povero, è vuota!Per stessa ammissione dell'Inps, al 30 dicembre erano state caricate 330 mila carte sulle 520 mila distribuite. Una su tre è vuota. Vergogna!"Vorrei tanto che il ministro Tremonti si calasse nei panni di un pensionato che ha bisogno anche di 40 euro al mese in più e che si è sottoposto entro il 31 dicembre al complicato percorso ad ostacoli escogitato dal governo", è la replica del ministro della Semplificazione del governo ombra, Beatrice Magnolfi, che parla di «via crucis infinita» descrivendo l'iter da affrontare per beneficiare della social card.E lo chiamano decreto anticrisi...Pubblichiamo la dichiarazione di voto sulla questione di fiducia del ministro ombra per l’Economia, Pierluigi Bersani.Signor Presidente, colleghi, mi sembra che i fatti siano chiari. Dopo aver duramente lavorato, con esito nullo, in Commissione, le opposizioni hanno ridotto ad una trentina i propri emendamenti, per rendere più agevole ed essenziale il dibattito in Aula. Il Governo ha posto la questione di fiducia per coprire i problemi della maggioranza e il Presidente Fini si è espresso con parole istituzionalmente ineccepibili e, per ciò stesso, del tutto incomprensibili alle orecchie padronali del Presidente Berlusconi. Abbiamo anche assistito ad un Governo che nel chiedere la fiducia ha dichiarato che l'Italia è il primo Paese ad affrontare provvedimenti sulla crisi. Come abbiamo detto ieri, siamo al surrealismo: ribadisco che siamo i primi e gli unici al mondo che hanno impedito al Parlamento di svolgere una discussione efficace sulle misure anticrisi, è questo l'unico nostro primato in questo momento.Ieri l'opposizione ha deciso di fare un Aventino alla rovescia: abbiamo parlato per tre ore da soli, e lo abbiamo fatto come atto di omaggio alla dignità di quest'Aula. Oggi, a beneficio di chi di voi non era presente e del Ministro Tremonti in particolare, per un atto che - credo - la cortesia pretenda, illustro in un breve riassunto gli argomenti che abbiamo esposto. Innanzitutto, signor Ministro ed esponenti della maggioranza, avevamo posto una domanda: quando a luglio noi abbiamo proposto, invece della seconda parte della manovra ICI, detrazioni fiscali per redditi medio-bassi; quando abbiamo proposto di parlare, invece che di straordinari, di cassa integrazione; quando abbiamo chiesto se ci convenisse spendere miliardi per Alitalia per disporre di servizi inferiori, minore concorrenza, minori collegamenti internazionali e meno occupazione, ci eravamo sbagliati? Credo sia legittimo porre questa domanda, a cui segue una lunga coda, non è mica finita!Mi rivolgo agli amici della Lega, sono del nord anch'io: questa Lega che è per la libertà di mercato deve spiegarmi perché in Commissione ha partecipato a dichiararci inammissibile un emendamento che ripristinasse i poteri dell'Antitrust, che voi avete tolto; inammissibile per estraneità di materia, in un decreto-legge che parla anche di porno tax (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)! Dovete anche spiegarci perché mai avete votato contro un nostro emendamento per la liberalizzazione dei voli Milano-Roma. Se voi pensate di poter raccontare quello che volete al nord vi sbagliate (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).Se fin qui non abbiamo sbagliato del tutto, può anche darsi che non ci sbagliamo nemmeno oggi. Vi abbiamo chiesto una manovra di un punto di PIL e abbiamo cercato di dimostrarne la sostenibilità, sulla base di un risanamento che esiste ed è solido (voi ve ne vantate e non riconoscete con una sola parola i meriti di lo ha procurato), ma non avete accettato questa proposta, così come non avete accettato alcun fondamentale emendamento dell'opposizione (nostro, dell'Unione di Centro o dell'Italia dei Valori): eccoci ora qui ad affrontare questo 2009 senza alcuna riduzione fiscale per i redditi medio-bassi, anzi con un aumento della pressione fiscale per quei redditi, perché - ci siamo capiti - non è che non alzate le tasse, qui l'IRPEF sta crescendo per l'andamento del fiscal drag e voi state sottraendo potere d'acquisto a chi in questo momento ne avrebbe più bisogno, anche ai fini dell'economia.Sul lavoro autonomo e professionale lanciate un messaggio: non abbassiamo le aliquote, ma allentiamo i controlli. In tal modo proponete uno scambio distruttivo, cioè invece di intervenire con misure positive e chiedere fedeltà fiscale - che è l'unico modo col quale si possono ridurre le aliquote - realizzate uno scambio distruttivo per il civismo in questo Paese.Ci avete anche proposto delle analisi attraverso dei comunicati del Governo e del Ministero dell'economia che, francamente, ci hanno messo in allarme. Ieri ho anticipato che assumeremo iniziative che diano priorità alla trasparenza dei dati, in termini di finanza pubblica e in termini di entrate fiscali. Ci avete detto in via ufficiale che il fabbisogno è cresciuto in virtù di misure di cui avevate garantito la copertura al Parlamento, e non ci avete detto niente di analitico e dettagliato sull'andamento delle entrate fiscali: non pensate che sia possibile discutere senza avere una base di dati condivisi!Sulle misure sociali, si è già detto del bonus famiglie - ne ha parlato Avvenire, al quale mi rimetto - e della social card. Vorrei che si sapessero le cifre: un milione 300 mila le utenze potenziali, 350 mila le carte attivate, 150 mila le carte respinte, disagi e umiliazioni di ogni genere agli sportelli, ai patronati e nei supermercati (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori). Volete darglieli sulle pensioni, questi benedetti 40 euro, così risparmierete dei soldi anche voi?Sugli ammortizzatori, non siamo a posto. Il Ministro dice: ho voluto mettere il registratore. Non ce n'è bisogno, ci siamo detti chiaramente che per noi si tratta di una priorità assoluta. Potete usare questi fondi o altri, purché funzioni. Quanto al Fondo sociale europeo, le regioni faranno quel che dovranno fare, ma ciò non sarà risolutivo. La norma sulla bilateralità, oltre a discriminare e a dividere piuttosto che ad allargare la platea, non reggerebbe ad un esame costituzionale, perché discriminatoria (Applausi dei deputati del gruppo Partito nel Democratico).Attenzione, le chiacchiere valgono fino a domani mattina, i numeri sono i seguenti: un milione di giovani precari a rischio rinnovo, 500 mila lavoratori già in cassa integrazione straordinaria, ordinaria, in deroga e cassa edile. E siamo soltanto all'inizio. Volete attrezzarvi sul piano dei soldi e delle norme o continuiamo ad andare avanti a chiacchiere? Abbiamo passato il Natale con la storia della settimana corta, non possiamo andare avanti a spot! Abbiamo cominciato con Robin Hood, che doveva prendere e invece deve dare; c'erano poi gli 80 miliardi; prima si dice che bisogna lavorare di più e poi che bisogna lavorare meno. Si passa la giornata con degli spot, ma il giorno dopo non c'è niente di queste cose.Lo stesso vale per la piccola impresa. Ho detto ieri e lo ripeto qui, per informazione, perché è difficile leggere sui giornali le cose che sto per dire, che vorrei fosse chiaro che di tutte le cose di cui abbiamo chiacchierato in relazione all'accesso al credito per la piccola impresa, oggi non sta funzionando niente. Non so se mi spiego: tra decreti e regolamenti, da ottobre ad oggi, non c'è nulla di nulla.Vogliamo dire qualcosa alla nostra industria? La Iris ceramiche, sto parlando del meglio, liquida, perché non c'è prospettiva. Vogliamo dirgli che non è così? Guardate che se a catena viene fuori una cosa di questo genere, a