domenica 5 luglio 2009

CONTRIBUISCI ANCHE TU A COSTRUIRE IL PARTITO DEMOCRATICO: CHIEDENDO LA TESSERA!!!




Caro Amico/a,

CON LA NASCITA DEL PARTITO DEMOCRATICO IL NOSTRO VIAGGIO E’ GIUNTO AL SUO APPRODO.
UNA STORIA INTERA SI E’ COMPIUTA, HA TROVATO IL SUO ESITO APERTO AL FUTURO, E OGGI POSSIAMO SENTIRCI NON PIU’ EX DI QUALCOSA, MA FIERI DI UNA IDENTITA’ NUOVA. ORA CHE ABBIAMO LO STRUMENTO, CHE ABBIAMO COMINCIATO AD AVERE IDEE E LINGUAGGI, DOBBIAMO FARE UN BAGNO DI UMILTA’, IMMERGERCI NELLA SOCIETA’, RECUPERARE IL GUSTO DELLA CONDIVISIONE, DELLA VITA REALE DELLE PERSONE, DEI LORO PROBLEMI, DELLE LORO ANSIE, DELLE LORO SPERANZE. “FARCI POPOLO”, COME UNA GRANDE FORZA RIFORMISTA DEVE FARE.
MA IL NOSTRO COMPITO E’ ANCHE QUELLO DI FAR CRESCERE ED EMERGERE UNA NUOVA GENERAZIONE, LA GENERAZIONE DEL FUTURO!!! AIUTACI ANCHE TU!!!

I partiti sono composti da persone, e le persone possono agire nel bene o nel male, in buonafede o in malafede.Come si fa a decidere quali persone saliranno nei posti importanti, a rappresentarci? Il numero di persone di un partito è stabilito dai voti, ma i nomi sono stabiliti attraverso diversi metodi di democrazia interna degli stessi, legate al numero di tessere che supportano un nome o una idea.
I partiti sono come associazioni: non sono composti solo dai loro rappresentanti istituzionali (quelli eletti), ma hanno bisogno di risorse, persone che si adoperano e che si avvicinano.Questa cosa è di fondamentale importanza, e vorrei che attraverso una discussione divenisse chiara: meno persone si avvicinano alla democrazia interna dei partiti, meno possibilità abbiamo di obbligarli a fare le nostre scelte e più spazio diamo loro per prendere decisioni arbitrarie o legate dalla convenienza (anche politica, non sempre economica).
Se passa il messaggio, come è purtroppo accaduto, che avere una tessera di partito significhi essere una persona legata ad interessi personali, con l’obiettivo di trovare un posto di lavoro o di ricevere mazzette, otteniamo due cose:- Gli unici a decidere nel nostro paese diventeranno proprio queste persone, perché non ve ne saranno altre disposte a rimboccarsi le maniche- Faciliteremo il compito di chi fa politica solo per fare politica, e non perché vuole impegnarsi per cambiare le cose- Otterremo quindi un forte distacco tra chi ci amministra e chi si impegna, per esempio, nelle associazioni, perché crede che un mondo migliore sia possibile.
A tal proposito, anche a Ragusa si avvia ufficialmente la stagione del tesseramento al Partito Democratico proponendosi come sede di scambio e allargamento culturale e socio-politico, contro un Governo lungi dalle tematiche sensibili richieste dai cittadini.


Le nuove iscrizioni, utili entro il 21 luglio, prevedono la possibilità di votare, e di conseguenza eleggere, il segretario nazionale, regionale, provinciale nonché quello di circolo.

Tutti gli elettori del PDe chiunque volesse sono, quindi, invitati ad aderire alla costruzione del partito in città. Il tesseramento procederà lunedì 8 luglio presso la sede del Partito Democratico di Ragusa in Viale del Fante, 10 (secondo piano).
Vi chiedo il vostro contributo, partecipare serve a rafforzare la democrazia!!!
Per info chiamatemi al 3395271561


Il Segretario Dei Giovani Demcoratici
Valentina Spata

LA POLITICA DELLA (IN) SICUREZZA: RONDE E TAGLI ALLE FORZE DELL'ORDINE




Sicurezza. Una parola usata e abusata in questi ultimi anni. Tutti i cittadini vogliono maggiore sicurezza, i politici basano i loro programmi elettorali e le loro promesse su questa parola. Ci dicono che siamo in pericolo e ci garantiscono che i loro provvedimenti miglioreranno la qualità della vita nelle nostre città. Ma come?

Se consideriamo quanto è stato disposto dall’attuale Governo in materia di sicurezza, i provvedimenti presi riguardano:

Ø Un decreto che attribuisce più poteri ai sindaci in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana.

Ø L’uso dell’esercito (3000 militari ma si parla di decuplicarli) impegnati nel garantire la sicurezza nelle grandi città.

Ø Ronde in città, non armate, sotto il controllo del prefetto: ne faranno parte cittadini che avranno il compito di segnalare alle forze di polizia eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana o situazioni di disagio sociale.

Ma chi deve garantire la sicurezza dei cittadini in un normale paese democratico? I sindaci? L’esercito? I cittadini stessi che si organizzano in ronde?

Questi provvedimenti evidenziano la ricerca della mossa “ad effetto” per nascondere l’incapacità nella gestione del problema della sicurezza in Italia; tutto viene visto come una continua emergenza in cui, a causa dell’emergenza stessa, è consentito emanare norme speciali, limitando, di fatto, la libertà dei singoli cittadini invece di garantirla. La sicurezza è un’altra cosa. E’ la gestione della quotidianità dei cittadini, non dell’emergenza.

Il problema della sicurezza deve e può essere affrontato con gli strumenti che sono già a disposizione dello Stato, garantendo la certezza della pena. Il corpo istituzionale preposto alla tutela dell'ordine pubblico è quello di Polizia (dai Carabinieri, alla Guardia di Finanza, dal Corpo Forestale alla Polizia di Stato, Penitenziaria o Locale). Persone formate e qualificate che devono garantire un’accettabile grado di sicurezza per i cittadini, fronteggiare emergenze e gravi necessità collettive, nell'obiettivo dell'incolumità pubblica.

Che senso ha parlare di sicurezza e poi tagliare pesantemente i fondi per le forze dell’ordine?

Il Decreto Legge 112/2008, emanato a luglio 2008 dal Governo in carica, prevede per il solo 2009 tagli nell’ordine pubblico e sicurezza per 451 milioni di euro (-4,6%); nel soccorso civile di 170 milioni di euro (-4,7%).
I fondi per l’amministrazione penitenziaria, ovvero per i carceri, sono stati ridotti solo per il 2009 di 133 milioni di euro.
In tre anni, i tagli previsti dalla manovra finanziaria del Governo in ambito di sicurezza toccano i 3 miliardi di euro.

Tutto questo quando, già ad oggi, la carenza di organico delle Forze di Polizia è stimata in circa 21 mila agenti.

Non si può fare una politica di sicurezza efficace tagliando i fondi alle forze dell’ordine.

Sembra invece che l’unica preoccupazione di chi Governa sia quella di rassicurare tutti, negando spudoratamente l’evidenza: Berlusconi afferma che Non ci sono tagli…continua ancora ad imbrogliare i cittadini, anche se il rischio è quello di essere smentiti persino dai propri stessi alleati.

«I tagli previsti per i prossimi tre anni impediranno di difendere tutti i cittadini. Non sarà, infatti, possibile l'acquisto di autovetture, di mezzi, di strumenti utili per svolgere il servizio; non si potranno rinnovare le armi in dotazione, non si potranno acquistare munizioni, divise e quant'altro serva per l'ordinaria amministrazione»

Da queste dichiarazioni è evidente che ne emergono le incoerenze e le contraddizioni di questi provvedimenti governativi, che danneggiano la sicurezza di noi cittadini, ingannati con parole rassicuranti nella certezza che nessuno di noi (o quasi) si prenderà la briga di verificare quello che viene solo ripetutamente annunciato in TV. Non facciamoci trattare come idioti: smontiamo questi annunci vuoti sensibilizzando chi non ha la possibilità di confrontare la verità della TV con la verità dei fatti.
Questo decreto diventato legge, con 157 SI (Pdl, Lega) nonostante i 124 NO (Pd, Idv, Udc) e i 3 astenuti, prevede anche l’istituzione delle “Ronde” per rispondere ai problemi della sicurezza sociale.
Di fatto, nell’istituire con legge le “ronde” è come se lo Stato abdicasse ad una sua prerogativa fondamentale: la tutela dei cittadini e della sicurezza.
In questo modo si delegittima, anche se indirettamente, l’operato delle Forze dell’Ordine.
Come Giovani Democratici, abbiamo più volte denunciato la mancanza di uomini e mezzi nella nostra provincia e sappiamo che tra qualche anno la situazione peggiorerà in quanto alcuni uomini delle forze dell’ordine andranno in pensione e probabilmente non saranno rimpiazzati.
Quindi, riteniamo che nella nostra realtà non è necessario istituire le “ronde” poiché i cittadini, passeggiando e osservando tutti i giorni, da soli o con gli amici, possono richiedere, attraverso i loro cellulari, comunque l’aiuto delle forze dell’ordine senza l’istituzione di alcuna ronda.
Inoltre, noi riteniamo che sia ancor più grave che l’amministrazione comunale di Ragusa possa mistificare questa notizia facendo credere ai cittadini che si tratta di “comitati volontari” di persone ma che in realtà sono sempre e comunque delle “ronde”.
La risposta alle esigenze di una reale collaborazione e contatto tra la gente e le Forze dell’Ordine già esiste: il poliziotto di quartiere.
Questa è la giusta via per attuare la partecipazione dei cittadini al controllo del territorio senza mettere in pericolo la loro vita ma interloquendo con il poliziotto di quartiere che conosce bene la realtà delle singole aree della città e che comunque deve avvalersi della collaborazione delle forze dell’ordine.
L’altra risposta è quella di rinforzare gli organici e di aumentare le risorse a disposizione delle forze dell’ordine.
Privatizzare il controllo del territorio a scapito di una reale presenza delle Forze dell’Ordine rischia soltanto di portare conseguenze paradossali. Nessuna “ronda” o nessun “comitato di volontari” potrà mai sostituirsi alle funzioni di polizia, anzi possono essere controproducenti e possono compromettere il buon operato delle forze dell’ordine.
Il problema della sicurezza a Ragusa deve essere affrontato realmente e bisogna invece pensare che tra pochi anni avremo meno poliziotti in strada con poche autovetture funzionanti.


Ragusa, 5/luglio 2009


Il Segretario dei Giovani Democratici
Valentina Spata

CARABINIERI ASSENTI IN CASERMA A MARINA DI RAGUSA A LUGLIO DURANTE LE ORE NOTTURNE DI SABATO SERA





COMUNICATO STAMPA 5 luglio 2009

“Le numerose rapine e furti verificatisi negli ultimi giorni, a Marina di Ragusa, hanno creato sconcerto e paura nei cittadini, i quali giustamente oggi pretendono più controlli ed una maggiore presenza sul territorio delle Forze dell’ordine” è quanto ha dichiarato il Segretario dei Giovani Democratici, Valentina Spata.