cominciare dalle banche, noi abbiamo dei guai seri. Non sarà ora di sentire una parola forte sulle politiche industriali? Dite qualcosa a questa gente!Voi dite: acceleriamo, non c'è bisogno di manovra. Acceleriamo? Benissimo. Il FAS? Benissimo. Ma stiamo parlando o no di misure che devono diventare vere in 12-24 mesi? Si tratta di questo? Se è questo, fuori da un paniere di progetti locali e fuori da un'attivazione controllata di crediti di imposte, non può esserci una risposta. Inutile dire: acceleriamo il ponte sullo Stretto: lo accelereremo per vent'anni, sarà un'accelerata di vent'anni! Cerchiamo di capire che la crisi c'è, perché io ho l'impressione che ciò non sia stato ancora compreso!Fra l'ottimismo po' poco vacuo, lasciatemelo dire, del Presidente del Consiglio, e, Ministro Tremonti, una sorta di pessimismo immaginifico che viene fuori dalle sue iniziative, noi siamo fermi, con l'idea che qualcun altro provvederà. Ma, attenzione, non possiamo permetterci una cosa di questo genere, dobbiamo fronteggiare la crisi, non risolverla, ma fronteggiarla. L'ho detto ieri, non siamo mica pagati per fare dei commenti o dire delle frasi celebri, noi siamo pagati per fare dei fatti (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori)!Il Presidente Napolitano - voglio concludere con le sue parole - ha detto: può venir fuori dalla crisi una società più giusta. Lo ricordava D'Antoni ieri nel suo intervento: ciò è verissimo, ma l'ombra di questa frase bellissima è che dalla crisi può anche venir fuori una società più divisa e più ingiusta. Se non facciamo niente, dal momento che l'acqua va in basso, la crisi verrà pagata, magari in silenzio, da milioni di persone, i più deboli. Attenzione, voi vi candidate a mettervi dalla parte delle retrovie, di quelli che vogliono stare al riparo, acquattarsi e aspettare che la crisi passi.Noi ci mettiamo dall'altra parte, discutiamo confrontiamoci: possiamo far venir fuori un Paese più solidale o un Paese più diviso. Fin qui mi pare che siamo sulla cattiva strada e per questo noi vi neghiamo, ancora una volta, e con maggior convinzione la fiducia
venerdì 9 gennaio 2009
DOCUMENTO PRODOTTO DALL'AREA TEMATICA PROVINCIALE "POLITICHE GIOVANILI"
Dopo la riunione di domenica alle ore 18 persso i locali del PD, i componenti presenti abbiamo deciso di redigere un documento in merito ai temi trattati:
La riunione di domenica è stata significativa perchè è emerso quello spirito fondativo delle giovani generazioni democratiche di riportare il nostro movimento giovanile, ma ancor di più il PD, del quale ci riteniamo componente fondamentale, tra la gente con la gente; emerge dalla riunione l'esigenza della nostra generazione di non disperare se la politica a volte, anzi spesso nn da delle risposte che ci aspettiamo, ma anzi con rinnovato entusiasmo, di assumerci noi la responsabilità a piano titolo di dare queste risposte con tutti gli strumenti che abbiamo in mano. Orgogliosi di essere parte integrante di questo partito nuovo, la fine del 2008 ci lascia un tema caldo che merita di essere discusso( e il nostro partito l'ha fatto) perchè è inaccettabile per noi giovani continuare a subire ciò che succede nella Ragusa -Catania.
Troppe le giovani vite stroncate, troppe le famiglie lasciate nel loro dolore, un futuro precario, quindi nn solo dal punto di vista economico e sociale, ma anche infrastrutturale che incide e ha inciso nel dramma di decine e decine di famiglie da quando esiste la Repubblica Italiana, da quando si è detto e stradetto che questa strada sarebbe stata rifatta, allargata, messa in sicurezza! Niente di tutto ciò...Ora noi giovani democratici iblei, noi componenti del Partito Democratico Ibleo chiediamo a gran voce, con forza e determinazione, di cambiare rotta e lanciare un segnale diverso, simbolico ma anche pieno di sostanza; chiediamo di ascoltare la gente e di scendere in piazza, o meglio, in questo caso di "scendere in strada" insieme al popolo e col popolo per far credere loro che noi stiamo dalla parte di chi paga le tasse ma a queste nn seguono dei servizi idonei, sufficienti, sicuri,efficianti ed efficaci.
OPERATIVAMENTE PARLANDO: chiediamo di bloccare, previa richiesta alla prefettura ed enti preposti, la Ragusa-Catania, consentendo cmq la fruizione di strade alternative, domenica 18 più tempo possibile...ma questo è da concertare col prefetto.
Questo partito ha bisogno, per crescere di gesti forti, ha bisogno di riconquistare la credibilità di decine di migliaia di persone che ci guardano perplessi, scettici( se vogliamo praticare la vocazione maggioritaria di questo partito), ma anche la fiducia di chi ci guarda con simpatia e curiosita, rafforzando ancora di più l'opinione di chi già ci guarda con convinzione.
Abbiamo bisogno di dare risposte a tutta la nostra comunità, ma abbiamo bisogno di recuperare quel rapporto con le giovani generazioni che guardano la politica con la logica del sospetto nei confronti della classe dirigente in generale; e questo lo possiamo fare con i fatti, intestandoci iniziative e battaglie importanti, perseguendo con dedizione le stesse, nn abbassando mai la testa.
Ma questa deve essere nn solo l'iniziativa dei giovani democratici iblei, ma piuttosto deve essere il risultato di un'azione corale che si chiama PARTITO DEMOCRATICO DELLA PROVINCIA DI RAGUSA perchè abbiamo bisogno della forza organizzativa e strutturale di un'organizzazione chiamata partito, ma perchè vogliamo mettere questa idea a disposizione del partito tutto.
Ma mi spingerei oltre i confini della provincia di Ragusa dato che questo tratto di strada riguarda anche Catania, ma arriverei pure ad interessare l'organizzazione regionale data l'importanza del tema; è necessario che scenda in campo il partito regionale.Quindi chiediamo ai componenti iblei della direzione regionale che si riunirà lunedì prossimo, nonchè ai componenti dell'assemblea costituente regionale che si riunirà in data 17 genn a Messina, di mettere all'odg della prossima direzione e della prossima assemblea questa iniziativa e di coinvolgere il partito regionale
Stiamo inoltre preparando una petizione in merito alla questione (vedi allegato) e soprattutto riteniamo essenziale accompagnare queste iniziative con 2 interrogazioni parlamentari, una regionale e l'altra nazionale.
Qualora il partito ritanga questa iniziativa utile per il partito stesso ma soprattutto per affrontare definitivamente e risolvere la questione,rimaniamo pronti a concertare la data per l'organizzazione della manifestazione però chiediamo subito una direzione provinciale o un esecutivo per organizzarci per affrontare la discussione ed eventualmente organizzarci in merito.
RESP. PROV. AREA TEMATICA "POLITICHE GIOVANILI"
MARIO D'ASTA
La riunione di domenica è stata significativa perchè è emerso quello spirito fondativo delle giovani generazioni democratiche di riportare il nostro movimento giovanile, ma ancor di più il PD, del quale ci riteniamo componente fondamentale, tra la gente con la gente; emerge dalla riunione l'esigenza della nostra generazione di non disperare se la politica a volte, anzi spesso nn da delle risposte che ci aspettiamo, ma anzi con rinnovato entusiasmo, di assumerci noi la responsabilità a piano titolo di dare queste risposte con tutti gli strumenti che abbiamo in mano. Orgogliosi di essere parte integrante di questo partito nuovo, la fine del 2008 ci lascia un tema caldo che merita di essere discusso( e il nostro partito l'ha fatto) perchè è inaccettabile per noi giovani continuare a subire ciò che succede nella Ragusa -Catania.