Va sicuramente sottolineato il grande impegno delle forze dell’ordine in generale, ma non può essere sottaciuto che lo sforzo è ancora più grande a causa delle evidenti carenze di organico e strutturali.
Il mancato ingresso di nuovi giovani poliziotti, da un lato comporta una
carenza di organico, dall’altro porta gli attuali effettivi a lavorare demotivati,
anche perché sprovvisti di adeguati mezzi, che nella maggior parte dei casi
sono obsoleti.
Ma ciò non giustifica, l’assenza totale dei Carabinieri nella Caserma della sede di Marina di Ragusa che risulta essere l’unica nella zona.
A seguito di varie denunce dei cittadini, residenti in questo periodo nella zona balneare di marina di Ragusa, il Segretario dei Gd di Ragusa Valentina Spata, sollecita i Carabinieri ad essere presenti nel territorio e soprattutto in caserma (soprattutto di sabato, quando nella località turistica c’è una maggiore affluenza di persone) anche nelle ore notturne, in quanto più persone si sono recati nel posto e sono stati costretti a chiamare la Polizia di Ragusa a causa della loro assenza. Quello della sicurezza è fra i temi più sentiti dall'opinione pubblica. Credo che la mancanza dei Carabinieri in caserma durante le ore notturne (soprattutto di sabato, giorno in cui a Marina c’è abbastanza confusione) provochi un senso di sconcerto ed insicurezza nei cittadini. La popolazione CHIEDE una maggiore responsabilità delle autorità locali e una maggiore presenza delle forze dell’ordine.
Credo che con equilibrio occorra cercare risposta al bisogno di sicurezza dei cittadini, accogliendo queste richieste e cercando di migliorare la vivibilità e la tranquillità sociale nella nostra città.

Il Segretario dei Giovani Democratici
Valentina Spata
CARE AMICHE E CARI AMICI,IL 13 LUGLIO TROVERETE IN TUTTI I LOCALI, BAR, PIZZERIE, TABACCHERIE DI RAGUSA IL NUOVO GIORNALINO DI INFORMAZIONE SOCIALE, POLITICA E CULTURALE DEI GIOVANI DEMOCRATICI DI RAGUSA.

La mission è quella di informare i cittadini ragusani su quello che accade in torno a loro, aRagusa, in Europa, nel Mondo. Democraticamente, cosi il nome del giornalino, è un progetto importante, di ampio respiro che qualifica l’attività dei giovani democratici di Ragusa impegnati da tempo nella strutturazione di luoghi di incontro e discussione per animare il territorio.

Un giornalino “diverso” che esce fuori dagli schemi classici della stampa, dall’informazione scolastica e studentesca. Un giornalino “dei” e “per” i giovani, delle problematiche della città e delle istanze dei cittadini. Un giornalino che scriveremo insieme e per i cittadini.Nel primo numero troverete articoli relativi ai seguenti temi:
- i TAGLI SULLA SCUOLA A RAGUSA;
- QUESTIONE DEI RIFIUTI A RAGUSA;
- QUESTIONE NUCLEARE;
- LA BIBLIOTECA FANTASMA DI RAGUSA;
- TUTTO SUI DIPENDENTI DELL'OPERA PIA IBLEA;
- UNIVERSITA' IN PROVINCIA DI RAGUSA;
- AGIBILITA' DELLA CITTA' DI RAGUSA;
- NO ALLE RONDE A RAGUSA;

INOLTRE CI SARANNO 3 AREE IMPORTANTI:
- L'EDITORIALE;
- LA CITTA' CHE VORREI (un area destinata alle richieste e alle esigenye dei cittadini)
-EVENTI: tutti gli eventi della città di Ragusa e tutte le proiezioni dei film del cineplex e del cinema "Giardino d'estate" di Casuzze".

Per maggiori informazioni o per eventuali richieste potete contattare la redazione del giornalino all’indirizzo email: giovanipdragusa00@yahoo.it oppure valentinaspatazahoo.itPer info chiamare il 3395271561

Redazione:- Valentina Spata- Irene Sittinieri- Mario D'Asta- Placido De Salvo- Andrea Caruso- Giuseppe Albora- Sofia Frasca- Lorenzo Corallo

Grafica e Art director Alessandro Ribaldo

LUNEDI' 8 LUGLIO I GIOVANI DEMOCRATICI APRONO LO SPORTELLO DONNA


I GIOVANI DEMOCRATICI DI RAGUSA APRONO LO SPORTELLO DI CONSULENZA E SOSTEGNO PER LE DONNE E PER I PROBLEMI DELL’IMMIGRAZIONE
Lo “Sportello Donna” rappresenta un luogo di confronto culturale che contribuisce al rafforzamento dell’identità di genere attraverso uno spazio di documentazione e ricerca e attraverso l’organizzazione di iniziative di promozione. E’, inoltre, un servizio che sviluppa attività di informazione, consulenza, sostegno mirato alle utenti, aiutando le donne a scegliere, tra i diversi percorsi, quello maggiormente adatto ai loro bisogni. E’ un tentativo volto a sostenere e migliorare la condizione di chi vive una situazione di sofferenza o di difficoltà, favorendo la formazione di uno spazio di incontro dedicato a tutte le donne della comunità.E’ un polo di sensibilizzazione e animazione sulle tematiche dell’uguaglianza che promuove e stimola sul territorio la nascita di reti e progetti sulla parità nella vita economica e politica delle donne.Lo sportello accoglie anche immigrate dando loro indicazioni e suggerimenti circa la ricerca di un’occupazione, la ricerca di un alloggio, il diritto allo studio e l’assistenza sanitaria; informazioni, sul rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno, i nullaosta al lavoro, i ricongiungimenti familiari; assistenza nella compilazione dei moduli da presentare negli uffici pubblici; consulenza alle lavoratrici immigrate nella compilazione del curriculum vitae che valorizzi le sue competenze.In caso di necessità di assistenza legale, un appuntamento di consulenza gratuita sarà fissato con l’avvocato dello sportello.
FINALITA’ DELLO SPORTELLO DONNA:
• Accogliere e ascoltare;• Aiutare a formulare una richiesta;• Informare e orientare rispetto ai diritti e alle possibilità offerte dal Territorio;• Dare senso al problema e prospettare possibili soluzioni;• Favorire la progettualità e valorizzare le risorse;• Accompagnare presso i Servizi del territorio;• Promuovere la socializzazione e il benessere tra le donne;• Valorizzare le donne, le diverse culture delle donne e le loro risorse.
AZIONI DI AIUTO DELLO SPORTELLO DONNA:
• Colloqui con l’Operatrice di sportello;• Consulenze psicologiche e Legali;• Invio presso i Servizi di Rete (sindacati, centro antiviolenza, servizio immigrazione, camera di commercio, informa giovani, consultorio familiare, servizi sociali e servizi sanitari).• Percorsi di formazione di gruppo;• Laboratori di creatività.
SEDE E GIORNI DI APERTURA DELLO SPORTELLO:Lo sportello è aperto il lunedi’ ed il mercoledi’ (a partire dal 6 luglio)dalle 18 alle 20in Viale del Fante, 10 (ultimo piano) presso la sede del Partito Democratico

giovedì 2 luglio 2009

CARTA DI CITTADINANZA DELL'ORGANIZZAZIONE GIOVANILE

1. I Giovani Democratici ed il Partito Democratico sono uniti da comuni valori fondanti e da un comune progetto riformista, per rinnovare la politica attraverso la partecipazione democratica dei cittadini. Riconoscendo la reciproca autonomia, sottoscrivono la presente carta di cittadinanza al fine di favorire e disciplinare i rapporti di collaborazione e di partecipazione dell’organizzazione giovanile alla vita del Partito stesso.
2. Il Partito Democratico riconosce l’importanza, la ricchezza e l’originalità del contributo dei giovani , promuove attivamente la formazione politica delle nuove generazioni, favorisce la partecipazione giovanile e una rappresentanza equilibrata di tutte le generazioni nella vita istituzionale del Paese.3. Il Partito Democratico riconosce al proprio interno un’organizzazione giovanile, dotata di un proprio Statuto e di propri organismi dirigenti. Essa è il soggetto politico nel quale si organizzano i giovani del Partito Democratico. Ad essa è riconosciuta autonomia organizzativa, di proposta e di iniziativa politica ed è presente ad ogni livello di organizzazione del partito.4. I giovani democratici sviluppano la loro iniziativa politica attraverso la propria organizzazione e in collaborazione con l’organizzazione del Partito. Ogni livello territoriale del Partito si impegna a favorire ed agevolare l’organizzazione giovanile nello sviluppo di tutte le sue attività, garantendo le risorse necessarie, gli spazi fisici e gli strumenti adeguati a portare avanti la sua attività politica.Annualmente la tesoreria stabilisce il capitolo di spesa per le suddette attività dei Giovani Democratici. L’organizzazione giovanile può inoltre, portare avanti promuovere forme di autofinanziamento e dotarsi di un proprio autonomo bilancio. Possono aderire alla organizzazione giovanile tutti i ragazzi e le ragazze dai 14 ai 29 anni di età.5. L’organizzazione giovanile rappresenta un valore aggiunto per tutto il Partito Democratico in termini di rinnovamento politico, organizzativo e generazionale; contribuisce al radicamento sul territorio del Partito Democratico attraverso l’iniziativa politica, la valorizzazione delle strutture del Partito e la loro e l’apertura ai bisogni delle giovani generazioni; promuove in collaborazione con il Partito percorsi di formazione rivolti ai singoli iscritti, ai gruppi dirigenti ed agli amministratori; sperimenta nuove forme per l’organizzazione e la comunicazione politica; promuove e sostiene il coordinamento dei giovani eletti del Partito Democratico; sostiene il radicamento dei circoli (tematici ) del Partito nei luoghi di studio e di lavoro.6. I giovani democratici scelgono di radicarsi nei territori, là dove i giovani vivono, studiano, lavorano. A tal fine promuovono campagne di iscrizione all’organizzazione giovanile. Ogni iscritta/iscritto acquisisce, nei confronti dell’organizzazione giovanile, i diritti e i doveri previsti nello statuto dei Giovani Democratici. L’iscrizione ai Giovani Democratici è al tempo stesso iscrizione al Partito Democratico, salvo diversa esplicita richiesta.
7. Gli organismi dirigenti territoriali dell’organizzazione giovanile hanno accesso all’ufficio adesioni corrispondete del Partito, per agevolare il coordinamento degli iscritti. All’atto della propria iscrizione, l’organizzazione giovanile comunica, a ogni iscritto ai Giovani Democratici in quale circolo territoriale del Partito eserciterà i propri diritti di iscritto. Tutti i mesi il responsabile tesseramento dei giovani democratici comunica all’ufficio corrispondente i dati degli iscritti all’organizzazione giovanile, che aderiscono al partito democratico, al fine di agevolare un corretto e continuo aggiornamento degli iscritti al partito stesso.
8. L’ufficio adesioni del Pd fornirà mensilmente al responsabile tesseramento dei Giovani Democratici l’elenco degli iscritti under 30 che non hanno ancora aderito all’organizzazione giovanile. I Giovani Democratici possono così contattare e inserire nell’elenco degli iscritti dei Gd tutti coloro che danno il consenso.
9. L’organizzazione giovanile può sperimentare a tutti i livelli forme di adesione con progetti unitari, patti federativi e protocolli d’intesa con gruppi, movimenti e associazioni tramite un proprio regolamento. I Giovani Democratici possono stabilire rapporti di collaborazione con fondazioni, associazioni ed altri istituti, nazionali ed internazionali, a carattere politico-culturale e senza fini di lucro, garantendone e rispettandone l’autonomia. A tal fine l’organizzazione giovanile può agevolare ed aiutare la collaborazione di tali fondazioni con il Partito (per agevolare l’analisi degli scenari politici). L’organizzazione giovanile riconosce l’importanza della formazione politica per un migliore sviluppo delle future classi dirigenti del partito. A tale fine realizza momenti autonomi di formazione e stabilisce rapporti di collaborazione con l’area formazione politica del Partito. In ogni caso, nei momenti di formazione politica organizzati dal partito per le giovani generazioni, il responsabile dell’organizzazione giovanile per la formazione politica è invitato di diritto alla realizzazione di tali eventi. 10. I Giovani Democratici sono l’unica organizzazione giovanile del Partito Democratico e sono l’unico luogo di elaborazione e di discussione su tema delle politiche giovanili del Partito Democratico. Essa ha il diritto ed il dovere di concorrere ai processi decisionali e di elaborazione politica del Partito. A tal fine, è presente con propri rappresentanti in tutte le assemblee e nei luoghi di direzione del Partito ad ogni livello. Il Segretario dell’organizzazione giovanile è inoltre membro di diritto dell’esecutivo, della direzione e dell’assemblea del Partito al livello corrispondente.

martedì 30 giugno 2009

MORTE DI UN SOGNO UNIVERSITARIO di Gianluca Boncoraglio

Lettera aperta di chi non tollera questa grave perdita dell'Università in provincia di Ragusa

UNIVERSITARIO, parla un ragazzo ragusano di Gianluca Boncoraglio

Martedì 23 Giugno 2009 - 10:25

Ragusa, perla del mediterraneo, tra cielo e mare, paradiso a metà tra un eden collinare, di prati verdi e altipiani forvianti di prodotti, rinomati in tutto il mondo.Ragusa, premiata con la bandiera blu per il suo mare, le sue spiagge dorate, e la sua voglia di diventare località turistica con ancor più lustro.Ragusa, simbolo di tranquillità, di serenità, di evoluzione urbanistica con le sue rotatorie.Ragusa, che di tutto ciò si sente fiera, ma che è vittima di un sopruso violento, di un sacrificio, che sa più di assassinio.Già, un assassinio, verso la cultura, verso i giovani che credono in un futuro, verso una città che vuole sentirsi grande, vuole continuare a portare ricchezze, conoscenze, e vitalità.Perché Ragusa, non deve avere il suo Polo universitario?Forse è vero, c’e’ stata un po’ di disorganizzazione nella gestione dei corsi di laurea, carenza di infrastrutture, la logistica della vera città universitaria vacillava, ma si può giustificare con la tenera età della nostra università, andando avanti si può solo migliorare.Ci si lamenta della famosa fuga di cervelli, ma non si può evitare, se già manca la base per creare menti che aiutino la ricerca.Ad essere obbiettivi, a Ragusa non manca nulla, per essere una vera città universitaria.Ha la parte antica, che di notte diventa affascinante con tutti i locali che fa da cornice ai ragazzi, ha la sua parte nuova, dove tutto è a portata di mano, ha il mare a due passi, tra qualche tempo avrà anche un aeroporto, che permetterà collegamenti più fluidi e rapidi, evitando finalmente la terribile strada di Catania.In questi giorni si moltiplicano le manifestazioni, proteste, assemblee, dibattiti, a dimostrazione che i primi che tengono all’università sono propri i ragazzi e le giovani leve politiche, ovvero chi crede in un futuro migliore, per evitare uno scempio alla cultura, alla formazione, per motivi che solo un magnifico rettore, comprende, andando contro principi che solo chi vive l’Università, ovvero gli studenti, sanno amare e difendere, da ogni sopruso ingiustificato.

LA LEGGE DEL BAVAGLIO

La leggedel bavagliodi GIUSEPPE D'AVANZO

L'agenda delle priorità di Silvio Berlusconi continua ad essere ad personam. Quindi, che la ricreazione continui, con buona pace di Emma Marcegaglia. Sostegno alle imprese e a chi perde il lavoro? Possono attendere. Per la bisogna sono sufficienti, al premier, un paio di bubbole nel tempio di cartapesta di Porta a porta (4 giugno): "Oggi non c'è nessuno che perdendo il lavoro non venga aiutato dallo Stato. C'è la cassa integrazione per i precari, così come per i lavoratori a progetto".Il Cavaliere diventa meno fantasioso quando si muove nel suo interesse. Teme le intercettazioni (non si sa mai, con quel che combina al telefono) e paventa le cronache come il diavolo l'acqua santa. Si muove con molta concretezza, in questi casi. Prima notizia post-elettorale, dunque: il governo impone la fiducia alla Camera e oggi sarà legge il disegno che diminuisce l'efficacia delle investigazioni, cancella il dovere della cronaca, distrugge il diritto del cittadino di essere informato. Con buona pace (anche qui) della sicurezza dei cittadini di un Paese che forma il 10 per cento del prodotto interno lordo nelle pieghe del crimine, le investigazioni ne usciranno assottigliate, impoverite.L'ascolto telefonico, ambientale, telematico da mezzo di ricerca della prova si trasforma in strumento di completamento e rafforzamento di una prova già acquisita. Un optional, per capirci. Un rosario di adempimenti, motivazioni, decisioni collegiali e nuovi carichi di lavoro diventeranno sabbia in un motore già arrugginito avvicinando la machina iustitiae al limite di saturazione che decreta l'impossibilità di celebrare il processo, un processo (appare sempre di più questo il cinico obiettivo "riformatore" del governo). Ancora. Soffocare in sessanta giorni il limite temporale degli ascolti (un'ulteriore stretta: si era parlato di tre mesi) "vanifica gli sforzi investigativi delle forze dell'ordine e degli uffici di procura", come inutilmente ha avvertito il Consiglio superiore della magistratura.Sistemata in questo modo l'attività d'indagine, il lavoro non poteva dirsi finito se anche l'informazione, il diritto/dovere di cronaca, non avesse pagato il suo prezzo. Con un tratto di penna la nuova legge estende il regime che oggi regola gli atti giudiziari coperti dal segreto anche agli atti non più coperti dal segreto "fino alla conclusioni delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare". Prima di questo limite "sarà vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, della documentazione e degli atti delle conversazioni telefoniche anche se non più coperti dal segreto".Si potrà dire che si indaga su una clinica privata abitata da medici ossessionati dal denaro che operano i pazienti anche se non è necessario. Non si potrà dire qual è quell'inferno dei vivi e quanti e quali pasticci hanno organizzato accordandosi al telefono. Lo si potrà fare soltanto a udienza preliminare conclusa (forse). Con i tempi attuali della giustizia italiana dopo quattro o sei anni. In alcuni patologici casi, dopo dieci.Addio al giornalismo come servizio al lettore e all'opinione pubblica. Addio alle cronache che consentono di osservare da vicino come funzionano i poteri, lo Stato, i controlli, le autorità, la società. È vero, in alcuni casi l'ostinazione a raccontare le opacità del potere ha convinto il giornalismo ad andare oltre i confini del codice penale violando il segreto. È il suo mestiere, in fondo, perché la libertà di stampa è nata nell'interesse dei governati e non dei governanti e quindi non c'è nessuna ragione decorosa per non pubblicare documenti che raccontano alla pubblica opinione - ricordate un governatore della Banca d'Italia? - come un'autorità di vigilanza protegge (o non protegge) il risparmio e il mercato.Naturalmente violare la legge, anche se in nome di un dovere professionale, significa accettarne le conseguenze. È proprio sulle conseguenze di violazioni (finora comunemente accettate) che la legge del governo lascia cadere un maglio sulla libertà di stampa. I cronisti che violeranno la consegna del silenzio saranno sospesi per tre mesi dall'Ordine dei giornalisti (sarà questa la vera punizione) e subiranno una condanna penale da sei mesi a tre anni di carcere (che potrà trasformarsi in sanzione pecuniaria, però). Ma non è questo che conta davvero, mi pare. Che volete che sia una multa, se si è fatto un lavoro decente?La trovata del governo che cambia radicalmente le regole del gioco è un'altra. È la punizione economica inflitta all'editore che, per ogni "omesso controllo", potrà subire una sanzione pecuniaria (incarognita nell'ultimo testo) da 64.500 a 465mila euro. Come dire che a chi non tiene la bocca cucita su quel che sa - e che i lettori dovrebbero sapere - costerà milioni di euro all'anno la violazione della "consegna del silenzio", cifre ragguardevoli e, in molti casi, insostenibili per un settore che non è in buona salute.L'innovazione legislativa - l'abbiamo già scritto - sposta in modo subdolo e decisivo la linea del conflitto. Era esterna e impegnava alla luce del sole la redazione, l'autorità giudiziaria, i lettori. Diventa interna e vede a confronto, in una stanza chiusa, le redazioni e le proprietà editoriali. La trovata trasferisce il conflitto nel giornale. L'editore ha ora un suo interesse autonomo a far sì che il giornale non pubblichi più quelle cronache. Si portano così le proprietà a intervenire direttamente nei contenuti del lavoro redazionale. Le si sollecita, volente o nolente, a occuparsi della materia informativa vera e propria, sindacando gli atti dei giornalisti. Il governo, nel progetto inviato al Parlamento, pretende addirittura che l'editore debba adottare "misure idonee a favorire lo svolgimento dell'attività giornalistica nel rispetto della legge e a scoprire ed a eliminare tempestivamente situazioni di rischio". È evidente che solo attraverso un controllo continuativo e molto interno dell'attività giornalistica è possibile "scoprire ed eliminare tempestivamente situazioni di rischio". Di fatto, l'editore viene invitato a entrare nel lavoro giornalistico e a esprimere un sindacato a propria tutela.Ecco dunque i frutti intossicati della legge che oggi sarà approvata, senza alcuna discussione, a Montecitorio: la magistratura avrà meno strumenti per proteggere il Paese dal crimine e gli individui dall'insicurezza quotidiana; si castigano i giornalisti che non tengono il becco chiuso anche se sanno come vanno le cose; si punisce l'editore spingendolo a mettere le mani nella fattura del giornale. E quel che conta di più, voi - cari lettori - non conoscerete più (se non a babbo morto) le storie che spiegano il Paese, i comportamenti degli uomini che lo governano, i dispositivi che decidono delle vostre stesse vite. Sono le nuove regole di una "ricreazione" che non finisce mai.



Giornale dei Giovani Democratici della Sicilia

Cari amici democratici,i Giovani Democratici di Ragusa hanno da poco deciso di avviare l'iter di creazione di un Giornale informativo politico, culturale e sociale (quindicennale) che verrà distribuito in tutta la città di Ragusa. E' una iniziativa che riteniamo importante e che può contribuire a sottolineare la presenza dell'organizzazione giovanile dei GD ragusani all'opinione pubblica esprimendo le idee e le proposte dei giovani democratici in relazioni alle vicende politiche e non.Per tale motivo si ritiene necessario il vostro aiuto nel portare avanti questa operazione con i contributi e le idee che verranno tutte prese in considerazione nella stesura del giornale. Chi volesse subito esprimere la propria opinione e dare un propria idea in merito può mandare un messaggio di posta su facebook o mandare una mail all'indirizzo di posta giovanipdragusa00@yahoo.it. Oppure lasciate un commento nel nostro blog giovanipdragusa.blogspot.com


Cordiali Saluti
Il Segretario dei Giovani Democratici
Valentina Spata

domenica 31 maggio 2009

I GIOVANI DEMOCRATICI ORGANIZZANO IL 2 GIUGNO IL CONCERTO DEI BACIAMOLEMANI IN PIAZZA DUCA DEGLI ABRUZZI A MARINA DI RAGUSA.


DURANTE IL CONCERTO SI PARLERA' DI UN TEMA IMPORTANTE SOPRATTUTTO PER NOI GIOVANI: IL LAVORO CHE NON C'E'...VI ASPETTIAMO..NON MANCATE!!!