Troppe le giovani vite stroncate, troppe le famiglie lasciate nel loro dolore, un futuro precario, quindi nn solo dal punto di vista economico e sociale, ma anche infrastrutturale che incide e ha inciso nel dramma di decine e decine di famiglie da quando esiste la Repubblica Italiana, da quando si è detto e stradetto che questa strada sarebbe stata rifatta, allargata, messa in sicurezza! Niente di tutto ciò...Ora noi giovani democratici iblei, noi componenti del Partito Democratico Ibleo chiediamo a gran voce, con forza e determinazione, di cambiare rotta e lanciare un segnale diverso, simbolico ma anche pieno di sostanza; chiediamo di ascoltare la gente e di scendere in piazza, o meglio, in questo caso di "scendere in strada" insieme al popolo e col popolo per far credere loro che noi stiamo dalla parte di chi paga le tasse ma a queste nn seguono dei servizi idonei, sufficienti, sicuri,efficianti ed efficaci.
OPERATIVAMENTE PARLANDO: chiediamo di bloccare, previa richiesta alla prefettura ed enti preposti, la Ragusa-Catania, consentendo cmq la fruizione di strade alternative, domenica 18 più tempo possibile...ma questo è da concertare col prefetto.
Questo partito ha bisogno, per crescere di gesti forti, ha bisogno di riconquistare la credibilità di decine di migliaia di persone che ci guardano perplessi, scettici( se vogliamo praticare la vocazione maggioritaria di questo partito), ma anche la fiducia di chi ci guarda con simpatia e curiosita, rafforzando ancora di più l'opinione di chi già ci guarda con convinzione.
Abbiamo bisogno di dare risposte a tutta la nostra comunità, ma abbiamo bisogno di recuperare quel rapporto con le giovani generazioni che guardano la politica con la logica del sospetto nei confronti della classe dirigente in generale; e questo lo possiamo fare con i fatti, intestandoci iniziative e battaglie importanti, perseguendo con dedizione le stesse, nn abbassando mai la testa.
Ma questa deve essere nn solo l'iniziativa dei giovani democratici iblei, ma piuttosto deve essere il risultato di un'azione corale che si chiama PARTITO DEMOCRATICO DELLA PROVINCIA DI RAGUSA perchè abbiamo bisogno della forza organizzativa e strutturale di un'organizzazione chiamata partito, ma perchè vogliamo mettere questa idea a disposizione del partito tutto.
Ma mi spingerei oltre i confini della provincia di Ragusa dato che questo tratto di strada riguarda anche Catania, ma arriverei pure ad interessare l'organizzazione regionale data l'importanza del tema; è necessario che scenda in campo il partito regionale.Quindi chiediamo ai componenti iblei della direzione regionale che si riunirà lunedì prossimo, nonchè ai componenti dell'assemblea costituente regionale che si riunirà in data 17 genn a Messina, di mettere all'odg della prossima direzione e della prossima assemblea questa iniziativa e di coinvolgere il partito regionale
Stiamo inoltre preparando una petizione in merito alla questione (vedi allegato) e soprattutto riteniamo essenziale accompagnare queste iniziative con 2 interrogazioni parlamentari, una regionale e l'altra nazionale.
Qualora il partito ritanga questa iniziativa utile per il partito stesso ma soprattutto per affrontare definitivamente e risolvere la questione,rimaniamo pronti a concertare la data per l'organizzazione della manifestazione però chiediamo subito una direzione provinciale o un esecutivo per organizzarci per affrontare la discussione ed eventualmente organizzarci in merito.
RESP. PROV. AREA TEMATICA "POLITICHE GIOVANILI"
MARIO D'ASTA
domenica 4 gennaio 2009
ABBIAMO RACCOLTO 1500 FIRME. AIUTACI ANCHE TU...FIRMA LA PETIONE PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLA STRADA RAGUSA CATANIA
GIOVANI PD RAGUSANON DIMENTICARE LE VITTIME DELLA STRADA RAGUSA – CATANIA
OGGETTO: PETIZIONE POPOLARE “La SS 154 è una strada pericolosa. Si metta in sicurezza da subito”
Per non dimenticare Leandro, Peppe, Fabio e Gabriele. Per non dimenticare tutte quelle persone che hanno lasciato la loro vita nella strada della morte "Catania Ragusa".Per non dimenticare tutte quelle persone che come Filippo Paternò stanno ancora oggi lottando tra la vita e la morte a causa di brutti incidenti dovuti allo stato pietoso di una strada che oggi viene chiamata la strada della morte.
Il Governo Nazionale, ha ridotto i fondi per le infrastrutture del Sud e quindi non ci sono abbastanza contributi per il rifacimento della strada in questione, nonostante si assiste ad un aumento continuo di incidenti mortali.
La strada 154 (Ragusa – Catania) che collega la Provincia di Ragusa al resto d’Italia è diventata troppo pericolosa ed è in stato disastroso. Ricordiamo a tutti che stiamo parlando di una strada percorsa da migliaia di persone al giorno. Questa è l’unica strada che permette alla Provincia di Ragusa di avere collegamenti con la Sicilia Occidentale. E’ una strada che volente o dolente dobbiamo percorrere e per questo è doveroso che debba essere messa in sicurezza immediatamente.
Nella carreggiata sono presenti pericolosi dislivelli e dorsi che non rendono abbastanza visibile la strada. La strada, inoltre è totalmente al buio poiché il sistema di illuminazione è inesistente, anzi ancora non è neanche previsto. E’ inesistente anche una efficace rete segnaletica. Le linee continue o tratteggiate sono invisibili; le buche sono veramente tante!! Ma di fronte a tutto ciò sorge spontaneo un interrogativo: Quante altre vittime devono esserci per trovare una soluzione e per far si che questa maledetta strada venga rifatta?
Non è possibile che ogni volta dopo un incidente mortale si piangono le vittime e dopo un po’ tutto viene dimenticato e nulla si fa. Adesso diciamo basta!!!!!!!!
Reputiamo vergognoso che a distanza di mesi nascono rifornimenti di benzina e autogrill quando non c’è neanche un palo della luce che possa rendere visibile la strada di notte.
Riteniamo scandaloso che i comuni limitrofi, giocano con gli autovelox per avere introiti locali. Non si può fare un autovelox a 70 Km/h in una strada che collega una provincia così grande come la nostra al resto dell’Italia; forse una provincia dimenticata ma che non riesce a dimenticare quante vittime ha pianto a causa dell’irresponsabilità di tutti coloro che si sono disinteressati di una questione così importante.
La grande preoccupazione di tutti coloro che quotidianamente, sia di giorno che di notte, sono costretti a percorrere questa terribile, strada, ci spinge a CHIEDERE con urgenza al Governo Nazionale, al Governo Regionale e ai Comuni interessati: L'immediato rifinanziamento dei lavori per la realizzazione della scorrimento veloce:
affinchè almeno i nostri figli percorreranno in sicurezza la distanza che separa Ragusa dal resto del mondo.nelle more:
La realizzazione di interventi di straordinaria manutenzione del tratto esistente:
una nuova carreggiata più larga e con la presenza di uno spartitraffico; eliminazione delle curve dove è possibile.L'immediata esecuzione di lavori di manutenzione ordinaria:
rifacimento del manto stradale, ripristino della segnaletica verticale ed orizzontale, una adeguata ed efficiente Illuminazione nei tratti di intersezione e in quelli più pericolosi:
L'illuminazione non è prevista ma quanto costano quattro lampioni? Valgono forse più di una vita umana?Limiti di velocità ed attraversamento pedonale inesistente. Dopo che viene fatta una strada a scorrimento veloce con una efficace carreggiata si può pensare a moderare la velocità e ai passaggi pedonali ben illuminati che collegano gli incroci con gli altri paesi. Si sottolinea il fatto che se si supera il limite di velocità i soldi delle multe devono andare per la manutenzione della strada in questione e non hai comuni limitrofi.