VERITA' SUI FONDI FAS DESTINATI ALLA SICILIA: I GD DI RAGUSA CHIEDONO UNA MOBILITAZIONE DA PARTE DELLA CLASSE DIRIGENTE SICILIA


La legge finanziaria del 2006 promossa dal governo Prodi all’art. 1 comma 1152 aveva destinato alle Regioni Sicilia e Calabria 1 miliardo e 500 milioni di euro per l’ammodernamento e la messa in sicurezza della rete viaria delle due regioni in questione.Alla provincia di Ragusa erano stati destinati 84 milioni di euro di cui si è persa la traccia e quindi rimane in sospeso e inattuabile il piano già cantierabile di ammodernamento di tutta la rete viaria per gli anni 2007, 2008 e 2009 promosso dalla terza commissione. Programma che non si è attuato per la mancanza dei fondi che il governo Berlusconi ha deciso di utilizzare per ricompensare la mancanza dei fondi dell’ICI sulla prima casa. Quindi questo governo ha mantenuto la promessa dell’abbattimento dell’ICI sulla prima casa ma utilizzando i fondi FAS destinati alla Regione Sicilia e alla Calabria, riducendo i fondi di due terzi e pertanto destinando alla provincia di Ragusa solo 28 milioni di euro, rispetto agli 84, da suddividere in tre annualità. Inoltre, c’è da dire che anche i fondi ex ponte che ammontano ad 1 miliardo e 5 milioni di euro per gli interventi previsti nelle aree metropolitane di Catania, Messina e Palermo e per le tratte ferroviarie che vanno da Pozzallo all’aeroporto di Comiso e i fondi FAS che ammontano ad un totale di più di 4 miliardi di euro destinati alle infrastrutture della Sicilia sono stati stornati per finanziare il terremoto in Abruzzo.A tal proposito i Giovani Democratici di Ragusa manifestano la loro grande preoccupazione in merito alla questione dei fondi dimezzati e nei confronti di un governo che continua con i tagli penalizzando sempre più la nostra Regione. Così facendo non possiamo parlare di sviluppo delle infrastrutture ma di “sottosviluppo” che ostacola la crescita economica e sociale della nostra Regione.Noi riteniamo che grandi e piccole infrastrutture sono essenziali sia dal punto di vista del miglioramento della viabilità sia e soprattutto per l’aiuto che assicurano all’economia. Quello che dovrebbe fare il governo Regionale di Lombardo è richiedere immediatamente i fondi FAS che ci spettano (84 milioni di euro e non di meno) e lavorare alacremente per cantierizzare in tempi brevissimi il maggior numero possibile di opere tra cui la Ragusa Catania che ancora dopo 50 anni rimane in stato disastroso ed insicuro.Riteniamo che tutte le forze politiche debbano mobilitarsi affinchè il Governo Berlusconi non continui ad operare atti di discriminazione nei confronti dei Siciliani e affinchè questa classe dirigente inizi ad interessarsi veramente alle problematiche del nostro territorio.Inoltre, ricordiamo al presidente della Provincia di Ragusa Franco Antoci, che ancora i Giovani Democratici aspettano le promesse da lui fatte in merito alla Ragusa-Catania e auspichiamo che riesca a far valere la voce di tanti cittadini che vogliono sentirsi sicuri nel percorrere una delle arterie più importanti di collegamento della nostra Provincia.I Giovani Democratici di Ragusa ritengono che non è più il momento di aspettare ma che sia arrivata l’ora di iniziare ad organizzare una mobilitazione grande ed efficace.
Il Segretario dei Giovani Democratici di Ragusa
Valentina Spata

LE RONDE A RAGUSA: NO GRAZIE


I Giovani Democratici di Ragusa non condividono la scelta dell'amministrazione Dipasquale di istituire le ronde. "Apprendiamo con grande dispiacere e preoccupazione la notizia riguardo il protocollo d'intesa col quale il sindaco Dipasquale intende autorizzare in città le cosiddette "ronde di sicurezza".Il Segretario dei Giovani Democratici, Valentina Spata, dopo aver ascoltato molti cittadini del centro storico ha compreso che la volontà è altra. Il Sindaco, secondo il segretario dei Giovani Democratici, dovrebbe ascoltare il parere dei cittadini e da li capire che vedono nelle ronde uno strumento inutile per la risoluzione dei problemi del centro storico. I cittadini non sono d'accordo alle ronde anche per paura che diventi contraproducente ai fini della sicurezza e chiedono invece un rafforzamento delle forze dell'ordine e maggiori controlli. Noi Giovani Democratici, spiega il segretario Valentina Spata, pensiamo sia necessaria un'azione di controllo più efficace ed un potenziamento dei servizi sociali per una migliore accoglienza dei migranti e per una politica efficace di integrazione. Con la forza non si risolve nulla, anzi si produce un effetto contrario che potrebbe risultare dannoso per i cittadini.Auspichiamo, a tal proposito, che il Sindaco rivaluti la sua scelta in modo da poter trovare insieme una soluzione alternativa.


Il Segretario dei Giovani Democratici di Ragusa

Valentina Spata

MINI DISCARICA IN VIA MATTARELLA A RAGUSA: L'INEFFICIENZA DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE


I Giovani Democratici di Ragusa rilevano l'inefficenza dell'amministrazione comunale in merito alla questione dei rifiuti. Sono tante le aree dove sono ammassati montagne di rifiuti a partire da ibla (vicino il monastero) e alcune zone di Ragusa tra cui l'angolo della vallata san Domenico (vicino villa Margherita) e per ultima una discarica anche in via Mattarella angolo via Pietro Nenni.Altro che raccolta differenziata, a Ragusa si iniziano a vedere delle mini discariche che peggiorano sempre di più le condizioni igienico sanitarie delle zone in questione e contribuiscono a rendere indecorosa la nostra città.I Giovani Democratici di Ragusa, auspicano ad un immediato intervento da parte dell'amministrazione comunale per il ripristino di queste zone e ad un maggiore controllo soprattutto nelle zone dove il mercoledì ed il sabato si tiene il mercato. Non possiamo rimanere a guardare l'indifferenza di questa amministrazione che non è stata sensibile alle continue e diffuse richieste da parte dei cittadini che continuano a lamentarsi e che non tollerano più questo degrado.
Il Segretario dei Giovani Democratici di Ragusa
Valentina Spata

mercoledì 20 maggio 2009

APPUNTAMENTI PARTITO DEMOCRATICO

GENTILE AMICO/A,

ho il piacere di invitarvi, nell'ambito delle attività programmate come percorso formativo della nostra scuola di formazione politica, alle prossime iniziative che si svolgeranno:

  • il 23 MAGGIO 2009 ALLE ORE 16.30 PRESSO IL SALONCINO DELL'HOTEL MONTREAL CORSO ITALIA, 70. ARGOMENTO: LA CRISI CHI LA PAGA? LAVORO E AMMORTIZZATORI SOCIALI. SARANNO PRESENTI ON. MARIANNA MADIA (Comm. Lavoro, Camera Deputati, Ricercatrice AREL e Università di Lucca); DOTT. GIAN PIERO SALADINO (Esperto di Tematiche economiche); DOTT. GIOVANNI LUCIFORA (Direttore Cassa edile di Mutualità Ragusa);
  • il 30 MAGGIO 2009 ALLE ORE 16.30 PRESSO LA SEDE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI RAGUSA IN VIALE DEL FANTE, 10. ARGOMENTO: IL NOSTRO FUTURO: LA SCUOLA SECONDO GELMINI. SARANNO PRESENTI IL PROF. GAETANO LO MONACO (Dirigente Scolastico).

ALTRI APPUNTAMENTI:

  • IL 22 MAGGIO ORE 18.30 PRESSO MEDITERRANEO PALACE PRESENTAZIONE DEI CANDIDATI DEL PARTITO DEMOCRATICO: RITA BORSELLINO, ROSARIO CROCETTA, ITALO TRIPI, GIOVANNI BARBAGALLO E FLAVIA MARIA TIMBRO.
  • IL 25 MAGGIO 2009 ORE 18.30 A MODICA SORDA EX ASILO ANTONIANO (Chiesa Sacro Cuore) Piazza Libertà. TEMA: LA PICCOLA E MEDIA E IMPRESA INCONTRA IL PARTITO DEMOCRATICO... ANTONELLO BUSCEMA (Sindaco di Modica)ON. ROBERTO AMMATUNA E ON. PIPPO DIGIACOMO; SENATORE GIANCARLO SANGALLI (Resp. attività Produttive).
  • IL 27 MAGGIO 2009 ORE 18.30 PRESSO IL MEDITERRANEO PALACE SARA' PRESENTE ON. PIERLUIGI BERSANI.

Ringraziandovi per l'attenzione vi saluto Cordialmente

Il Segretario dei Giovani Democratici Ragusa

Valentina Spata

PRESENTAZIONE ASSOCIAZIONE ECODEM A RAGUSA


SABATO 9 MAGGIO PORE 18.00 PRESSO LA SEDE DEL PD DI RAGUSA I GIOVANI DEMOCRATICI PRESENTERANNO LA NASCITA DELL'ASSOCIAZIONE ECODEM (Ecologisti Democratici).
L’Associazione degli Ecologisti Democratici è una associazione politica ecologista che vuole rappresentare e promuovere l’ambientalismo politico riformista. Un ambientalismo fondato su basi razionali, nella convinzione che una conoscenza sempre più diffusa, una scienza libera e responsabile, il costante riferimento al principio di precauzione, siano condizioni indispensabili per affrontare i grandi problemi ambientali oggi in campo.

CONVEGNO "UNA SCUOLA DI QUALITA'"


lunedì 4 maggio 2009


Purtroppo accade in un solo momento ciò che non vorremmo accadesse mai.

I Giovani Democratici, così come tutto il Partito, sono addolorati dalla grande perdita di un grande uomo, Rosario Sessa, che è stato molto vicino alle esigenze di noi giovani.


Caro Rosario vivrai sempre nei nostri cuori.........che così inaspettatamente ci hai lasciati.

La triste notizia ci ha veramente scossi.

Nella terribile solitudine del dolore ci stingiamo alla famiglia, alla moglie e ai figli. Vi staremo vicini a superare questa terribile perdita.

Noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscere Rosario, le sue qualità e la sua forza, proprio per il rispetto che gli dobbiamo,cercheremo di fare in modello del suo ricordo.


Uniti al vostro dolore, perchè il vostro è anche il nostro dolore, Vi esprimiamo le nostre più sentite cordoglianze.


Addio Rosario, ci mancherai ma resterai sempre nei nostri cuori.


Valentina Spata

martedì 28 aprile 2009

NON DIMENTICHEREMO MAI IL GIORNO DELA LIBERAZION D'ITALIA!!!

In questi giorni si è celebrato l’anniversario del giorno della liberazione dell’Italia dal regime fascista.
Noi giovani non abbiamo vissuto quei momenti in prima persona, ma li abbiamo sentiti raccontare dai nostri nonni, che hanno vissuto sulla loro pelle prima l’ascesa al potere del fascismo, poi il dramma della guerra e infine le fasi della lotta partigiana contro l’operazione tedesca.Dopo l’armistizio dell' 8 settembre 1943 ci fu la dissoluzione dell’esercito italiano e i tedeschi occuparono l’Italia centro-settentrionale.Oltre 700.000 furono i militari italiani deportati nei campi di concentramento tedeschi e la quasi totalità di questi preferì morire piuttosto che collaborare coi nazisti. Proprio nel settembre 1943 nasce il Comitato di Liberazione Nazionale, del quale facevano parte tutti i partiti messi al bando dal regime fascista (questo va ricordato a coloro che non conoscendo la storia danno al XXV aprile l’etichetta fasulla di festa di parte).Nell’Italia occupata nacquero, inoltre, numerose formazioni partigiane che condussero due anni di preziosa e pericolosa lotta contro i tedeschi. Quando l’1 aprile 1945 gli Alleati sfondarono la linea gotica, l’insurrezione partigiana liberò le città dell’Italia settentrionale. Durante la resistenza, i militari e i partigiani che persero la vita per combattere il nazi-fascismo sono stati circa 70.000 e 20.000 i feriti e mutilati. Il 25 aprile segna la definitiva vittoria partigiana, quindi la liberazione del nostro Paese dalla dittatura grazie al riscatto di un popolo che ha preso il destino dell’Italia nelle sue mani. Noi giovani non abbiamo dovuto lottare per ottenere la democrazia, siamo nati in un paese già democratico. Noi tutti non dobbiamo vivere passivamente questo giorno importante, non possiamo ignorare i numerosi benefici che ci ha portato. Bisogna, invece, battersi affinché certe ideologie non si diffondano di nuovo, in modo che chi ha combattuto il fascismo non l’abbia fatto inutilmente perché è stata garantita la libertà ai nostri padri, a noi e ai nostri figli.Noi, giovani del Partito Democratico, non possiamo permetterci di dimenticare chi ha portato la democrazia nel nostro Paese e perché nel 2009 viviamo in uno Stato democratico.