CHIEDIAMO, inoltre, a tutti i cittadini una mobilitazione affinchè il sangue versato non venga dimenticato.
La percezione di quieto vivere, al di là dei dati statistici, si confronta comunque con la quotidianità vissuta sul territorio. Quotidianità fatta di piccoli e grandi disagi, cui le istituzioni sono chiamate a rispondere soprattutto con la presenza sul campo, aumentando il senso di sicurezza nei cittadini.
Giovani PD Ragusa
OGGETTO: PETIZIONE POPOLARE “La SS 154 è una strada pericolosa. Si metta in sicurezza da subito”
Per non dimenticare Leandro, Peppe, Fabio e Gabriele. Per non dimenticare tutte quelle persone che hanno lasciato la loro vita nella strada della morte "Catania Ragusa".Per non dimenticare tutte quelle persone che come Filippo Paternò stanno ancora oggi lottando tra la vita e la morte a causa di brutti incidenti dovuti allo stato pietoso di una strada che oggi viene chiamata la strada della morte.
Il Governo Nazionale, ha ridotto i fondi per le infrastrutture del Sud e quindi non ci sono abbastanza contributi per il rifacimento della strada in questione, nonostante si assiste ad un aumento continuo di incidenti mortali.
La strada 154 (Ragusa – Catania) che collega la Provincia di Ragusa al resto d’Italia è diventata troppo pericolosa ed è in stato disastroso. Ricordiamo a tutti che stiamo parlando di una strada percorsa da migliaia di persone al giorno. Questa è l’unica strada che permette alla Provincia di Ragusa di avere collegamenti con la Sicilia Occidentale. E’ una strada che volente o dolente dobbiamo percorrere e per questo è doveroso che debba essere messa in sicurezza immediatamente.
Nella carreggiata sono presenti pericolosi dislivelli e dorsi che non rendono abbastanza visibile la strada. La strada, inoltre è totalmente al buio poiché il sistema di illuminazione è inesistente, anzi ancora non è neanche previsto. E’ inesistente anche una efficace rete segnaletica. Le linee continue o tratteggiate sono invisibili; le buche sono veramente tante!! Ma di fronte a tutto ciò sorge spontaneo un interrogativo: Quante altre vittime devono esserci per trovare una soluzione e per far si che questa maledetta strada venga rifatta?
Non è possibile che ogni volta dopo un incidente mortale si piangono le vittime e dopo un po’ tutto viene dimenticato e nulla si fa. Adesso diciamo basta!!!!!!!!
Reputiamo vergognoso che a distanza di mesi nascono rifornimenti di benzina e autogrill quando non c’è neanche un palo della luce che possa rendere visibile la strada di notte.
Riteniamo scandaloso che i comuni limitrofi, giocano con gli autovelox per avere introiti locali. Non si può fare un autovelox a 70 Km/h in una strada che collega una provincia così grande come la nostra al resto dell’Italia; forse una provincia dimenticata ma che non riesce a dimenticare quante vittime ha pianto a causa dell’irresponsabilità di tutti coloro che si sono disinteressati di una questione così importante.
La grande preoccupazione di tutti coloro che quotidianamente, sia di giorno che di notte, sono costretti a percorrere questa terribile, strada, ci spinge a CHIEDERE con urgenza al Governo Nazionale, al Governo Regionale e ai Comuni interessati: L'immediato rifinanziamento dei lavori per la realizzazione della scorrimento veloce:
affinchè almeno i nostri figli percorreranno in sicurezza la distanza che separa Ragusa dal resto del mondo.nelle more:
La realizzazione di interventi di straordinaria manutenzione del tratto esistente:
una nuova carreggiata più larga e con la presenza di uno spartitraffico; eliminazione delle curve dove è possibile.L'immediata esecuzione di lavori di manutenzione ordinaria:
rifacimento del manto stradale, ripristino della segnaletica verticale ed orizzontale, una adeguata ed efficiente Illuminazione nei tratti di intersezione e in quelli più pericolosi:
L'illuminazione non è prevista ma quanto costano quattro lampioni? Valgono forse più di una vita umana?Limiti di velocità ed attraversamento pedonale inesistente. Dopo che viene fatta una strada a scorrimento veloce con una efficace carreggiata si può pensare a moderare la velocità e ai passaggi pedonali ben illuminati che collegano gli incroci con gli altri paesi. Si sottolinea il fatto che se si supera il limite di velocità i soldi delle multe devono andare per la manutenzione della strada in questione e non hai comuni limitrofi.
CHIEDIAMO, inoltre, a tutti i cittadini una mobilitazione affinchè il sangue versato non venga dimenticato.
La percezione di quieto vivere, al di là dei dati statistici, si confronta comunque con la quotidianità vissuta sul territorio. Quotidianità fatta di piccoli e grandi disagi, cui le istituzioni sono chiamate a rispondere soprattutto con la presenza sul campo, aumentando il senso di sicurezza nei cittadini.
Giovani PD Ragusa
sabato 3 gennaio 2009
GAZA, 430 MORTI IN UNA SETTIMANA. PALESTINESI ALLA FAME. BASTA CON I RAZZI APPELLO ALLA TREGUA........

Nessuna tregua, nessuna possibilità di arrivare ad un accordo per porre fine alle ostilità. Nella Striscia di Gaza è ancora l'inferno. I raid israeliani non si placano, i razzi palestinesi, trecento quelli lanciati la notte tra il primo e il due gennaio, nemmeno. Mentre le vittime dell'operazione 'Piombo fuso' continuano ad aumentare: 420 i morti, 2.180 i feriti. Cifre in continuo aggiornamento e a cui si sono aggiunti tre fratellini palestinesi, tra sette e dieci anni, uccisi mentre giocavano in strada durante un raid vicino a Khan Yunis.Dopo il fallimento della proposta francese di raggiungere ad una tregua, la situazione è ulteriormente peggiorata dopo l'uccisione di uno dei leader di Hamas, Nizar Rayan, da parte dell'ennesimo raid israiliano sulla Striscia. Il 51enne Rayan era considerato nei primi cinque posti della "gerarchia decisionale" di Hamas. Professore di diritto islamico, era conosciuto per i suoi stretti legami con l'ala militare dell'organizzazione ed era molto rispettato a Gaza per la sua costante partecipazione attiva negli scontri con le forze israeliane. Ora, Hamas, ha promesso di vendicarlo con tutti i mezzi. "Non riposeremo finché non distruggeremo l'entità sionista", ha dichiarato un leader di Hamas, Fathi Hammad, citato dalla Bbc. In attesa che domenica inizi la missione Ue in Medio Oriente per cercare una soluzione che fermi la carneficina, il Consiglio d'Europa, per bocca del Segretario Generale Terry Davis, ha severamente criticato la risposta, definita “eccessiva”, di Israele agli attacchi palestinesi. "Nessuno – ha detto Davis - si preoccupa della popolazione civile ancora una volta vittima della violenza in Medio Oriente. Sono scioccato per questa mancanza di sensibilità e umanità". "Certo - ha aggiunto - condanno la decisione di Hamas di infrangere la tregua, perchè è stato questo atteggiamento inconsulto a scatenare tanta violenza. Israele ha il diritto di proteggersi dai missili dei militanti palestinesi, ma dovrebbe farlo in conformità con le norme di diritto internazionale, sia per quanto riguarda gli aiuti umanitari sia per la tutela dei diritti umani. Ecco perchè condanno pure l'uso eccessivo della forza da parte di Israele e l'avere interferito nell'arrivo degli aiuti umanitari alla popolazione palestinese bombardata". Mentre la diplomazia internazionale è impegnata a trovare una nuova proposta per raggiungere l'accordo sulla tregua, in prima linea Europa e Stati Uniti, l'Egitto ha chiesto a Israele di rinunciare ad una operazione di terra a Gaza. Ad annunciarlo è stato il ministero degli Esteri egiziano in un comunicato spiegando che il capo della diplomazia, Ahmed Abul Gheit, ha fatto pervenire una lettera in tal senso al suo omologo israeliano, Tzipi Livni, attraverso l'ambasciatore egiziano a Tel Aviv. L'Egitto ha chiesto che "Israele si astenga da operazioni terrestri nella Striscia di Gaza" e che ponga fine immediatamente a tutte le sue operazioni militari a Gaza, afferma il comunicato. Il portavoce del ministero, Hossam Zaki, precisa nello stesso comunicato che l'Egitto ha preso contatti con Hamas per esporre le sue idee in vista di una soluzione alla crisi anche se la possibilità che a questo giro arrivi una risposta positivà rimane ancora flebile e lontana.
"Stiamo vivendo nell'orrore, noi e i nostri figli. La situazione non è solo brutta, è tragica", ha detto Abu Fares, di Gaza, davanti alla sua abitazione, vicino ai resti di un edificio bombardato e distrutto nella notte.
La comunità internazionale risponde all'attacco israeliano a Gaza, dove sono morte oltre 400 persone. L'alto rappresentante per la Politica estera dell'Unione Europea, Javier Solana, ha invocato un "cessate il fuoco immediato" nella Striscia. "Siamo preoccupati per la situazione a Gaza", ha detto uno dei suoi portavoce. "Chiediamo un cessate il fuoco immediato e chiediamo a tutti di mostrare la più grande moderazione. Bisogna fare il possibile per rinnovare la tregua". Un appello in tal senso anche dal presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, che ha chiesto la "cessazione immediata" delle violenze in Israele e a Gaza, "dei lanci di missili su Israele, così come dei bombardamenti israeliani su Gaza". Sarkozy ha espresso la sua "più viva preoccupazione per l'escalation della violenza" nell'area. Il presidente francese - è detto nel comunicato dell'Eliseo - "condanna le provocazioni irresponsabili che hanno portato a questa situazione così come l' uso sproporzionato della forza". Sarkozy "deplora le importanti perdite civili ed esprime le sue condoglianze alle vittime innocenti e alle loro famiglie" e "ricorda che non esiste una soluzione militare a Gaza e chiede l'instaurazione di una tregua durevole". Dal Regno Unito arriva "profonda inquietudine" per i raid. Londra chiede al governo dello Stato ebraico "il massimo della moderazione" e l'interruzione "immediata" dei lanci di razzi su Israele da Gaza. Anche la Russia, attraverso una nota del ministero degli Esteri, ha chiesto a Israele di fermare "la massiccia offensiva" contro Gaza, e ad Hamas di fermare i lanci di razzi contro le comunità israeliane nel Negev.
Il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, ha duramente condannato il lancio di razzi contro Israele e ha chiesto un immediato cessate-il-fuoco tra lo Stato ebraico e la Striscia di Gaza. Secondo Rice, la responsabilità della sospensione della tregua è tutta da imputarsi ad Hamas. In precedenza, un comunicato della Casa Bianca aveva chiesto a Israele di evitare vittime tra i civili, senza chiedere l'interruzione dei bombardamenti aerei, invitando Hamas a interrompere il lancio di Qassam. "I ripetuti lanci di razzi da parte di Hamas contro Israele devono cessare perché la violenza finisca. Hamas deve porre fine alle sue attività terroristiche se vuole giocare un ruolo nel futuro del popolo palestinese", aveva detto il portavoce Gordon Johndroe. "Gli Stati Uniti inoltre chiedono ad Israele di evitare vittime tra i civili mentre colpisce Hamas a Gaza". Per l'Italia, l'invito di Silvio Berlusconi ad ambo le parti affinché cessino le ostilità. Come chiede dalla mattina di sabato Piero Fassino, ministro degli esteri del Governo Ombra bisogna far tacere subito le armi: “La comunità internazionale agisca immediatamente per ottenere la sospensione dei bombardamenti israeliani su Gaza e la cessazione dei lanci di razzi di Hamas sui villaggi israeliani. Tutto deve essere fatto in queste ore per far tacere le armi, evitando che un nuovo incendio bruci il Medio Oriente. Non sono le armi - ha aggiunto Fassino - che daranno la pace al Medio Oriente, al contrario ogni razzo palestinese sparato sui villaggi israeliani, ogni raid israeliano contro la popolazione palestinese non fa che scavare un solco sempre più profondo di odio, di incomunicabilità e di negazione reciproca”.Fassino ribadisce il suo appello in un'intervista a Il Messaggero. "la soluzione non può essere militare. - afferma l'esponente PD - Anche gli israeliani che subiscono attacchi gravi e intollerabili nei villaggi del Sud sbaglierebbero a sottovalutare oggi la simpatia verso Hamas che la loro reazione sta provocando nei Territori, gli spazi di propaganda lasciati ad Hezbollah e al governo iraniano, i fermenti in tutto il mondo arabo"."Al Fatha - è l'analisi del ministro degli esteri del governo ombra del Pd - ha fatto grandi passi nel dialogo con Israele.Hamas invece non è disposto a riconoscere il diritto all'esistenza dello stato di Israele. Ma senza questo riconoscimento chiaro ed esplicito non è possibile la pace. Oggi Hamas - chiarisce Fassino - è un ostacolo alla pace. Se vuole essere interlocutore e parte di un accordo è necessario che riconosca il diritto di Israele ad esistere e l'autorità di Abu Mazen come presidente rappresentativo di tutti i palestinesi" E se "l'obiettivo delle diplomazie oggi non può essere che quello di costruire nel più breve tempo possibile le condizioni della tregua" l'auspicio di Fassino è che " quando si insedierà Obama riesca ad esprimere una spinta forte verso la soluzione politica del conflitto mediorentale. La precedente amministrazione - conclude - ha fatto meno di quanto ci si poteva aspettare".Fassino, insomma, ritorna sulle parole già pronunciate sabato, al momento dell'inizio della nuova crisi in Israele, quando, consapevole che le buone intenzioni non bastano, aveva chiamato in causa “una responsabilità della comunità internazionale che non può limitarsi a evocare la pace, ma deve promuovere subito iniziative concrete per far intraprendere alle parti l’unica strada che può portare alla pace: un negoziato che riconosca due diritti e li salvaguardi entrambi.”Veltroni: la soluzione 2 popoli in 2 stati. "In questi momenti drammatici in cui tutte le prospettive di pace sembrano ogni ora più lontane è assolutamente indispensabile che, oggi più che mai, la comunità internazionale prenda sulle proprie spalle la responsabilità di non limitarsi ad appelli generici ma di attivarsi immediatamente con iniziative decise e tangibili che possano far sospendere la violenza e rimettere in cammino la strada del dialogo". Lo afferma il segretario del Pd Walter Veltroni. "Al tempo stesso sarebbe bene che la parti in causa facessero da subito uno sforzo per ristabilire una tregua nel più breve tempo possibile ed evitare così ulteriori, inaccettabili stragi di innocenti. L'uso della forza non potrà mai dare la pace al Medio Oriente. Tutti coloro che in buona fede aspirano alla pace hanno il dovere di tenere sempre a mente che la sola e unica soluzione perseguibile è quella di due popoli e due Stati in condizioni di sicurezza e riconoscimento reciproci. Un negoziato che riconosca i diritti di israeliani e palestinesi e li salvaguardi entrambi è la sola alternativa ad altre morti, altro dolore ed altro odio", conclude.Anche Franco Frattini, ministro degli esteri, chiede come primo passo il cessate il fuoco mentre stamani il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha lanciato un appello alla fine di tutte le attività militari nella striscia di Gaza. Si tratta, secondo la prassi del massimo organo dell'Onu spesso seguita in simili casi, di una dichiarazione del presidente del Consiglio