Ragusa, 20 Aprile 2009
I Giovani Democratici di Ragusa

mercoledì 22 aprile 2009

PETIZIONE POPOLARE SCUOLA

Commissione Scuola Ragusa



PETIZIONE POPOLARE PARTITO DEMOCRATICO
Noi sottoscrittori della presente petizioneintendiamo dare voce alla scuola in Parlamento e chiediamo che entro maggio Camera e Senato discutano le proposte allegateVogliamo:• una scuola pubblica, di qualità, più autonoma e radicata nel territorio• una scuola che valorizzi il merito e non lasci indietro nessuno, capace di educare al rispetto e alla responsabilità e di rendere effettivo il diritto all’istruzione, costituzionalmente garantito per tutti e per ciascuno, e il raggiungimento di un diploma o di una qualifica professionale almeno triennale, come garanzia minima della realizzazione dei diritti di cittadinanza e di accesso ai “gradi più alti degli studi”• una scuola più sicura e qualificata per allievi, insegnanti, dirigenti e personale ATA, con adeguate risorse finanziarie e di personale, con la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e con interventi per la sicurezza, la funzionalità e il decoro delle strutture scolastiche Individuiamo 5 emergenze:• Soddisfare tutte le richieste delle famiglie sul tempo scuola (tempo pieno, modulo a 30 ore, tempo prolungato), sulla scuola dell’infanzia e sulla qualità della didattica, rafforzare il patto educativo scuola-famiglie• Assegnare risorse adeguate alle scuole, per il loro funzionamento e l'offerta formativa• Bloccare l'espulsione di 87.341 docenti e 44.500 ATA precari, a partire da quest'anno scolastico• Attuare un piano straordinario nazionale per la messa a norma degli edifici scolastici, per il risparmio energetico, per laboratori e attrezzature didattiche, anche con la riduzione dei vincoli del "patto di stabilità" che blocca gli investimenti degli enti locali e lo snellimento delle procedure amministrative• Evitare la chiusura delle piccole scuole (montagna, isole minori), laddove costituiscono presidio pubblico insostituibile per l’educazione dei bambini e per la comunitàChiediamo, pertanto, l’immediata cancellazione:• dei tagli di 8 miliardi di euro e di 132.000 lavoratori della scuola attuati dal Governo Berlusconi con la “finanziaria estiva”• del piano programmatico e dei regolamenti attuativi della finanziaria estiva relativi alla scuola elementare e media, nonché alla chiusura delle scuole• del maestro unico, dell’orario a 24 ore settimanali e dell’abolizione delle compresenze dei docenti nella scuola elementareProponiamo, inoltre:• Gli studenti al primo posto: diritto allo studio e successo scolasticoFinanziare, d'intesa con le Regioni e gli enti locali, un piano nazionale straordinario per assicurare borse di studio, libri gratuiti per i dieci anni dell'obbligo, mense e trasporti; per garantire il successo scolastico dei bambini disabili e svantaggiati, e la piena integrazione dei bambini immigrati; per contrastare la dispersione e l'abbandono scolastico• Piano straordinario di aggiornamento dei docentiRealizzare un piano di formazione in servizio, partendo dalla scuola media e dal biennio dell’obbligo, con priorità per la matematica, le discipline scientifiche e linguistiche• Valutazione delle scuole e dei docentiAttivare un sistema di valutazione, gestito da una “autorità esterna”, riguardante docenti e dirigenti scolastici e relativo al funzionamento delle scuole e ai risultati di apprendimento conseguiti dai ragazzi, in termini di crescita relativa, al fine di individuare e diffondere le migliori esperienze e di incentivarle, e di sostenere le situazioni di svantaggio• Personale certo e stabileAssegnare un numero certo e stabile di insegnanti e di ATA (organico funzionale) alle scuole sulla base di criteri oggettivi, in modo da garantire continuità didattica e autonomia, per realizzare un piano dell'offerta formativa (POF) di qualità, nel rispetto delle norme nazionali • Sperimentazione per il miglior utilizzo delle risorseAvviare, d'intesa con le Regioni, da subito sperimentazioni in varie province, come già stabilito dalla Finanziaria Prodi 2008, per migliorare l’efficacia e l’efficienza della spesa per l’istruzione, lasciando le risorse risparmiate ai territori e alle scuole che le hanno realizzate, premiando così le realtà più virtuose. • Riforma della scuola superiore e obbligo di istruzione a 16 anniAvanzare una proposta di riforma partecipata della scuola superiore, che valorizzi i saperi tecnici e scientifici, porti a sistema il meglio delle sperimentazioni realizzate nelle scuole superiori, e mantenga l'unitarietà del sistema, inclusi gli istituti professionali di Stato. Deve essere garantito e reso effettivo, secondo la normativa approvata dal Governo Prodi, l'obbligo di istruzione a 16 anni• Apprendimento per tutta la vitaRiconoscere l’apprendimento per tutta la vita come diritto di ogni cittadino; pertanto, devono essere potenziati il raccordo scuola-università, i centri territoriali per l’educazione degli adulti, la formazione professionale e le università degli adulti e della terza età• Stabilizzazione e indennità di disoccupazione per i precariStabilizzare 50.000 docenti e 10.000 ATA, in attuazione del piano di assunzioni della Finanziaria Prodi 2007 e prorogare tale piano per altre due annualità. Attribuire un’indennità di disoccupazione per due anni (pari al 60% della retribuzione nel primo anno e al 50% nel secondo) ai precari, il cui contratto non possa essere assolutamente rinnovato, che hanno lavorato per almeno 180 giorni in questo anno scolastico.
Per firmare la petizione rivolgersi ai Responsabili Commissione Scuola mandando una email : giovanipdragusa@yahoo.it oppure lasciare un commento nel blog!!



Responsabili Commissione Scuola

Giuseppe Albora

Placido De Salvo

Flavia Migliorisi

DOCUMENTO QUESTIONE ENERGETICA

Commissione Ambiente ed Agricoltura Ragusa



Uno degli aspetti delle politiche ambientali che noi giovani democratici abbiamo voluto approfondire riguarda la questione energetica. Considerato che la tematica è diventata una vera e propria emergenza di carattere globale con probabili conseguenze sulla convivenza tra i popoli, ci sembra opportuno esporre le nostre considerazioni in merito per dare un contributo alla discussione.
Riteniamo fondamentale, innanzitutto, sottolineare l’importanza delle “democraticizzazione dell’energia” prendendo spunto dalle parole del noto economista Jeremy Rifkyn “ piuttosto che una centrale da un megawatt è meglio realizzare mille case in grado di produrre un kilowatt ciascuna”. Il principio guida è legato al modello democratico di “rete energetica”, in cui nessuno controlla e monopolizza il fabbisogno energetico, come in un grande ambiente internet dove ciascun utente fornisce il proprio contributo e riceve quello degli altri superando la vecchia logica “produttore – consumatore”. Per implementare tale modello le ipotesi di realizzazione di nuove centrali nucleari ci appare quantomeno assurda e anacronistica, soprattutto in relazione al contesto siciliano, per i seguenti motivi:

impossibilità, nel medio termine, di gestire le scorie, investendo del problema soprattutto le generazioni future

necessità di ingenti quantitativi di acqua per gli impianti di raffreddamento (la Francia impiega oltre il 50% delle riserve nazionali di acqua dolce)

eccessiva concentrazione nel tempo e nello spazio di investimenti che possono attrarre gli appetiti della criminalità organizzata, invece di privilegiare l’erogazione di contributi capillari a famiglie e piccole e medie imprese (incentivi per il micro-eolico- fotovoltaico- solare termico – biomasse) in accordo col principio del microcredito ispirato dal premio nobel Muhammad Yunus


eccessivo lasso di tempo per l’ammortizzazione dei nuovi impianti soprattutto in relazione ai costi di realizzazione, manutenzione e smantellamento.

Il costo di produzione al kW rimane ancora elevato (6,7 centesimi contri i 4,2 del petrolio e i 3,8 del gas)


mancata occasione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica circa le tematiche del risparmio energetico che, con pochi piccoli accorgimenti, permetterebbe di evitare la costruzione di nuove centrali. Si può risparmiare energia riprogettando con più criterio diverse attività economiche umane come ad esempio quella edilizia, agricola o industriale in generale con conseguente aumento della richiesta di nuove professionalità, di alto profilo, che servirebbero soprattutto al sud (Energy manager, bio- architetti etc…)



rimane ancora parzialmente irrisolto il tema sicurezza, soprattutto in relazione a piccoli incidenti di portata locale (vedi casi recenti in Giappone o Francia) piuttosto che a grandi eventi accaduti in passato, difficilmente ripetibili. Non è pertanto vero che se accadesse un incidente in Francia o in Germania subiremmo lo stesso le conseguenze, perché gli incidenti (piccoli) ci sono già ora e interessano le località di installazione dei siti.

le nostre riserve nazionali di uranio si esaurirebbero in un anno per la gestione di una sola centrale nucleare (saremmo quindi dipendenti dagli altri paesi per l’importazione), e anche le riserve mondiali di uranio stanno per terminare.(destinato a scarseggiare entro il 2050)

per tutti questi aspetti riteniamo che la soluzione energetica delineata dal nostro governo sia improponibile, considerato l’ampio spettro di alternative quali eolico, biomasse, fotovoltaico, geotermico sulle quali il lavoro di ricerca e sviluppo procede rapidamente e che, prese singolarmente non rappresentano la soluzione, ma che integrate in un sistema di rete e abbinate alla rivoluzione culturale rappresentata dal risparmio energetico costituiscono la reale soluzione.