stesso, il rappresentante croato Neven Jurica. Ma la richiesta non ha valore vincolante.Intanto gli integralisti che impediscono anche il trasporto dei feriti come denuncia l’Egitto: “Abbiamo aperto il valico di Rafah e aspettiamo che i feriti di Gaza lo attraversino, ma questo non è permesso loro”. Lo ha affermato il ministro degli esteri egiziano, Ahmed Abul Gheit, nella conferenza stampa congiunta con il presidente palestinese, Abu Mazen. Alla domanda di un giornalista di chi impedisca il trasferimento dei feriti in Egitto, Abul Gheit ha risposto: “Chiedetelo a chi ha il controllo del territorio a Gaza”, con evidente riferimento al movimento integralista di Hamas, che ha assunto il potere nella Striscia dal luglio 2007.La guerra aperta sembra sempre più vicina tanto che il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak ammette l’ipotesi di un’operazione militare terrestre contro Hamas nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato un portavoce del suo dicastero. “Siamo pronti a tutte le eventualità. Se necessario impiegheremo le truppe per difendere i nostri cittadini”. E’ vero, carri armati israeliani sono schierati al confine meridionale del paese con la Striscia di Gaza. Lo testimoniano le immagini mandate in onda alle 11 ora italiana dalla televisione israeliana.atteso", l'attacco israeliano, "impressiona per le sue proporzioni e per il numero delle vittime", ha affermato Lombardi ai microfoni di Radio Vaticana, di cui è direttore generale. Arriva anche l'appello del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. "Gravemente allarmato per le violenze e il sangue sparso a Gaza e per il proseguimento delle violenze nel sud di Israele", Ban ha chiesto la fine "immediata" di tutte le violenze. "Pur riconoscendo le preoccupazioni di Israele per il proseguire degli attacchi con missili da Gaza", il capo dell'Onu ha ribadito "l'obbligo di Israele al rispetto della legge umanitaria internazionale e dei diritti umani" e ha condannato "l'eccessivo uso della forza che ha portato all'uccisione e al ferimento di civili". Ban ha d'altra parte condannato "gli attacchi da parte dei militanti palestinesi" e si è detto "profondamente turbato che i ripetuti appelli a Hamas per farli cessare siano andati inascoltati". Ban ha ribadito i precedenti appelli perché le scorte umanitarie siano fatte entrare a Gaza e ha preso immediato contatto con i leader internazionali e della regione inclusi i leader del Quartetto in uno sforzo di por fine rapidamente alla violenza.
Il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, ha duramente condannato il lancio di razzi contro Israele e ha chiesto un immediato cessate-il-fuoco tra lo Stato ebraico e la Striscia di Gaza. Secondo Rice, la responsabilità della sospensione della tregua è tutta da imputarsi ad Hamas. In precedenza, un comunicato della Casa Bianca aveva chiesto a Israele di evitare vittime tra i civili, senza chiedere l'interruzione dei bombardamenti aerei, invitando Hamas a interrompere il lancio di Qassam. "I ripetuti lanci di razzi da parte di Hamas contro Israele devono cessare perché la violenza finisca. Hamas deve porre fine alle sue attività terroristiche se vuole giocare un ruolo nel futuro del popolo palestinese", aveva detto il portavoce Gordon Johndroe. "Gli Stati Uniti inoltre chiedono ad Israele di evitare vittime tra i civili mentre colpisce Hamas a Gaza". Per l'Italia, l'invito di Silvio Berlusconi ad ambo le parti affinché cessino le ostilità. Come chiede dalla mattina di sabato Piero Fassino, ministro degli esteri del Governo Ombra bisogna far tacere subito le armi: “La comunità internazionale agisca immediatamente per ottenere la sospensione dei bombardamenti israeliani su Gaza e la cessazione dei lanci di razzi di Hamas sui villaggi israeliani. Tutto deve essere fatto in queste ore per far tacere le armi, evitando che un nuovo incendio bruci il Medio Oriente. Non sono le armi - ha aggiunto Fassino - che daranno la pace al Medio Oriente, al contrario ogni razzo palestinese sparato sui villaggi israeliani, ogni raid israeliano contro la popolazione palestinese non fa che scavare un solco sempre più profondo di odio, di incomunicabilità e di negazione reciproca”.Fassino ribadisce il suo appello in un'intervista a Il Messaggero. "la soluzione non può essere militare. - afferma l'esponente PD - Anche gli israeliani che subiscono attacchi gravi e intollerabili nei villaggi del Sud sbaglierebbero a sottovalutare oggi la simpatia verso Hamas che la loro reazione sta provocando nei Territori, gli spazi di propaganda lasciati ad Hezbollah e al governo iraniano, i fermenti in tutto il mondo arabo"."Al Fatha - è l'analisi del ministro degli esteri del governo ombra del Pd - ha fatto grandi passi nel dialogo con Israele.Hamas invece non è disposto a riconoscere il diritto all'esistenza dello stato di Israele. Ma senza questo riconoscimento chiaro ed esplicito non è possibile la pace. Oggi Hamas - chiarisce Fassino - è un ostacolo alla pace. Se vuole essere interlocutore e parte di un accordo è necessario che riconosca il diritto di Israele ad esistere e l'autorità di Abu Mazen come presidente rappresentativo di tutti i palestinesi" E se "l'obiettivo delle diplomazie oggi non può essere che quello di costruire nel più breve tempo possibile le condizioni della tregua" l'auspicio di Fassino è che " quando si insedierà Obama riesca ad esprimere una spinta forte verso la soluzione politica del conflitto mediorentale. La precedente amministrazione - conclude - ha fatto meno di quanto ci si poteva aspettare".Fassino, insomma, ritorna sulle parole già pronunciate sabato, al momento dell'inizio della nuova crisi in Israele, quando, consapevole che le buone intenzioni non bastano, aveva chiamato in causa “una responsabilità della comunità internazionale che non può limitarsi a evocare la pace, ma deve promuovere subito iniziative concrete per far intraprendere alle parti l’unica strada che può portare alla pace: un negoziato che riconosca due diritti e li salvaguardi entrambi.”Veltroni: la soluzione 2 popoli in 2 stati. "In questi momenti drammatici in cui tutte le prospettive di pace sembrano ogni ora più lontane è assolutamente indispensabile che, oggi più che mai, la comunità internazionale prenda sulle proprie spalle la responsabilità di non limitarsi ad appelli generici ma di attivarsi immediatamente con iniziative decise e tangibili che possano far sospendere la violenza e rimettere in cammino la strada del dialogo". Lo afferma il segretario del Pd Walter Veltroni. "Al tempo stesso sarebbe bene che la parti in causa facessero da subito uno sforzo per ristabilire una tregua nel più breve tempo possibile ed evitare così ulteriori, inaccettabili stragi di innocenti. L'uso della forza non potrà mai dare la pace al Medio Oriente. Tutti coloro che in buona fede aspirano alla pace hanno il dovere di tenere sempre a mente che la sola e unica soluzione