Responsabili Commissione Ambiente
Andrea Caruso
Lorenzo Corallo

martedì 21 aprile 2009

MOZIONE A SOSTEGNO DELLA CANDIDATURA DI VALENTINA SPATA


Care democratiche e cari democratici,

dalle primarie del 21 novembre 2008 è cominciato il percorso che porterà a breve alla strutturazione in tutta Italia del movimento dei Giovani Democratici. Un percorso che ha l'ambizione di raccogliere tutte le forze di centinaia di migliaia di giovani che, in tutta Italia, hanno deciso di spendere il proprio entusiasmo, le proprie forze e competenze dietro a questo grande progetto.
Le primarie del 21 novembre hanno visto la partecipazione di centinaia di giovani fra i 14 ed i 29 anni. Un segnale non trascurabile nel segno di una domanda di coinvolgimento, e desiderio di rappresentanza democratica e politica, che l’organizzazione ha il dovere di intercettare e guidare, e, a cui il Partito deve guardare con estrema attenzione.
In questo giorno, che ricordiamo, il carro dei vincitori è stato abbastanza grande da riuscire ad ospitare Democrazia, Passione e Partecipazione. Di questo giorno rimarranno le sensazioni e le mille irripetibili immagini, la grandissima affluenza che appunto è stata ospite speciale dell’evento così come la volontà di aderire ad un progetto entusiasmante.
La costituzione dei Giovani Democratici in provincia di Ragusa rappresenta una tappa fondamentale nel processo di radicamento e consolidamento del Partito Democratico nel territorio.Fatti salvi i principi fondamentali di natura politica e programmatica emersi in seno ai lavori dell’Assemblea Nazionale, e successivamente dell’Assemblea Regionale dei Giovani Democratici, l’organizzazione nel suo vasto processo di inclusione ed approfondimento, si deve confrontare e rapportare puntualmente alle peculiarità che emergono dalle esigenze di ciascuna realtà. Pertanto i Giovani Democratici di Ragusa hanno sentito l’esigenza di celebrare l’Assemblea cittadina per iniziare a dare una struttura anche all’interno del proprio territorio.
Questa assemblea cittadina deve essere il luogo “principe” deputato alla costruzione di una rete di sostegno e di comunicazione politica tra tutto il Paese che ci renda più consapevoli della grandezza degli obiettivi da raggiungere e ci guidi anche nel percorso per raggiungerli.
Uno dei concetti fondamentali che e’ stato messo in luce, durante i processi costitutivi, è quello dell’indipendenza della giovanile dal PD “dei grandi”: infatti se da un lato ci deve essere una stretta collaborazione ed una condivisione sostanziale di principi e degli obiettivi, dall’altro noi, certo non possiamo essere dei burattini senza avere una propria identità: la giovanile dovrà avere un ampio margine di indipendenza nell’azione politica che vorrà intraprendere (appunto PER i giovani e soprattutto CON i giovani).
Uno dei compiti principali che noi Giovani Democratici abbiamo è quello di creare l’apparato dell’organizzazione giovanile e ragionare su dei contenuti politici da sviluppare,specie nella nostra regione, che più di altre realtà vive problemi di occupazione,lavoro e criminalità,senza toccare il tasto dell’istruzione,che nonostante l’alto livello qualitativo,per mancanza di risorse vede diversi nostri giovani emigrare verso il nord del paese,e altrettanti abbandonare gli studi.
Il mio auspicio è che il movimento giovanile del Pd sia autonomo e indipendente da logiche correntizie perché, noi giovani democratici,non abbiamo bisogno di nessun padrone, vogliamo dare delle risposte concrete a quel pezzo di società civile che pur non identificandosi propriamente nel Pd crede nel messaggio lanciato da questa grande forza riformista e democratica, perché noi giovani democratici non possiamo disperdere tutti quei fermenti democratici e spontanei che si sono spesi per manifestare il loro dissenso nei confronti del lodo Alfano o della riforma del sistema universitario, della riforma Gelmini, del decreto sicurezza, o tutti quei ragazzi che sono stati nei gazebo durante le elezioni primarie.
Abbiamo tuttavia bisogno degli strumenti per poter agire, per poter creare una forza politica seria:ritengo perciò fondamentale che chi oggi rappresenta il partito nei vari livelli nazionali, regionali e provinciali ci debba supportare al meglio mettendoci nelle condizioni di poter crescere e formarci per diventare noi domani,la nuova classe dirigente.
Abbiamo creduto e crediamo in questo partito e vogliamo lavorare per un Partito aperto e plurale che dia spazi e opportunità a chi oggi si vuole spendere per una società migliore,dove a prevalere sia la meritocrazia e il valore di ognuno di noi.
Il nostro obiettivo è la credibilità. Vogliamo essere liberi e autonomi, vogliamo essere presenti nella società e protagonisti nelle idee.
Vogliamo rendere i giovani protagonisti della storia.
Immagino un movimento giovanile in cui sia possibile confrontarsi sui temi attuali, dove sia possibile parlare con la gente e ci si possa formare. Una 'giovanile' che sia spirito di squadra che abbia proposte concrete per contribuire all'amministrazione della nostra città e cambiare il nostro Paese.
Con questa prima assemblea dei giovani democratici di Ragusa si è di fatto aperta la storia di quello che a mio avviso si prospetta essere l’organizzazione giovanile più forte e organizzata nella nostra città, la fucina della nuova classe dirigente, il laboratorio delle istanze e delle esigenze delle nuove generazioni.
Il nostro compito, cari democratici, dovrà essere quello di valorizzare le istanze delle persone che rappresentiamo, portare le nostre idee ad atti concreti, questi sono gli obiettivi che solo una politica alta, fatta di passione e professionalità può aspirare. La Società in cui vorremmo vivere è una società senza corruzione, meno evasione e quindi più giustizia sociale e una maggiore redistribuzione delle ricchezze, una società con al centro la tutela dell'ambiente e un potenziamento della qualità dell'Istruzione pubblica.

La politica è dei giovani non è un semplice proposito ma è quello che ci chiede il popolo, il cittadino.
È un sentimento forte, ed è reazione alla disaffezione per la politica che è conseguenza dello stallo
del potere decisionale ed innovatore. Impossibile non accorgersene!
E chi rifiuta il rinnovamento generazionale della politica, rifiutando dopo anni di attività istituzionale, di mettersi da parte in favore di nuove leve, nega che la politica
sia un processo in divenire, qualcosa che deve evolversi come evolve la società. Inaccettabile è pensare che una persona, fosse anche di qualità eccezionali, possa impersonificare e rappresentare ad vitam le necessità e le questioni di un Paese.
Oggi, vedo un’idea di politica più simile a quella dei Greci e dei Romani che aperta alle esigenze dei moderni.
Le società antiche erano società per certi versi immutabili, con limitatissima mobilità sociale, che garantivano gli interessi di aristocrazie od oligarchie. Di fronte a repentini cambiamenti storici o sociali, reagivano con l’aggressione o, quando non reggevano l’impatto, con la decadenza.
Queste società erano logicamente guidate e governate dai potenti che, in forza della loro esperienza, assicuravano la continuità e la stabilità dello status quo.
Oggi il mondo cambia con velocità inimmaginabili, “rivoluzioni” in ogni campo affossano in tempi brevi scoperte e certezze poco prima date per assodate. L’espansione delle tecnologie digitali ed informatiche ha messo in campo variabili inaspettate ed imprevedibili, che difficilmente potranno essere affrontate senza una continua analisi della realtà e dei suoi cambiamenti.
Ciò significa che di fronte a questi cambiamenti e’ necessario un forte e periodico ricambio generazionale all’interno dei gruppi dirigenti, per mantenere nella politica quella freschezza e quell’attualità che possono essere degnamente testimoniate solo da chi quotidianamente le vive.
Non si tratta, guardate, di una “guerra ai vecchi”: si tratta solo di riconoscere legittimità ad una generazione fino a adesso sottostimata. Ed e’ però una legittimità che dobbiamo guadagnarci, che dobbiamo dimostrare nei fatti e nelle idee, nei contributi. Alla porta potrà anche essere tolto il giro di chiave: ma siamo noi che dovremo avere il coraggio, e la forza, di aprirla.
E’ qui l’esigenza di un Movimento Giovanile. In questi mesi ho avuto modo di confrontarmi con diverse opinioni, sul destino dei giovani all’interno del Partito Democratico e sulla necessità o meno della Giovanile.
Vi dirò che condivido l’idea di chi pensa che il PD debba, nella sua struttura, dare spazio ai contributi di noi giovani. Condivido il fatto che una giovanile non si riduca ad essere una propaggine-serraglio, un’anticamera in cui si è chiusi e si aspetta che qualcuno dia udienza.
Una Giovanile deve poter contribuire agli indirizzi ed alle politiche del Partito, in autonomia e per questo con forza ed autorevolezza.
Un’organizzazione pienamente coinvolta nella struttura del Partito, che possa però discutere e decidere con l’orecchio teso alle voci dei propri coetanei, delle precarie e dei precari, degli studenti e delle studentesse, dei giovani lavoratori e lavoratici. Che possa proporre la propria visione di mondo sviluppandola alla pari.
Penso che la gente si stia accorgendo di quanto nuovo stiamo introducendo e di quante iniezioni di rinnovamento abbiamo già introdotto.
Per il movimento giovanile, che incomincia ora la sua fondazione, sarà però opportuno riuscire a comunicare che c’è e ci sarà, e fare quanto possibile per affermarlo alla cittadinanza, ai giovani come noi che a differenza nostra sono i più sfiduciati e disillusi.
Non diamo adito al populismo becero di sedurre queste ragazze e questi ragazzi con facili slogan e promesse da marinaio: facciamogli capire che un’alternativa c’è, che “politica del fare” è politica per il bene comune, non strumento di affermazione del potere.
Torniamo quindi a parlare di scuola, di università, di lavoro, di cultura, di ambiente e di opportunità. Riportiamo i grandi temi sociali sul tavolo della discussione, dopo che le difficili
condizioni economiche hanno trasformato il dibattito sui saperi in un qualcosa di come accessorio,
sottoposto alle urgenze dei vincoli di bilancio.

Scuola ed università innanzitutto.
La politica deve rimettere al centro il sapere ed il sapere deve
smettere di ostracizzare la politica.
Nelle scuole, la politica è tabù perché è pensata come interesse di parte. Nel tentativo di fare delle
scuole un luogo neutrale, le si è fatte diventare un luogo neutralizzato, dove la realtà e l’attualità
sembrano vivere solo all’esterno, dove la discussione ed il dibattito, quello politico, ovvero, secondo l’antica definizione scolastica, quello che attiene all’ “arte di governare le società”, è bandito, non trova cittadinanza se non nelle lezioni dei docenti più ispirati.
Negli obiettivi di un Paese la formazione dell’individuo, nel suo lato umano e civico prima che professionale, deve essere prioritaria.
Scuola ed università non sono servizi, sono il motore formativo ed intellettuale della nazione.
Il percorso scolastico e poi universitario non dev’essere una fra le tante opzioni possibili, ma deve essere un’opportunità per un futuro migliore. Studiare dev’essere un’opportunità, non un privilegio.