perseguibile è quella di due popoli e due Stati in condizioni di sicurezza e riconoscimento reciproci. Un negoziato che riconosca i diritti di israeliani e palestinesi e li salvaguardi entrambi è la sola alternativa ad altre morti, altro dolore ed altro odio", conclude.Anche Franco Frattini, ministro degli esteri, chiede come primo passo il cessate il fuoco mentre stamani il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha lanciato un appello alla fine di tutte le attività militari nella striscia di Gaza. Si tratta, secondo la prassi del massimo organo dell'Onu spesso seguita in simili casi, di una dichiarazione del presidente del Consiglio stesso, il rappresentante croato Neven Jurica. Ma la richiesta non ha valore vincolante.Intanto gli integralisti che impediscono anche il trasporto dei feriti come denuncia l’Egitto: “Abbiamo aperto il valico di Rafah e aspettiamo che i feriti di Gaza lo attraversino, ma questo non è permesso loro”. Lo ha affermato il ministro degli esteri egiziano, Ahmed Abul Gheit, nella conferenza stampa congiunta con il presidente palestinese, Abu Mazen. Alla domanda di un giornalista di chi impedisca il trasferimento dei feriti in Egitto, Abul Gheit ha risposto: “Chiedetelo a chi ha il controllo del territorio a Gaza”, con evidente riferimento al movimento integralista di Hamas, che ha assunto il potere nella Striscia dal luglio 2007.La guerra aperta sembra sempre più vicina tanto che il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak ammette l’ipotesi di un’operazione militare terrestre contro Hamas nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato un portavoce del suo dicastero. “Siamo pronti a tutte le eventualità. Se necessario impiegheremo le truppe per difendere i nostri cittadini”. E’ vero, carri armati israeliani sono schierati al confine meridionale del paese con la Striscia di Gaza. Lo testimoniano le immagini mandate in onda alle 11 ora italiana dalla televisione israeliana.atteso", l'attacco israeliano, "impressiona per le sue proporzioni e per il numero delle vittime", ha affermato Lombardi ai microfoni di Radio Vaticana, di cui è direttore generale. Arriva anche l'appello del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. "Gravemente allarmato per le violenze e il sangue sparso a Gaza e per il proseguimento delle violenze nel sud di Israele", Ban ha chiesto la fine "immediata" di tutte le violenze. "Pur riconoscendo le preoccupazioni di Israele per il proseguire degli attacchi con missili da Gaza", il capo dell'Onu ha ribadito "l'obbligo di Israele al rispetto della legge umanitaria internazionale e dei diritti umani" e ha condannato "l'eccessivo uso della forza che ha portato all'uccisione e al ferimento di civili". Ban ha d'altra parte condannato "gli attacchi da parte dei militanti palestinesi" e si è detto "profondamente turbato che i ripetuti appelli a Hamas per farli cessare siano andati inascoltati". Ban ha ribadito i precedenti appelli perché le scorte umanitarie siano fatte entrare a Gaza e ha preso immediato contatto con i leader internazionali e della regione inclusi i leader del Quartetto in uno sforzo di por fine rapidamente alla violenza.
L'appelo arriva anche dal Papa: "Imploro la fine di quella violenza, che è da condannare in ogni sua manifestazione e il ripristino della tregua nella striscia di Gaza; chiedo un sussulto di umanità e di saggezza in tutti quelli che hanno responsabilità nella situazione, domando alla comunità internazionale di non lasciare nulla di intentato per aiutare israeliani e palestinesi ad uscire da questo vicolo cieco e a non rassegnarsi alla logica perversa dello scontro e della violenza". E' l'appello di Benedetto XVI dopo l'Angelus, di fronte alla nuova escalation di violenza in Terra Santa.
Ma questa assurda guerra colpisce ancora una volta i bambini che forse non sanno neanche cosa sia. DIVENTARE falegname, aiuto farmacista, tecnico dell'elettricità. Avevano sogni forse piccoli ma reali, gli otto ragazzi che sono morti sabato durante uno dei primi raid israeliani su Gaza. Come migliaia di coetanei erano a scuola, un istituto professionale gestito dalle Nazioni Unite, quando sono cadute le prime bombe. Terrorizzati, sono fuggiti dall'edificio, solo per essere colpiti nel cortile, che dista 200 metri dall'edificio dove ha sede il governo di Hamas, obiettivo dell'attacco. Altri venti loro compagni sono stati feriti: alcuni sono in gravi condizioni. La storia dei ragazzi del Gaza Training Center è diventata uno dei simboli della tragedia che si vive nella Striscia. "Avevano tutti 17 o 18 anni - racconta Sami Mshasha, funzionario dell'Unrwa, l'agenzia Onu che si occupa dei palestinesi e che gestisce l'istituto - erano lì per imparare un mestiere, per non restare in strada. La fine che hanno fatto è orribile". Quando la bomba ha colpito la scuola molti studenti sono riusciti a ripararsi: per quelli più vicini al palazzo del governo però non c'è stato scampo: "Le nostre guardie hanno cercato di tirarli fuori, ma era impossibile - prosegue il funzionario - è stato difficile anche far arrivare le ambulanze in quel caos. C'erano genitori che urlavano, altri che arrivavano di corsa a cercare i loro ragazzi, bambini che piangevano e urlavano...
E' QUESTO CIO' CHE ANCORA OGGI VOGLIAMO VEDERE? NO NOI NON CI STIAMO!!!!!! NOI GIOVANI DEL PD FACCIAMO UN'APPELLO ALLE DIPLOMAZIE INTERNAZIONALI E ALLE AUTORITA' COMPETENTI AFFINCHE' SI TROVI UNA SOLUZIONE CONCRETA CHE METTA FINE AD UN ORRORE COSI' OSCENO E TERRIFICANTE CHE PURTROPPO HA COINVOLTO GENTE INNOCENTE COME BAMBINI CHE AL MATTINO SI VEGLIANO CON LA VOGLIA DI ANDARE A SCUOLA PER IMPARARE E PER AVERE UN FUTURO MIGLIORE... NON PER MORIRE PRIMA ANCORA DI AVER PROVATO AD ESAUDIRE I LORO SOGNI!!!!!!
RIFLETTIAMO!!!! Ma di fronte a una strage così, o di fronte alla morte dei compagni di banco con che spirito potranno tornare questi bambini a scuola?".
L'Unrwa gestisce il principale sistema educativo di Gaza: 200mila studenti, 9000 insegnanti e 240 edifici scolastici su cui si basa di fatto l'accesso all'istruzione di un'intera generazione di bambini e ragazzi palestinesi. "Tutto questo era stato creato per dare una possibilità a questi bambini anche perché non hanno altro" e adesso tutto viene distrutto... Noi non dobbiamo permettere che ciò che viene costruito per migliorare la vita di queste popolazioni venga distrutto dalla follia dell'uomo. Dobbiamo fermarli!!!!!!!
ANNO ZERO: IL GOVERNO BERLUSCONI BOCCIATO!!!!!!!

Otto mesi di governo e una sequenza di errori da matita blu e rossa da far paura. È il bilancio dei ministri del governo ombra sul 2008 del governo Berlusconi. Dalla social card, dal Lodo Alfano fino alla riforma scolastica, ai tagli alle forze di polizia e alla difesa dei beni culturali la lista è lunga e nelle ultime settimane si è arrivati all’aumento del prelievo dalle tasche dei cittadini che passa per l’abolizione degli sgravi del 55% sulle ristrutturazioni.