UNIVERSITA’
Negli ultimi decenni, cari amici, quasi tutti i governi, di qualsiasi colore politico, hanno fatto progetti o disegni di legge di riforma dell’università.
Per riformare l’università è necessario prima di tutto decidere qual è il suo ruolo all’interno della
società, in modo da mettere in campo idee innovative che abbiano come scopo quello di soddisfare
le tre parole d’ordine, merito, eccellenza, internazionalizzazione, che credo debbano
rappresentare la nostra Università.
Il primo obiettivo, da cui bisogna partire, è quello della formazione, ovvero della creazione di
competenze adeguate ai bisogni di una società. Per fare questo è necessario che l’Università sia
prima di tutto aperta all’accesso, senza discriminazioni (economiche), in modo che tutti abbiamo le
stesse possibilità di “partenza”, ma che diventi via via selettiva in base al merito e alle capacità L’università deve diventare un luogo d’eccellenza, un luogo dove nasce l’Italia del domani.
L’università deve inoltre favorire l’internazionalizzazione degli studi, attraverso lo scambio di
studenti e professori per fare in modo che la conoscenza diventi universale, per fare in modo che i
giovani possano arricchire le proprie competenze e le proprie attitudini a lavorare in contesti multi
culturali. Questo dovrebbe partire prima di tutto dall’incentivare maggiormente gli studenti alla
partecipazione al programma “Erasmus” (programma finanziato dall’UE che permette di svolgere
parte del percorso formativo presso un’università europea), e al programma “Overseas”
(programma finanziato dall’Università di Bologna che permette di fare un’esperienza di studio negli
altri continenti) .
L’università deve rendere inoltre obbligatorio il ricambio (non solo generazione) dei docenti,
premiando i migliori (anche attraverso incentivi economici) e penalizzando i “peggiori”. Tutto
questo attraverso la valutazione della didattica, facendo in modo che gli indicatori di qualità
abbiamo un ruolo decisivo nel giudizio sul docente.
Il secondo grande obiettivo dell’università è quello di migliorare l’ingresso dei neolaureati in un
mondo del lavoro che oggi più che mai no n è instabile e precario. Oggi, competenze e saperi sono
aspetti centrali del lavoro e l’università, attraverso un rapporto più stretto e coordinato con il mondo
del lavoro, deve essere in grado di creare una quantità crescente di conoscenze e competenze. Lo
studente inoltre deve essere messo nelle condizioni di poter individuare e scegliere con maggiore
facilità un lavoro che sia espressione del proprio percorso formativo.
Il terzo obiettivo è la ricerca. Il futuro di un paese deriva in gran parte dalla sua capacità di
rigenerarsi, di modernizzarsi. La ricerca è il motore dello sviluppo del nostro Paese. Crediamo
quindi che si debba ridare dignità e creare una nuova leva di giovani ricercatori; crediamo che si
debba dare piena autonomia al ricercatore nel suo progetto; crediamo che debba svilupparsi un
sistema di valutazione reale e concreto che premi il merito, come avviene nella maggior parte dei
Paesi europei; crediamo infine che cosi come per l’università, anche per la ricerca ci debba essere
un importante incremento delle risorse pubbliche e private ( anche, ad esempio, attraverso incentivi
e sgravi fiscali alle imprese che finanziano la ricerca).
La nostra città è sede di uno degli Atenei più grandi e prestigiosi d’Europa, e l’Alma Mater
Studiorum contribuisce, attirando e formando centinaia di studenti ogni anno, allo sviluppo
economico e sociale di Bologna. Tuttavia all’Università, che ha sicuramente molte punte di
eccellenza, dalla ricerca all’internazionalizzazione, chiediamo di avere un ruolo attivo all’interno
della città, valorizzando i suoi studenti anche al di là dell’attività didattica che svolgono nelle aule
di facoltà.

E pensiamo bene alla nostra città e alla nostra Provincia. L’università deve essere una grande opportunità per tutti noi e per tutti coloro che non hanno la possibilità di studiare fuori. L’università nella nostra provincia non deve essere solo il “doppione” di quella di Catania e Messina, ma deve fornire una formazione culturale qualitativa.
Per questo, noi Giovani Democratici di Ragusa ci batteremo affinché la realtà universitaria nella nostra provincia divenga qualcosa di importante e di alta qualità attraverso la costituzione del Polo Universitario e della inclusione di facoltà inerenti ai settori di maggiore rilievo come il turismo, l’agricoltura, le lingue, la piccola e media impresa.

SCUOLA
Continuiamo, però a credere che in un’ottica di rappresentanza a 360° della nuova organizzazione
giovanile che sta nascendo, sorge la fondamentale esigenza di rivolgere la dovuta attenzione ed
interesse al variegato e complesso universo degli studenti delle scuole medie superiori.
In un periodo di importanti e frequenti trasformazioni del sistema scolastico e di continui input e
sollecitazioni della società verso i quali i ragazzi si mostrano molto più ricettivi, il Coordinamento
Giovani Democratici di Ragusa si impegnerà al massimo per raccogliere le forze e le energie degli studenti medi che vivono a Ragusa e nei territori della provincia.
Le ragazze e i ragazzi delle scuole medie superiori rappresentano una risorsa importantissima per la
nuova organizzazione giovanile, determinano l'ampiezza del target di riferimento
dell'organizzazione e consentono il ricambio generazionale.
Per questi motivi ci impegneremo non solo a svolgere un capillare lavoro di coinvolgimento e
stimolo dei ragazzi delle superiori, dando loro la possibilità di creare uno spazio per il dibattito e la condivisione, ma data la comprovata permeabilità degli studenti alle forme associative, auspichiamo
nell’immediato futuro anche la creazione di un’associazione (Associazione dei GD) che riesca ad essere portatrice di autentica elaborazione politica a Ragusa.

Abbiamo la volontà di accogliere le istanze dei giovani studenti e di aiutarli nel loro processo formativo cercando di evitare tutti gli ostacoli presenti e persistenti. Soprattutto dopo la Riforma Gelmini, penso che c’è un interesse anche da parte degli studenti stessi a cercare di cambiare questa società che oggi non si rivolge più ai giovani.
Con il decreto Gelmini si ritorna indietro col tempo. -La scuola è una grande istituzione e io non riesco a capire come il Governo Berlusconi, oggi, non riesce a rinunciare ai 400 milioni di euro del referendum, però toglie i fondi alla scuola per fronteggiare la crisi.
La scuola ha bisogno di fondi perché ha bisogno di una vera riforma, innovativa, fondata su pari opportunità e merito. Una scuola moderna a passo con l’evoluzione della società.
Non serve il ritorno al grambiulino o al maestro unico.. Ma servono aule magne, aule di informatica, materie nuove…
Con il maestro unico in una classe di 30 alunni non si favorisce un processo di socializzazione e formazione e non si combatte il fenomeno del bullismo così come sostenne la Gelmini, ma si crea un vero e proprio disagio. Per non parlare del 6 in condotta, vi ricordo che in Sicilia, dopo questa riforma, sono pervenute tante denunce presso gli sportelli degli studenti per l’abuso di potere da parte dei professori a sfavore di chi non è un simpatizzante. E’ questa la scuola che vogliamo? E’ questa la scuola innovativa? Io credo di no!!!!
Noi vogliamo una società dove la cultura non sia calpestata, dove il diritto allo studio sia il diritto di tutti e sia un diritto tutelato dallo Stato. Non dimentichiamoci che il diritto allo studio è un’opportunità per noi giovani, per il nostro futuro!!!
Ma diritto allo studio vuol dire anche diritto di studiare in strutture sicure ed efficienti.

LAVORO
“Il lavoro quale massima espressione della personalità, della creatività,
dell’ingegno umano oltre che espressione della dignità della persona e non solo
forma di sostentamento e sopravvivenza”.

Noi giovani democratici ci preoccupiamo del lavoro che manca e si cerca invano, di quello che si
perde senza speranza diventando troppo spesso dramma umano e familiare, di quello che
dequalifica, ma soprattutto del lavoro che fa male anzi che ammazza.
La flessibilità, che potrebbe rappresentare una risorsa per imprese e lavoratori finisce per diventare, precariato dequalificante capace solo di mortificare un’intera generazione, non permettendo ai giovani di poter tagliare il cordone ombelicale con le proprie famiglie, destabilizzando di fatto la società attuale ma soprattutto non permettendo la stesura di basi solide per la costituzione di una società futura.
Centinaia di miglia di giovani dalle imprese private agli studi professionali vivono ogni giorno il
dramma di un lavoro instabile, dequalificante e senza tutele, giovani “professionisti” che sotto
l’ombra di uno pseudo- lavoro autonomo in realtà svolgono un lavoro senza regole né tutele, ma soprattutto senza la garanzia di una formazione adeguata al tipo di specializzazione professionale per la quale stanno lavorando, con meccanismi dai più ai meno “blindati” per l’accesso alla categoria con esami fasulli capaci solo di disperdere danaro pubblico, senza essere effettiva garanzia delle competenze acquisite dai candidati.
Le riforme del mercato del lavoro che nel corso degli anni si sono succedute hanno fatto sì che
un’intera ge nerazione vivesse senza certezze presenti, ma anche e soprattutto future, un problema
da non sottovalutare e che generazionalmente ci appartiene, anche se può sembrare lontano e di
secondaria importanza è quello legato alle pensioni, non possiamo non considerare il fatto che i
senza diritti di oggi si stanno condannando ad una pensione al disotto della soglia di sopravvivenza
domani.

La nostra Regione, Cari amici, è tra le 10 regioni europee con il più alto tasso di disoccupazione giovanile. Lo dice eurostat, l’ufficio europeo di statistica.
Penso che questi dati sono la testimonianza di una presenza massiccia di clientelismo e corruzione che negli anni hanno contribuito a far crescere un problema che oggi si trasforma in una grande piaga sociale difficilmente controllabile.
L’approccio al lavoro, oggi, per noi giovani e’ molto difficile.
Parlando di concorsi pubblici si evince che la maggior parte dei bandi presentati nella nostra provincia non sono conosciuti dai nostri cittadini poiche’ c’è poca trasparenza e poca legalita’. I bandi pubblici vengono pubblicati 15 giorni prima e pertanto non vi è la possibilità di venirne a conoscenza, i criteri adottati non si comprendono e l’iter adottato non è chiaro e trasparente. Solamente gli amici degli amici hanno, quindi, la possibilità di partecipare ai concorsi nonostante non abbiano tutti i requisiti necessari.
Ora, noi giovani democratici, non siamo certo né ingenui né sprovveduti, sappiamo bene che i concorsi spesso e volentieri non rispettano i valori dei candidati e i requisiti previsti e quello che vogliamo portare alla luce è la palese ingiustizia, la compravendita dei posti ed il favorire chi ha scarsa o nulla professionalità riuscendo a scavalcare non uno ma numerosi professionisti. Da questo si evince che I concorsi, cari amici, sono purtroppo predeterminati secondo logiche non meritocratiche ma clientelari. Tutto ciò a mio avviso non è il modo idoneo a favorire l’occupazione giovanile e un futuro migliore per la nostra generazione.
Noi, Giovani Democratici di Ragusa, crediamo che Legalità e Giustizia debbano essere alla base di
ogni società democratica.
Lo stesso Principio Costituzionale di Legalità assoggetta i cittadini al rispetto dei valori condivisi
della società, sotto forma di legge. Pertanto lo Stato deve garantire, attraverso forme di controllo dei
territori e nel rispetto dei diritti fondamentali della persona, che la Legalità e la Giustizia vengano
perseguiti da tutti. Questo significa rendere effettivo il Principio di Eguaglianza formale e sostanziale dei cittadini di fronte alla Legge, senza discriminazioni o favoritismi, che avrebbero
come unica conseguenza il discredito dello Stato agli occhi del cittadino.

Ci chiediamo come si può partecipare ad un gran premio anche con il migliore dei piloti, se non si ha una macchina funzionante, in cui i freni frenano, il volante girato a destra sterzi a destra, girato a sinistra sterzi a sinistra. Il tifo dalle tribune serve ma la macchina non corre o si controlla con gli applausi.Cambiare pilota va bene ma, se restano gli stessi, incapaci, meccanici e gommisti di prima, la macchina rimane così e se non è sistemata resta incontrollabile o ferma.Quella macchina è la struttura burocratica della regione e con lei la vasta rete clientelare presente e diffusa nel territorio, quella che va dall'imprenditore edile che chiede una concessione all'assessore per costruire su un'area destinata a verde pubblico, e arriva al disoccupato, legato attraverso la chiamata per il lavoretto di tre mesi l'anno, al "politico-feudatario" locale.
I miei amici, nei loro discorsi, non chiedono necessariamente, o forse nemmeno lo desiderano, lo
stesso lavoro per tutta la vita; chiedono però lavoro emerso, tutelato nella malattia, nell’infortunio,
con contributi pensionistici pagati.