Quali sono le proposte alternative del governo ombra del PD? Le elenchiamo di seguito:
Ministro Matteo Colaninno (Sviluppo economico)
Il decreto salva crisi è sbagliato. Non è la social card che rimette in moto l’economia. Berlusconi è come il venditore di almanacchi di Leopardi che diceva ‘il prossimo anno sarà migliore’. Vanno aiutate le famiglie, i precari, i giovani in cerca di lavoro estendendo a loro gli ammortizzatori sociali per coniugare flessibilità e sicurezza.
Ermete Realacci (Ambiente)
La Prestigiacomo si è dedicata ad essere scettica verso la scommessa sul futuro: i mutamenti climatici e la questione energetica sono un punto dimenticato nell’agenda del governo, invece che una delle scommesse più importanti per l’Europa. Lasciamo stare le fesserie, il PD segna un punto sugli sgravi fiscali del 55% degli ecoincentivi con il ritiro della loro retroattività ma nel 2009 dovranno ripristinarli per noi è una priorità. Il nord Europa ha case che consumano la metà delle nostre, questo è un governo di alieni rispetto alle esigenze degli italiani!
Barbara Magnolfi (PA e innovazione):
il governo attacca i dipendenti pubblici ma non fa nulla per migliorare i difetti della pubblica amministrazione. Il PD vuole più semplificazione invece Calderoli ha tagliato solo decreti ormai inutili: sulla pietra pomice ad esempio! Ma non fa ciò che serve.Dicono di tagliare gli enti inutili poi fanno un decreto per evitare la soppressione degli enti chiusi dal governo Prodi. Hanno attaccato i fannulloni? Definendo così tutti i dipendenti pubblici! Ma non hanno fatto niente sull’innovazione. Invece vanno messi online i bandi di gara e di concorso, vanno resi noti i criteri così da poter controllare.
Lanfranco Tenaglia (Giustizia):
il governo ha proseguito la distruzione della giustizia portata avanti tra il 2001 e il 2006. Il lodo Alfano viola le norme di uguaglianza tra i cittadini ma su di esso si pronuncerà la Corte Costituzionale. Invece non hanno fatto quello che serviva, non si sono occupati della giustizia dei cittadini. Servono processi più rapidi, certezza della pena, equilibrio tra accusa e difesa. Una giustizia che non funziona è una palla al piede dei cittadini e nel 2009 continuerà ad esserlo.
Enrico Letta (Welfare)
Il governo si è mosso sulla difensiva rispetto alla crisi economica, ma come dimostrano Brown e Sarkozy bisogna attaccare. Non basta la difesa del decreto salva-banche che noi infatti abbiamo agevolato. Bisogna passare all´offensiva, a partire dagli ammortizzatori sociali. La proposta che mi sento di fare al governo è la seguente: convochi a gennaio una sessione parlamentare che serva ad incardinare la riforma degli ammortizzatori sociali e noi saremo i primi a fare la nostra parte. Ci vuole grande impegno e celerità per dare vita ad una seria riforma nell´arco di un mese. Vincenzo Cerami (Cultura):i
l mondo della cultura, dello spettacolo e dell'arte sta affrontando una vera e propria emergenza che il Governo sceglie di ignorare nonostante Bondi chieda risorse! Intanto chiudono 450 tra teatri decine di migliaia di persone sono a rischio disoccupazione in un settore già precario. Ci sono problemi con enti lirici e conservatori. E per i beni culturali?si è trovato un manager (Mario Resca ex Mc Donald, ndr) ma non si vede come potrà gestire se non privatizzando le nostre bellezze! Basta guardare Verona dove il sindaco ha messo in vendita 2 palazzi del ‘700, uno dei quali è un museo. È un precedente pericoloso. Così nel ministero si sta ristrutturando la struttura, mettendo in sottordine tutta la questione ambientale, smantellando gli uffici che se ne occupano. Sappiamo l’importanza che ha la conservazione del paesaggio che è la nostra memoria. La cultura è la nostra identità e la stanno soffocando, considerandola uno spreco. Ma non si vive solo di pasta e ceci!
Marco Minniti (Interno):
Sicurezza: da parte del Governo Berlusconi tanti annunci e pochi fatti se si escludono grandi tagli agli investimenti: 3,5 miliardi di euro in meno a Interno e Difesa, alle forze di polizia. Sull’immigrazione hanno scelto di non governare il fenomeno: duri a parole senza dare più sicurezza al paese, basta pensare al raddoppio degli sbarchi a Lampedusa in un solo anno! Bisogna distinguere tra chi entra in Italia con una casa e un lavoro e va legalizzato e chi entra illegalmente. Ma il governo fa di tutta l’erba un fascio anche con misure odiose e sbagliate. Noi abbiamo presentato un pacchetto sicurezza per risolvere tutti i problemi e all’inizio del 2009 affronteremo in maniera organica il tema dell’’immigrazione riproponendo con forza i temi della sicurezza e il diritto di voto per gli immigrati presenti legalmente in Italia e che hanno diritto di partecipare alla comunità perché non c’è sicurezza senza solidarietà.
Alfonso Andria (Politiche agricole e forestali)
Il decreto sulla competitività nel settore agro-alimentare e la finanziaria sono state le due grandi occasioni perse da parte del governo Berlusconi nel 2008. Due circostanze in cui si poteva dare un sostegno al comparto agricolo e ai settori collegati, alla pesca. Invece abbiamo assistito allo spettacolo della maggioranza che votava i nostri emendamenti in Commissione in Senato mentre noi votavamo alcuni dei loro, o per poi bocciarli tutti in Aula, votando anche contro sé stessa per ordine di scuderia! Votando contro i nostri prodotti di eccellenza, i marchi di qualità del made in Italy. È molto grave e ci impegna a fare di più e meglio nel 2009 provando a fare breccia in una sensibilità che ad oggi non abbiamo potuto rilevare.
Pina Picierno (Politiche Giovanili).
È facile criticare il governo perché è stato il più ostile alla gioventù italiana. Ho l’imbarazzo della scelta: dalla norma antiprecari alla riforma scolastica e universitaria si è fatto di tutto x ostacolare i giovani. Per la Meloni non so come criticarla. Non ha fatto nulla per i giovani. Cosa avrei fatto io? Avrei provato a sbloccare il nostro paese che vive in una sorta di ingessatura, di gabbia mentre ha bisogno di liberare le energie. via subito alle quote verdi. L’Italia ha bisogno delle energie giovani, poi voto a 16 anni per le amministrative, più opportunità di accesso al credito, alla casa, al lavoro e cambiamento della legge sull’immigrazione: dando cittadinanza ai ragazzi nati qui.
Giovanna Melandri (comunicazione):
questo governo ha avuto una politica non brillante: abbiamo visto prima la norma salva Rete 4, poi la decisione di aumentare l'IVA a SKY, un concorrente di Mediaset, poi la sceneggiata della commissione di vigilanza. Su tutto questo stendiamo un velo pietoso... intanto il vero reale problema è rimasto la riforma del servizio pubblico, ancora inattuata nonostante ci si trovi di fronte all'imbarazzante posizione del premier e nonostante il servizio pubblico necessiti di una reale distanza e indipendenza dalla politica. Per noi si deve ripartire dalla riforma della Rai e da più risorse sulle infrastrutture della comunicazione, come la banda larga per le connessioni internet in tutta Italia.
Riflettiamo bene su questo governo e valutiamo ciò che ha detto e ciò che poi a fatto.... Noi lo BOCCIAMO!!!!!!!!!!!
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