FORMAZIONE PROFESSIONALE
La Sicilia, attraversata da una crisi senza precedenti, non può consentire che un settore importante, come quello della formazione professionale, sfugga ad ogni logica produttiva e alimenti invece sacche di spreco e di clientelismo.“Non esiste alcuna Regione in Italia che impegni quasi 250 milioni di euro per finanziare corsi che, salvo rare eccezioni, sono privi di qualsiasi legame con i fabbisogni formativi delle imprese”.La quantità e la qualità dei corsi di formazione, finanziati dalla Regione, con uno spropositato numero di enti, risultano non solo eccessive, ma soprattutto poco coerenti con le esigenze dell’attuale base produttiva siciliana.
L’assistenzialismo che da anni appesantisce il settore va combattuto con una immediata e coraggiosa riforma. Con un processo virtuoso di riqualificazione che restituisca garanzie e dignità sia agli insegnanti, sia ai tanti giovani che, nella convinzione di frequentare i corsi per poi trovare un lavoro, in realtà usufruiscono di un parcheggio sociale, malamente inteso come antidoto alla disoccupazione.
I GD di Ragusa sono stati presenti alla manifestazione della CGIL e della CISL in piazza Libertà contro l’Assessore Incardona e il governo Siciliano.Non possiamo permetterci di assistere a quanto accaduto.
La formazione professionale oggi è una fonte d’interesse politico e non che non agevola il percorso di formazione degli iscritti e che non soddisfa le esigenze dei dipendenti che vedono calpestati i loro diritti. La formazione professionale è una fonte di guadagno per i dirigenti e una fonte di voti per i politici e noi non siamo d’accordo con questo meccanismo creatosi sin dall’inizio a causa di scarsi controlli e di collusione vera e propria. Noi Giovani Democratici vogliamo giustizia e saremo presenti a sostenere i diritti dei lavoratori della formazione professionale e pretendiamo che il Governo Lombardo possa porre rimedio ad un abuso che lede gli interessi di migliaia di lavoratori nel campo della formazione professionale siciliana auspicandone infine una riforma che si ritiene necessaria ed indispensabile e non piu' rinviabile.
Ma Giustizia è anche giustizia sociale: immaginare una società più equa e giusta è anche pensare una società che non faccia discriminazioni di genere, di razza, di religione, di cultura e di orientamento sessuale. Garantire eguali diritti è il presupposto perché tutti si sentano a pieno titolo cittadini di questo Paese, e siano in questo fieri di esserlo. Ogni discussione, ogni decisione, su questi temi, ed in particolare sulle tematiche ritenute eticamente sensibili, deve partire da questi presupposti,rifuggendo i preconcetti, tentando di essere semplicemente e puramente riformatori.
Il Movimento Giovanile non potrà glissare su questi argomenti, dovrà farli propri all’interno della
propria agenda, affrontarli ed esprimersi. Il dibattito, il confronto, sono sempre positivi.
È Hegel a dirci che la dialettica è fondata sull’opposizione di tesi ed antitesi, che solo in questo
modo si elevano ad una più elevata, e più vera, sintesi.
Nella politica del fare di cui ci facciamo portatori dovremo essere in mezzo alla gente, e
contaminarci con essa. I grandi problemi si affrontano nel quotidiano partendo dalle piccole cose.
Ed è proprio questo quel che dobbiamo fare: avvicinarci alle persone con l’ottica che anche un
piccolo gesto, se è esempio per tutti, può farsi grande.
Noi Giovani Democratici di Ragusa non abbiamo dimenticato di inserire nella nostra agenda politica due grandi temi: quello delle INFRASTRUTTURE E quello AMBIENTALE.

Ma non parliamo solo di infrastrutture scolastiche ma anche di strade che percorriamo sempre nella nostra vita quotidiana. Le strade pericolose mettono a rischio la vita di tutti e noi questo non possiamo permetterlo.
La Ragusa-Catania rimane per noi , ma soprattutto per lo sviluppo della sicilia orientale, ma anche per la sicurezza dei nostri giovani, fondamentale.
Nella nostra città sono tante le strade insicure, non possiamo permetterci il lusso di costruire rotatorie se prima non vengono rese percorribili tutte le strade. Allora noi continueremo la nostra battaglia per far si che ai cittadini sia garantita la loro incolumità.

Per ciò che concerne l’Ambiente, si tratta di un tema che riguarda il nostro futuro e pertanto merita una grande attenzione: il problema dei rifiuti è un problema che, senza politiche lungimiranti, rischia di assillarci in eterno.
La nostra Provincia vive problematiche ambientali e la nostra città a maggior ragione.
Il Sindaco della nostra città, mesi fa, ha fatto partire la raccolta differenziata, ottima cosa direi ma se fatta con criterio e precisione.
Io penso che la raccolta differenziata nella nostra città non sia stata organizzata per bene: la ditta che se ne occupa non ha fatto il suo dovere e l’amministrazione comunale non è riuscita a gestirla.
La raccolta differenziata è il modo migliore per preservare e mantenere le risorse naturali, a vantaggio nostro e delle generazioni future: riusare e riutilizzare i rifiuti, dalla carta alla plastica, contribuisce a restituirci e conservare un ambiente “naturalmente” più ricco.Pero’, a Ragusa, il livello di attenzione e di preoccupazione sull’ ambiente è molto basso, soprattutto sui rifiuti.
Uno dei punti chiave del problema è senza dubbio la mancanza di un’adeguata cultura della differenziazione.inoltre e’ necessario l’adozione a breve da parte dell’amministrazione comunale di contromisure sul piano strutturale-organizzativo per potenziare la raccolta differenziata.Se non c’è una raccolta differenziata efficiente, che permetta di separare all’origine le materie recuperabili, non possiamo parlare di riciclaggio dei rifiuti. Quindi a mio avviso, occorre proporre periodiche campagne di informazione e sensibilizzazione, studiando modalità diversificate che possano raggiungere il maggior numero possibile di cittadini, per far conoscere le modalità della raccolta differenziata e la sua importanza per tutti, stimolando comportamenti di responsabilità e di civiltà.
Sarebbero , inoltre necessari degli incentivi, volti a far sentire la gente parte di un processo positivo. L’idea è semplice, un’idea tra l’altro che ci potrebbe permettere di affrontare la crisi attuale: più materiale si consegna ai punti di raccolta (naturalmente si devono creare dei punti di raccolta) e più si risparmia. Tanto materiale si raccoglie e si smista tanti punti si acquistano. In base ai punti si scala la tassa dei rifiuti, che oggi risulta essere a Ragusa una delle più alte.Riciclare il materiale di scarto aiuta a mantenere la città più pulita, limita i costi per la collettività e dovrebbe consentire anche di diminuire l’importo della tassa sui rifiuti. Per ogni chilogrammo di materiale di scarto (carta, vetro, plastica, scarti vegetali, alluminio, legno) che verrà portato ai centri di raccolta, (posizionati nei vari quartieri della citta’) verrà consegnato uno scontrino con indicato il tipo e il peso del rifiuto conferito. Il “credito” accumulato, a fine anno, verrà detratto dalla tassa sui rifiuti.Oggi manca una politica a medio/lungo termine per la gestione dei rifiuti! Da una parte si spinge in maniera insistente verso il riciclo, ma dall’altra non si riscontrano vantaggi per il cittadino che anzi, negli ultimi anni ha visto crescere la bolletta per i rifiuti in maniera spropositata. Si dovrebbe inoltre sostituire la tassa rifiuti con il sistema della tariffa sui rifiuti, in modo che ogni famiglia e ogni utenza industriale e commerciale paghi soltanto per i rifiuti che effettivamente produce.Nessuno dice che non si dovrebbe pagare, ma probabilmente se si adottasse un piano più incisivo per la raccolta differenziata coinvolgendo i cittadini non solo nella fase “pratica”, ma anche in quella “progettuale”, crediamo che si potrebbe aspirare tranquillamente a livelli di differenziazione senza precedenti.Nella nostra città purtroppo, la raccolta differenziata è stata lanciata tempo fa, non è stata pubblicizzata e spiegata a modo ai cittadini e non viene effettuata seriamente in tutte le zone. Noi Giovani Democratici di Ragusa, pertanto chiediamo all’amministrazione comunale, di organizzare un programma serio ed efficace della raccolta differenziata, di attuare un’ immediata campagna pubblicitaria sul tema in questione e di valutare la nostra proposta riguardo gli incentivi per la diminuzione della tassa dei rifiuti.

Lo stesso vale per le forme di energia: nel momento in cui vediamo il prezzo del petrolio schizzare alle stelle, fortissimo dovrebbe essere il nostro slancio verso forme energetiche sostenibili e rinnovabili. La nostra generazione sarà quella che dovrà metter fine all’epoca del petrolio, per un ambiente più vivibile ma anche per evitare al mondo sanguinosi conflitti per il controllo dell’oro nero.

Care democratiche e cari democratici, le sfide non finiscono qui, abbracciano ogni sfaccettatura della vita umana. Nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, avremo modo d’incontrarci, di confrontarci, di portare avanti
insieme una profonda e capillare campagna di radicamento dei Giovani Democratici.
Anche se qui siamo quasi tutti attivisti, già rodati o di nuova leva, la nostra vera prospettiva
dev’essere il coinvolgimento di nuovi nostri coetanei. Abbiamo la forza delle nostre idee e delle
nostre convinzioni, abbiamo la percezione di stare dalla parte giusta.
Per questo è d’obbligo che le cariche ora elette s’impegnino a lavorare e si apprestino a compiere una politica attiva e presente all’interno del nostro territorio.
Siamo qui per risolvere i problemi, affrontandoli senza preconcetti idelogici. Riconosciamo di dover essere responsabili nei confronti della collettività.
Dobbiamo guardare fuori dai recinti, perché noi siamo i giovani italiani che vivono nella società contemporanea. Noi siamo il Pd del 2020, crediamo in un percorso formativo concreto, serio e critico. Siamo per un’elaborazione di idee forti, alternative al centrodestra, coraggiose e in grado di sperimentare linguaggi e forme aggregative nuove. Vogliamo studiare, viaggiare, progettare. Elaborare la globalizzazione e nuovi modelli di sicurezza sociale.Vogliamo politiche sociali in grado di permettere a tutti i giovani, ragazzi e ragazze di poter uscire da casa a 18 anni e di progettare la propria vita in modo libero e indipendente. Vogliamo un linguaggio nuovo, sperimentare un nuovo modo di essere giovani nel Partito Democratico.

La conoscenza, la condizione dei giovani, le politiche per ridare energia, speranza e futuro alle nuove generazioni. La politica spesso non ha saputo riconoscere la centralità di questi temi, e così non è stata in grado di dare ai giovani gli strumenti per "camminare da soli" ed essere autonomi. Invece, per costruire il nostro futuro, abbiamo bisogno di vitalità, di coesione e giustizia sociale, di merito.

Meritiamo il nostro futuro!!!. È il nostro slogan, è un tema cruciale per la nostra città e il nostro paese.

Non interrompiamo questo percorso. Rilanciamo la scommessa. La scommessa di guidare, con i Giovani Democratici il partito e la nostra città, certo. Ma anche la grande scommessa del PD. Ricordandoci che il PD è davvero una cosa seria.

Sono contenta di essere stata scelta come guida dei giovani del partito democratico di Ragusa, una guida che però da sola non può avere seguito, ma che insieme a tutto il gruppo ed insieme al loro sostegno potrà lavorare bene per il futuro dei Giovani nella città di Ragusa.
Oggi è per me e per tutto il movimento giovanile di Ragusa una giornata importante, ricca di energia e della volontà di confrontarsi sui temi veri, fuori dalla retorica elettorale, determinati a occuparci del futuro nostro e della nostra comunità. Del futuro che meritiamo, che vogliamo meritare, che dobbiamo meritare. Mi auguro che insieme possiamo continuare, con armonia e grande passione questo percorso iniziato con entusiasmo e tanta voglia di fare. Ci credo e so che anche voi ci credete per questo vi ringrazio della fiducia datami e sono sicura che non vi deluderò, ma che anzi, insieme possiamo fare grandi cose!!


Grazie a tutti!!!

Valentina Spata